Un tuffo negli Anni ’90 con “Reality Bites”

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Ben Stiller, Wynona Ryder ed Ethan Hawke
Da sinistra verso destra: Ben Stiller (1965), Winona Ryder (1971) ed Ethan Hawke (1970)

La vita dopo l’università: il tempo tra la laurea e il panico di trovare un lavoro per pagarsi l’affitto. Protagonisti di questa splendida – a tratti romantica – commedia del 1994 sono una giovane Winona Rider, Ben Stiller ed Ethan Hawke. Il film si apre sulla cerimonia di laurea in un’università in Texas senza nome frequentata da Lelaina (Winona Ryder), il suo migliore amico Troy (Ethan Hawke) e altri due amici. I primi dieci minuti non rendono giustizia al resto della pellicola, ma la trama si sviluppa con un montaggio interessante, movimenti di macchina disorientati che seguono lo sbandamento dei personaggi e noncurante dei luoghi in cui si svolgono azioni e conversazioni. Infatti, il film è ambientato a Houston ma la città poteva anche essere un’altra e in pochi se ne sarebbero accorti.

Reality Bites è un lungometraggio da considerare ancora oggi attuale poiché cattura la realtà della disoccupazione giovanile, ma anche tutti i divertimenti che Lelaina prova a raccontare con la sua videocamera per farne un documentario da vendere poi in TV. Invece, il filmato finisce nelle mani di Michael Griglie (Ben Stiller) che si innamora di lei e vede i video come un buon trampolino di lancio per la ragazza dal punto di vista più economico e commerciale. In parallelo ci coinvolge anche la vita della sua amica Vickie (Janeane Garofalo), commessa in un negozio di vestiti che convive con Lelaina e Sammy (Steve Zahn), omosessuale che non trova il coraggio di confessarlo alla famiglia.

Questo film si differenzia da molte altre commedie che hanno trattato argomenti simili grazie alla comprensione dell’ansia di questi giovani; lo spettatore riesce a conoscerli da vicino e rivedersi nelle loro paure. È sia esilarante che terribile guardarli affrontare la sfida del mercato del lavoro e soprattutto della loro quotidianità. Una scena che coglie anche una diversità generazionale nel loro mondo è quella in cui la mamma di Lelaina interpretata da (Swoosie Kurtz) suggerisce alla figlia di provare a fare la cassiera in un fast food, mentre la ragazza le fa notare che aveva la media più alta della sua università. Il personaggio di Lelaina è interpretato divinamente da Wynona Ryder che riesce a mostrare un’intelligenza pungente, ma anche i lati più fragili ed emotivi di una ragazza appena ventenne. Il lungometraggio si snoda in due parti: la prima accattivante ed originale, la seconda già vista e quindi un po’ scontata.

Giovani, carini e disoccupati (titolo della versione italiana) è stato diretto da Ben Stiller, suo film d’esordio alla regia, e scritto da Helen Childress, è una pellicola in parte cieca delle proprie realtà. Di fatti, ci si aspetta di accettare Lelaina come un’impegnata documentarista; Michael (Ben Stiller) come un mostro aziendale; e Troy come un ribelle che vede solo attraverso le sue credenze. Anche se questo è solo ciò che sembra, visto che Lelaina non è una regista professionista, ma semplicemente una ragazza che gioca con una videocamera. Michael cerca solo di migliorare il suo video con tagli e montaggio, mentre Troy è un ragazzo presuntuoso non così intelligente e aperto come crede di essere.

Tuttavia, il discorso iniziale della protagonista alla sua cerimonia di laurea riporta lo spettatore all’attualità e a preoccupazioni che fanno ancora parte del nostro mondo contemporaneo, anche a distanza di più di ventidue anni dall’uscita nelle sale di questo film.

«E si chiedono perché noi che abbiamo vent’anni ci rifiutiamo di lavorare 80 ore a settimana per potersi permettere di comprare poi le loro BMW. Perché non ci interessa la controcultura che hanno inventato, come se non li vedessimo svendere la loro rivoluzione per una bella tuta firmata. Mi resta una domanda: che cosa faremo ora? Come possiamo riparare a tutti i guasti che abbiamo ereditato? Cari colleghi, la risposta è semplice: non lo so».

Infine, si potrebbe pensare che il film racchiude in novantanove minuti solo banalmente alcune esperienze di giovani ragazzi seduti attorno al tavolo del loro soggiorno, ma in realtà è puro divertimento e per il pubblico è molto facile immedesimarsi nelle situazioni e conversazioni affrontate dai personaggi.

Nel complesso Giovani, carini e disoccupati è un lungometraggio affascinante, anche se il finale risulta prevedibile e i personaggi incarnano a volte stereotipi giovanili inquadrati dalla società americana degli Anni ’90.

 

 


 

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About Corinna Rombi

REDATTRICE | Nata a Siena nel 1991, è laureata presso la John Cabot - Università americana di Roma in Comunicazioni, Media e Marketing. Durante gli studi ha vissuto prima a New York e poi a Miami, dove ha sviluppato la sua passione per la fotografia e la recitazione. Attualmente vive a Venezia.

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