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Uno sport per tutti (i gusti): cos’è davvero il CrossFit

Pubblicato il Pubblicato in Centrocampo, Recenti, Scienza e Salute
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Greg Glassman (1956) è un allenatore statunitense. Fondatore della CrossFit Inc., nel 2005 aprì il primo box a Santa Cruz, in California

Quando sentono il termine CrossFit, alcuni immaginano star ultramiliardarie che fanno il minimo indispensabile per mantenere la linea, altri modelli/e dal fisico scolpito e marmoreo fissati di culturismo, altri ancora non hanno la benché minima idea di cosa si tratti e storcono il naso perché sport e salute per loro sono l’Anticristo. Tutte opinioni non totalmente fuori luogo, dal momento che il CrossFit è uno sport ancora relativamente giovane (fondato nel 2000 a Santa Cruz, in California, da Greg Glassman e Lauren Jenai), ma, se rientri in una di queste categorie, ti consiglio vivamente di proseguire la lettura: rimarrai piacevolmente sorpreso da cosa si nasconda dietro questo termine – evocativo, per chi mastica un po’ di inglese.

Partiamo appunto dalla traduzione letterale di Cross-Fit: allenamento combinato. «Il CrossFit non è un programma di fitness specializzato, ma un deliberato tentativo di ottimizzare l’abilità fisica in ognuno dei dieci domini di fitness riconosciuti», spiega il fondatore Greg Glassman nella guida CrossFit Training Guide, una raccolta di diversi articoli tratti dal CrossFit Journal.

 

I dieci domini di cui si fa menzione sono:

  1. Resistenza cardiorespiratoria
  2. Resistenza muscolare
  3. Forza
  4. Flessibilità
  5. Potenza
  6. Velocità
  7. Coordinazione
  8. Agilità
  9. Equilibrio
  10. Precisione

 

È per questo motivo che il CrossFit è multidisciplinare: si va dal tipico esercizio cardio (es. corsa), al sollevamento pesi (con manubri o bilancieri), a movimenti di ginnastica (con l’utilizzo degli anelli e delle parallettes) e funzionale (ovvero muovere carichi più o meno pesanti eseguendo movimenti di routine). In particolare, la CrossFit Inc. descrive il suo programma di forza e condizionamento come «movimenti funzionali, sempre variati, eseguiti ad alta intensità in un arco di tempo breve e col controllo della modalità». Insomma, ce n’è per tutti i gusti, e di certo non c’è mai da annoiarsi (o riposarsi!): il WOD (in gergo tecnico, Workout Of the Day) differisce, per l’appunto, di giorno in giorno, e accosta più movimenti tra quelli sopra elencati, per un numero di ripetizioni e serie variabili.

 

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Uno dei movimenti più caratteristici del CrossFit: gli hanstand push-ups, ovvero le flessioni in posizione verticale. Richiedono grande stabilità e potenza muscolare

 

C’è però un fattore che accomuna tutti i vari WOD: l’alta intensità. Che duri solo dieci minuti, trenta o anche un’ora, ogni workout è progettato per richiedere fino all’ultimo briciolo di forza e impegno che la persona può dare. È proprio per questo che il CrossFit richiede anche resistenza mentale (oltre che fisica) e un’attitudine adeguata, qualità senza le quali nemmeno il miglior atleta è in grado di portare a termine lo sforzo richiesto.

 

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Un momento dei CrossFit Games 2016, divisione femminile

 

Date le premesse, è facile cadere nel tranello del «è troppo difficile per me», «questo esercizio però non riesco a farlo», e così via. Niente di meno vero: un altro pregio di questo sport è che è adatto a tutti, a chi non ha mai preso in mano un peso e a chi riesce già a sollevare cento chili. Ogni esercizio può infatti essere scalato finché non si è in grado di eseguirlo a dovere, e anche allora c’è sempre l’opportunità di perfezionarsi ulteriormente. Come ogni disciplina che si rispetti, anche il CrossFit ha, per così dire, il suo campionato: si tratta dei CrossFit Games, che si svolgono con frequenza annuale ogni Estate (a partire dal 2007) nei pressi di Los Angeles e presentano suddivisioni maschile e femminile, individuale e a squadre, nonché la categoria adolescenti.

Il direttore dei Giochi attualmente in carica è Dave Castro, uno dei primi atleti che lavorò a fianco di Greg Glassman a Santa Cruz. Il motto dei Games è «Be prepared for the unknown», ovvero «Siate pronti per l’ignoto». La caratteristica più originale è, infatti, l’elemento sorpresa: gli atleti in gara sono totalmente all’oscuro dei WOD che dovranno affrontare fino a poche ore prima del grido di inizio. Ecco perché gli atleti, oltre che esibire una preparazione fisica a trecentosessanta gradi, devono anche essere in grado di tenere sotto controllo la tensione e acuire l’ingegno così da eccellere anche in discipline totalmente nuove e sconosciute.

 

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I due vincitori dei Games 2016: a sinistra la campionessa femminile islandese Katrín Tanja Davíðsdóttir, a destra il campione maschile statunitense Mathew Fraser

 

Essendo i Games aperti solo ai migliori atleti, che competono per il titolo di Fittest on Earth – Il più in forma sulla Terra – è necessaria una fase preliminare di selezione: si tratta dei cosiddetti CrossFit Open, appunto aperti a tutti coloro che ambiscono a partecipare ai Games. Gli Open della stagione 2017 si sono chiusi lo scorso Lunedì, dopo aver interessato centinaia di migliaia di crossfitters provenienti da tutto il mondo per una durata complessiva di cinque settimane: a partire dal 24 Febbraio, con cadenza settimanale ogni Giovedì, Dave Castro rivela il WOD che i partecipanti devono completare entro il Lunedì seguente, caricando il punteggio ottenuto sull’apposito website degli Open.

Dunque, cari miei detrattori del CrossFit, scettici o ignari di cosa fosse esattamente questa disciplina: spero di avervi chiarito, almeno parzialmente, le idee e, magari, di aver sfatato alcuni “miti” comunemente diffusi in merito all’argomento e di avervi convinto a dargli una chance.

Come qualsiasi altro sport, però, è difficile descrivere cos’è il CrossFit a parole. Se vuoi vedere di cosa si tratta, consiglio la visione del seguente video:

 

 


 

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About Beatrice Furini

REDATTRICE | Classe 1996, originaria di uno sperduto paesino della brumosa Pianura Padana, dove ha lasciato il cuore, frequenta ora la triennale di Filosofia presso l'Università degli Studi di Bologna. Irriducibile sognatrice, viaggia per scoprire e scoprirsi. Scrive per necessità e non smette mai di meravigliarsi.

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