Democracy

Tutto può cambiare?

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Partito Democratico, fondato il 14 Ottobre 2007

Secondo il sociologo e filosofo Zygmunt Bauman la crisi delle ideologie, dei partiti e dunque di ogni riferimento ad una comunità di valori che permettono al singolo di sentirsi parte di un qualcosa di più grande capace di interpretarne i bisogni, nasce dalla precedente crisi dello Stato, dalla scomparsa di un’entità capace di risolvere in modo omogeneo i problemi del nostro tempo. In questa società liquida priva di valori e punti di riferimento, gli individui sono antagonisti tra loro e le compagini politiche delle semplici macchine di potere e clientela.

Ma come sopravvivere a questa liquidità? Per il sociologo bisogna rendersi conto che si vive in una società liquida che richiede, per essere capita e superata, nuovi strumenti. Strumenti che, purtroppo, la politica non ha ancora a disposizione non avendo compreso la rilevanza del fenomeno: la richiesta di un rinnovamento e di un superamento, non resta che una «vox clamantis in deserto». 

Nel corso degli ultimi anni, in Italia sono apparsi dei segnali di mutamento nei rapporti tra la società e la politica, ma non sono mai andati nel senso auspicato di una maggiore partecipazione politica, più informata, più consapevole e meno vincolata alle logiche di clientela. Il tasso di apatia nei confronti della politica è rimasto sempre elevato e la sfiducia nei confronti delle istituzioni sembra addirittura aumentata. Dopo il forte coinvolgimento negli Anni ’90, l’opinione pubblica è ripiombata in una fase di stagnazione e l’interesse mostrato inizialmente da molti cittadini è rimasto limitato alla fase dell’impulsività senza essere seguito da una reale presa di coscienza dei problemi della società e delle istituzioni, mostrando la superficialità di una volontà di cambiamento puramente ispirata e limitata al dibattito pubblico del momento. Nei mesi scorsi, una parte della classe politica ha cercato di suscitare un rinnovato interesse per il cambiamento del sistema politico nostrano senza ottenere alcun risultato, mettendo piuttosto in luce la sterilità della volontà di rinnovamento e la liquida precarietà di un sistema partitico sempre più frammentato, complesso e distante dai cittadini.

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MoVimento 5 Stelle, fondato il 4 Ottobre 2009

Emblema del partito liquido è il Partito Democratico che, nel periodo post-referendario, si è ritrovato ancora più vulnerabile nei confronti degli altri soggetti presenti sulla scena politica e ancora più lacerato dalle lotte tra correnti interne, una compagine apparentemente priva di una vera e propria identità e di una linea chiara e precisa. Un partito che negli anni si è aperto sempre di più alla società dando maggiore importanza agli elettori ma che ha trascurato iscritti, abbandonando la propria spina dorsale. È diventato un partito leggero, molto diverso dal modello strutturato con un diffuso e capillare radicamento sul territorio quale era il suo lontano avo, il Partito Comunista Italiano. Il PD attuale è un soggetto a due facce: da una parte attivo e presente sui social e sui media, dall’altra un gruppo che soffre per la chiusura dei circoli e per la diminuzione dei propri militanti. Un partito liquido che si è trovato costretto a fronteggiare la crescita di un nuovo soggetto politico, emerso con un successo impensabile nelle elezioni politiche del 2013: il MoVimento 5 Stelle.

La sfida che il M5s ha lanciato e lancia al sistema politico italiano è molteplice. Innanzitutto è una sfida rivolta alla classe dirigente che ha governato il nostro Paese negli ultimi vent’anni, è una sfida populista che canalizza il malessere nato dalla distanza che si è venuta a creare tra governanti e governati, è una sfida che nasce dalla disaffezione nei confronti della cosa pubblica e dall’apatia amplificata dagli scandali della corruzione e dalla crisi economica, è una sfida che mette uno di fronte all’altro il popolo guidato da un leader carismatico che cerca di risvegliare l’opinione pubblica usando nuovi mezzi di comunicazione e il palazzo, centro di ogni vizio e inefficienza. Il M5s si è manifestato come una possibile terza via germogliata dal fallimento dei due partiti tradizionali, come un processo pulito di rinnovamento, come una rivoluzione allegra contro tutto ciò che non andava nella politica italiana ma che sta mostrando debolezze, vizi, persino degli inganni. Governare è una faccenda seria che non può nascere da una semplice voglia di avventura, da un puro spirito di rivalsa e di protesta in quanto, se non si è attrezzati ad amministrare, il rischio di perire e far perire la cosa pubblica è molto alto perché, come ha scritto Giovenale«l’onestà è lodata ma muore di freddo». La destra infine, polverizzata in tanti piccoli soggetti, appare momentaneamente più innocente ed esclusa dai giochi, incapace di trovare un leader, una linea politica e un’unità.

Tante omissioni, tanti inganni, tanti giochi di potere non aiutano la democrazia e fanno sì che il suo stato di salute non sia buono. E allora che cosa fa un medico con un malato? Come afferma Tina Anselmi:

«Dovremmo tornare alle cure più elementari: bisogna esserci. Ovunque c’è uno spazio nella società, nei partiti, là i democratici devono essere presenti. Perché è il vuoto che fa paura, è il disimpegno, la noncuranza; questa è la malattia. E quindi recuperare la voglia, il gusto, l’impegno politico è l’inizio della guarigione».

 

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About Martina Ortolani

COLLABORATRICE | Classe 1996, maceratese. Diplomata al Liceo Scientifico "Galileo Galilei" di Macerata, è iscritta presso la Facoltà di Scienze Internazionali e Diplomatiche dell'Alma Mater di Bologna - Campus di Forlì. Juventina, curiosa, determinata, semplicemente innamorata dell'Italia e appassionata per caso alla politica, milita nel Partito Democratico e ricopre il ruolo di Responsabile alla cultura, ai diritti, all'associazionismo e al terzo settore nella Segreteria Regionale dei Giovani Democratici. Ha una grande passione per la musica classica, il teatro, l’opera lirica. Ama leggere e viaggiare. Le piace dedicarsi al volontariato con l’AIRC, in parrocchia come educatrice e all’attivismo con Amnesty International.

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