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Un Paese senza Venere

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Esempio di burkini in spiaggia

In quest’ultima Estate, tra attentati e tentativi di colpi di Stato, c’è stata una notizia che ha sconvolto il nostro Paese e l’intera Europa: la scoperta del burkini, esistente già da diversi anni. Così, per settimane, si è urlato alla cultura araba maschilista poiché obbligava le donne a coprirsi. Lo stesso maschilismo che in Occidente è tramontato grazie ad una cultura progressista largamente diffusa. Mentre la polemica del burkini era sulle prime pagine, altre notizie sono passate decisamente in secondo piano come i fatti di Melito di Porto Salvo, paesino della Provincia di Reggio Calabria con una presenza criminale – purtroppo – radicata. In questa piccola cittadina, una bambina di tredici anni è stata più volte violentata dai bulli del luogo per tre anni. In una società sana ci sarebbe stata un’indignazione generale e una condanna unanime. Ed effettivamente l’indignazione e la condanna ci sono state: ma contro chi? Contro la ragazza che, in fondo, si vestiva in modo volgare e quindi se l’è chiaramente cercata perché, si sa, era una ragazza un po’ movimentata. Poco importa che i suoi aguzzini erano tutti maggiorenni ed erano in sette ad abusare di lei, era lei che aveva provocato e chi la difendeva era soltanto «un moralista che non capisce niente». Anche la madre della bambina non ha preso le sue difese per proteggere l’onore della famiglia, poiché se una ragazza viene violentata è la sua famiglia ad esser disonorata.

Quelle stesse persone che adesso su Facebook prendono le difese dei violentatori, prima si scandalizzavano quando una donna girava velata in quanto sintomo di oppressione. Qualcuno, però, pensa che questo sia un problema di qualche remoto paesino sparso chissà dove nella Penisola: i dati, invece, dimostrano che è nazionale. Secondo i dati ISTAT del 2015, una donna su tre ha ammesso di aver subito una violenza fisica/sessuale e al Nord il fenomeno è persino in aumento: +8,3%. Al Sud, invece, è diminuito in modo rivelante rispetto all’anno precedente: -42,7%. Dati che comunque non riescono mai a fornire un quadro completo della situazione poiché risulta per molte donne ancora difficile ammettere di essere state vittima di violenze.

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I sette arrestati per i fatti accaduti a Melito di Porto Salvo – Provincia di Reggio Calabria

Viene quindi da domandarsi, dopo anni di lotte, come mai il femminismo in Italia si ritrovi ancora di fronte una società maschilista dove un ragazzo che esce con diverse donne è un uomo di successo mentre la ragazza che esce con diversi uomini è una prostituta senza ritegno, come dimostra anche la triste storia di Tiziana Cantone. Una donna che l’anno scorso si era fatta filmare per un video hard dal fidanzato che, in poco tempo, era diventato virale e perfino i giornali nazionali pubblicarono notizie sulla cosa pensando che fosse il video di lancio di un astro nascente del porno. Niente di tutto questo, ed infatti la donna chiese di rimuovere il video: cosa che ottenne ma a spese sue, poiché all’epoca era consenziente. La donna a quel punto, di fronte alla notizia (soffriva già di depressione), ha deciso di porre fine alla sua vita.

Eventi come questo sono quasi all’ordine del giorno in Italia e sempre più donne hanno parlato del femminismo come una rivoluzione incompiuta, se non perfino fallita. Come ha dichiarato la scrittrice Elena Ferrante, in un’intervista per l’Espresso: «Le ragazze sembrano convinte che la condizione di libertà che hanno ereditato sia un dato di natura e non il risultato provvisorio di un lungo scontro ancora in atto, nel corso del quale si può perdere di colpo tutto». Una possibilità non tanto remota se già oggi si sta tornando indietro in Europa come in Italia dove, per citare un esempio, l’aborto diventa sempre più difficile se non impossibile per via dell’elevata presenza degli obiettori di coscienza con picchi in Molise e nella Provincia di Bolzano, dove la percentuale di infermieri obiettori supera il 90%.

L’aspetto più sorprendente è che questo maschilismo non è prerogativa soltanto degli uomini: vi sono anche molte donne che sostengono questa involuzione. In Francia il candidato per le presidenziali che vuole proporre una stretta sul diritto all’aborto è Marine Le Pen che, allo stesso tempo, sputa fuoco e fiamme sull’Islam che è contro le donne. Questo non significa che il femminismo è stato inutile, al contrario: è stato lo strumento che ha dato la possibilità alle donne di emanciparsi, ma bisogna andare oltre. E’ necessario sradicare il più possibile una cultura della donna-oggetto che è presente soprattutto in televisione ed avviare campagne specialmente nelle scuole, con la finalità di far comprendere alle nuove generazioni la necessità di comprendersi tra i due sessi. In fondo le donne sono sempre state di Venere e gli uomini sempre di Marte: non siamo uguali, ma apparteniamo comunque a due pianeti che girano attorno allo stesso Sole. Dobbiamo quindi insegnare – soprattutto noi uomini – che una Europa dove Venere non ha gli stessi diritti di Marte, non potrà mai uscire dalla crisi in cui si ritrova.

Se continueremo a fare gli ipocriti e ad accusare gli altri di quello che noi stessi facciamo in famiglia, saremo sempre un Paese incompleto. Un Paese senza Venere.

 

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Tiziana Cantone (1983-2016), vittima di “revenge porn”

 


 

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About Cristoforo Simonetta

COLLABORATORE | Nato a Bagno a Ripoli (FI), il 31 Dicembre del 1991. Frequenta gli Studi Europei-Relazioni Internazionali presso l'Università degli Studi di Firenze. Ha partecipato in diversi progetti e programmi di interscambio all'estero, per cercare di conoscere e comprendere un mondo sempre più globalizzato e più vicino di quanto si possa credere. E' attivista presso l’organizzazione ambientalista "Amici della Terra".

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