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Un po’ di Islanda

Pubblicato il Pubblicato in Costume e Società, Recenti, Travelling Around
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Akureyri – Islanda

Non è molto tempo che mi trovo nella terra dei ghiacci: l’Islanda, questa piccola isola situata tra la Groenlandia e la Gran Bretagna. Se la chiamano così ci sarà pure un motivo, e infatti le strade della città islandese di Akureyri sono spessissimo ricoperte di ghiaccio: ciò rende davvero arduo passeggiare per le sue vie. Per chi – come me – non è di certo abituato/a a questo tipo di clima, necessita di un po’ di tempo prima di poter camminare senza avere la costante paura di cadere per terra, cosa che comunque accadrà almeno una volta. Quando non c’è il ghiaccio, al suo posto trovi un bel po’ di neve fresca e si passa, da un giorno all’altro, dai -18 ai -6 ºC (o anche qualche grado sopra lo zero). Il tempo, insomma, varia in un lampo. Ed a proposito di lampi, questi sono estremamente rari, causati solo dall’arrivo di aria calda dal Continente europeo.

Akureyri è la piccola cittadina dove vivrò per i prossimi mesi, che si trova al Nord dell’Islanda. La storia di quest’isola parte dai primi abitanti della suddetta, cioè monaci irlandesi che qui si insediarono attorno al IX secolo. Il Paese venne invaso anche dai vichinghi che, con le loro lunghe navi, riuscivano a raggiungere i villaggi islandesi. Si racconta che furono persino i primi scopritori dell’America, ben cinque secoli prima di Cristoforo Colombo. L’Islanda conobbe un lungo periodo di pace fino all’inizio del XIII secolo, quando venne invasa dai norvegesi. In tempi più recenti, fu sfruttata da inglesi e statunitensi durante la Seconda Guerra Mondiale per costruire basi aeree. Ad oggi, sembrerebbe aver superato la crisi economica che l’attanagliava sino a qualche anno fa: una crisi così forte al punto che, per risollevare gli animi e creare maggiore positività, ad Akureyri alcune delle luci rosse dei semafori sono state – addirittura – costruite a forma di cuore.

Notoriamente l’Islanda ha una densità demografica molto bassa. Basti pensare, infatti, che pur essendo considerata la seconda città più grande del Paese, ha una popolazione di poco inferiore ai diciottomila abitanti. Questa Capitale del Nord non è neppure classificabile come una città vera e propria, ma più come una cittadina. Se decidi di uscire la sera per fare un giro, magari a prendere una birra, ti ritroverai inevitabilmente nel piccolo e caratteristico centro storico dove sicuramente incrocerai visi conosciuti in uno dei piccoli pub o cafè del centro.

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Cascate di Goðafoss – Islanda

Per chi è abituato alle grandi città indubbiamente, dopo non molto tempo tutto ciò comincerà a diventare un po’ stretto; e questo è solo il minore dei motivi per i quali vale la pena viaggiare un po’ intorno all’isola. Innanzitutto, l’Islanda offre dei paesaggi mozzafiato, sia in Estate che in Inverno: chiunque dovrebbe poterne godere almeno una volta nella vita. È troppo poco che vivo qui per poter offrire una dettagliata descrizione dei suoi paesaggi, ma da quel poco che sono riuscita a vedere me ne sono già fatta un’idea, a partire dalle imponenti cascate di Goðafoss ed a tutto il paesaggio straordinario che le montagne innevate regalano circondando la città, con i suoi tramonti dai colori cangianti: gialli, azzurri e a volte anche rosa. Durante l’Inverno è possibile, spesso, ammirare le meravigliose e – per noi stranissime – Northern Lights. Sei ad una festa con amici, e all’improvviso qualcuno entra urlando: << Northern Light!>>. Allora non puoi che correre fuori per ammirare questa lunga scia verde che, quando ne appare una davvero grande, invade il cielo colorandolo per intero, e tu non puoi far a meno di muovere le tue labbra in un sorriso mentre tenti – non facilmente – di immortalarla in una foto. Dopo un minuto potrebbe già essere tutto finito.Il suo primo avvistamento sembrerebbe risalire al 1859 in America, a seguito del quale iniziarono gli studi per comprendere questo fenomeno naturale.

Esiste un altro spettacolo da non perdere: il Whale watching. L’osservazione delle balene è un’altra interessante esperienza da provare qui: consiste nel potere osservare – tramite tour organizzati in barca – questi grandi cetacei nel loro ambiente naturale. Per non dimenticare, ancora, i geyser. Uno dei più grandi si trova proprio in Islanda ed è proprio da qui che tutti gli altri ne hanno preso in prestito il nome. Questi forti getti d’acqua sono legati all’attività dei vulcani: l’acqua si riscalda grazie alla presenza della vicina camera magmatica, risalendo in superficie ed esplodendo in forti getti periodici. L’acqua islandese è sicuramente fra le più pure: non hai bisogno di comprarla al supermercato ma la bevi direttamente dal rubinetto, sempre fresca e buona.

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“Whale watching”

A livello sociale, invece, un’usanza molto praticata è quella di immergersi in piccole piscine o vasche situate all’aperto riempite con acqua caldissima per godere di un po’ di relax e quattro chiacchiere con gli amici: non sicuramente l’idea di piscina che abbiamo quando decidiamo finalmente di iscriverci in palestra, per fare un po’ di movimento. Colpisce il fatto di poter restare lì in costume circondata però dalla neve, con temperature quasi sempre sotto lo zero e, per lo più, al buio. Sì, perché qui in Islanda si alternano circa sei mesi di buio e sei mesi di luce. In questo periodo, ad esempio, è possibile godere di un po’ di luce soltanto dalle 11:00 del mattino sino alle 16:30 circa. Durante il periodo estivo, invece, è come se il sole si trovasse in uno stadio di tramonto permanente.

È bello poter notare, sin da subito, come qui non esista il divario sociale. Non un clochard per le strade, la maggior parte degli islandesi compongono semplicemente la classe media e solo una piccolissima percentuale si sente al di sotto o al di sopra di tale livello. Inoltre, quest’isola conosce un tasso di criminalità tra i più bassi al mondo: puoi camminare per le vie della cittadina in piena notte sicura che, male che ti vada, ti farai una bella caduta nel tentativo di superare un po’ di ghiaccio sparso per le strade.

Scivoloni a parte, un luogo pieno di bellezze e delle quali poter godere giorno dopo giorno. Un luogo totalmente diverso da quello al quale siamo stati sempre abituati e dal quale poter acquisire una nuova consapevolezza: aprire la tua mente e godere delle altrui diversità.

 

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Geyser

 

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About Chiara Vilardo

COLLABORATRICE | Classe 1990, originaria di Sommatino (CL), studia Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Catania. Le piace leggere, soprattutto quando si tratta dei romanzi di Ken Follett. Adora la musica che appartiene al cantautorato italiano e negli ultimi tempi si sta avvicinando con interesse al mondo del cinema.

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