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“Tutta la luce che non vediamo”: Anthony Doerr, Premio Pulitzer 2015

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“Tutta la luce che non vediamo”, di Anthony Doerr. Libro vincitore del Premio Pulitzer 2015, è pubblicato dalla casa editrice Rizzoli

Come ogni anno, il mese di Aprile è stato il mese del Premio Pulitzer: la massima onorificenza per il giornalismo, i successi letterari e le composizioni musicali. Reduci dall’ultimo Pulitzer, che l’anno scorso era stato assegnato all’opera di Donna Tartt, Il cardellino (il primo libro che ho recensito per “La Voce del Gattopardo”; per leggere l’articolo clicca qui), mi appresto a parlarvi, oggi, dell’ultimo libro vincitore dell’ambito premio. Si tratta di Tutta la luce che non vediamo dell’americano Anthony Doerr. La casa editrice Rizzoli si è aggiudicata anche quest’anno la pubblicazione del vincitore. Un successo dopo l’altro, verrebbe da dire, visto che il titolo in questione è rimasto ai vertici delle classifiche di vendita stranieri per quasi un anno dalla pubblicazione, avvenuta nel Maggio del 2014.

<<Maledettamente bello>>, lo giudica il The New York Times<<Il libro è una meditazione sul fato e sul libero arbitrio, su come si intrecciano durante la guerra>>, scrive invece il The New Yorker.

Quando arriva un volume nuovo in libreria mi diverte leggere tutti i commenti, naturalmente positivi, che i giornalisti o altri scrittori lasciano sulle opere. Molto spesso, poi, i libri in questione non sono un granché. Questa volta, invece, ho potuto appurare in prima persona che i commenti ci hanno visto giusto. Tutta la luce che non vediamo è un libro molto cristallino. Dimenticatevi pure la leggera pesantezza de Il cardellino. Il romanzo è costruito in modo tale da essere letto facilmente, senza tuttavia cadere nella banalità. Doerr si diverte a creare una struttura scomposta, facendo salti temporali di anni. Ma quando capirete com’è organizzato il tutto, vi lascerete guidare verso una storia che vi appassionerà fino all’ultima pagina.

Il romanzo è ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale e i due protagonisti sono una bambina francese dai capelli rossi, Marie-Laure (rimasta cieca all’età di soli sei anni) e un ragazzino tedesco dai capelli bianchi come la neve, di nome Werner (orfano nel distretto dello Zollverein). I due ragazzini conducono due vite separate: Marie-Laure vive con il padre, un fabbro esperto in serrature, in un quartiere di Parigi vicino al Jardin des Plantes. Suo padre lavora al Museo Nazionale di storia naturale, dove svolge la mansione di custode delle chiavi. Sarà proprio al museo che Marie-Laure sentirà parlare del Mare di fiamma, un prezioso diamante la cui storia è ammantata nella leggenda e che nessuno ha mai visto realmente. Dall’altro lato, Werner è un bambino molto curioso ed intelligente. Vive in una sorta di orfanotrofio nello Zollverein, insieme alla sorellina Jutta. Un giorno, sempre nel 1934, troverà una radio che aggiusterà in un batter d’occhio e ogni sera, prima di addormentarsi, con la sorellina Jutta, Werner ascolterà un programma in francese che parla di tutti i misteri che l’uomo non può spiegarsi.

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Invasione nazista di Parigi, durante la Seconda Guerra Mondiale (1940)

Il romanzo fa poi un salto temporale e ci ritroviamo catapultati nel 1940. Parigi viene occupata dall’esercito tedesco e i suoi abitanti sono costretti a fuggire dalla città. Anche Marie-Laure e suo padre scappano, dirigendosi verso Saint-Malo, un paesino situato in Bretagna. Qui abita lo zio Étienne, fratello del nonno di Marie-Laure, insieme alla governante Madame Manec. Padre e figlia si installeranno in casa loro e la bambina conoscerà quello zio strano, che dal primo Conflitto Mondiale non esce più dalla sua stanza. Étienne è un uomo molto colto, un inventore, che però vede la gente morta. Marie-Laure sarà per lui la salvezza, visto che presto suo padre Daniel sarà arrestato ingiustamente e spedito in un campo di lavoro.

Dall’altro lato, nello Zollverein, Werner si è distinto per le sue capacità: riesce ad aggiustare qualsiasi cosa gli capiti tra le mani e ha un talento particolare nell’aggiustare le radio. Viene dunque notato da un importante funzionario tedesco, che lo raccomanda e lo fa entrare a far parte della gioventù hitleriana. Inizia, dunque, il suo addestramento e presto si ritroverà ad aiutare uno dei suoi insegnanti a costruire trasmettitori, che serviranno a localizzare le trasmissioni radio dei nemici dei tedeschi. Nel 1944 Werner sarà ammesso nella Wehrmacht, dove metterà in pratica tutto quello che aveva imparato a scuola.

Il testo fa allora un altro salto temporale, e ci ritroviamo due mesi dopo il D-day che liberò la Francia dall’occupazione nazista. Marie-Laure è rimasta sola insieme allo zio, custodendo un grande segreto che suo padre le ha lasciato dentro il modellino di una casa in miniatura fatta proprio per lei. Werner, invece, è a Saint-Malo per individuare dei segnali radio trasmessi illegalmente dalla resistenza francese. I destini dei due, finalmente, si incroceranno.

Mi fermo qui.

Il romanzo è un vortice. Doerr scrive in maniera molto pulita e riesce a darti la sensazione di tutto quello che scrive: i profumi, i colori, le case e tutte le descrizioni che fa nel corso della narrazione sono proprio davanti ai tuoi occhi, mentre stai leggendo. Allo stesso modo, la guerra è descritta in maniera cruda e perfetta in ogni particolare. Il romanzo ricorda un po’ Storia di una ladra di libri (altro romanzo rimasto ai vertici delle classifiche di vendita), ma fa l’occhiolino anche ad un altro romanzo che ho amato particolarmente: Suite Française di Irène Némirovsky, in particolar modo durante lo sfollamento di Parigi.

A parte tutti i riferimenti letterari possibili, comunque, la cosa che più di tutto vi resterà nel cuore saranno i personaggi: non soltanto i due protagonisti, ma anche tutti gli altri e i loro contorni, importanti ai fini della narrazione. Fondamentale, poi, è il ruolo che la luce ricopre in tutto l’insieme. Marie-Laure è cieca, non può vedere: ma nel suo buio riesce a vedere una luce tutta sua. Werner ci vede benissimo, ma preferirebbe non farlo, visto le atrocità cui si trova ad assistere. Ma anche in questo profondo buio, quando si sente perso, una voce gli torna alla mente. Quella dello speaker radiofonico che sentiva da piccolo con la sua prima radio: <<Aprite gli occhi e guardate tutto quello che potete prima che si chiudano per sempre>>.

Questo romanzo, quindi, è un appello alla vita.

Perché la vita è bella, nonostante tutto.

 

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Anthony Doerr (1953) è uno scrittore statunitense

 

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About Rosangela Farina

COLLABORATRICE | Nata ad Augusta (SR) il 28 Gennaio del 1991, si è laureata in Lingue e Culture Europee presso l'Università degli Studi di Catania e ora lavora come libraia alla libreria Mondadori della sua città. Ha un amore incondizionato per i libri. Il suo genere preferito sono i thriller e i fantasy, con qualche eccezione per i romanzi.

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