Croatia's Accession to the European Union at the EU Delegation HQ in Washington, DC.

TTIP: il Trattato che cambierà definitivamente le nostre vite

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Trans-Atlantic Free Trade Agreement (TAFTA)Chi di voi lettori conosce il Transatlantic Trade and Investments partnership (trad: Trattato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti) è certamente molto informato ed a lui vanno i miei complimenti. Tuttavia non biasimo di certo chi, invece, ne sente parlare per la prima volta, dato che difficilmente i media tradizionali ne parlano e, si sa, se una cosa è scomoda o è conveniente soltanto a pochi, è meglio tenerla segreta. Se è dunque vero che controllare l’informazione significa controllare i popoli, oggi più che mai è il momento di prendere consapevolezza di quello che succede nel mondo, per essere così pronti a prendere posizione, o a manifestare il proprio dissenso.

Oggi parliamo di una serie di negoziati che hanno avuto inizio nel 2013 tra gli Stati Uniti d’America e l’Unione Europea. Due colossi che insieme costituiscono quasi la metà del PIL mondiale e, dunque, la portata di un accordo tra le due potenze è certamente storica e destinata a cambiare definitivamente le nostre vite. Ad oggi si è conclusa l’ottava sessione di negoziati e l’iter per la sua approvazione è ancora abbastanza lungo, ma quello che emerge dal contenuto – se confermato – è interessante da analizzare. Fino ad ora possiamo basarci, per la nostra analisi, soltanto su un documento ufficiale rilasciato dall’UE: secondo la Commissione Europea, con il TTIP verrà introdotto un arbitrato internazionale a cui le aziende potranno rivolgersi in caso di mancata applicazione dei suoi dettami da parte dei governi. Ciò avverrebbe poiché il Trattato prevederebbe una sensibile limitazione del potere dei Governi centrali di legiferare, in alcune aree fondamentali quali la salute, l’impresa ed il lavoro.

Secondo molti detrattori, tra cui anche il noto economista Stiglitz, il TTIP porterebbe un abbassamento netto degli standard qualitativi di molti prodotti poiché si verrebbe a creare un’aerea di libero mercato (la più grande del mondo) tra USA ed UE, con la conseguente libera circolazione in Europa di prodotti già presenti nello Stato a stelle e strisce come OGM o mercanzie con controlli fitosanitari e qualità minori. Il primo problema che si pone, dunque, è proprio la difficoltà di rendere omogenei due mercati che alla base sono molto diversi in termini di controlli qualitativi e sanitari, in quanto l’Europa è probabilmente il luogo più restrittivo in merito. Dal punto di vista squisitamente economico, invece, i piccoli agricoltori, artigiani ed imprenditori già in ginocchio a causa del mercato globale, subirebbero il decisivo colpo di grazia a favore invece delle grandi Corporation multinazionali americane che potrebbero finalmente entrare con più decisione e senza limite nelle case degli europei, annullando per sempre la manifattura e l’artigianato locali.

EU-US-TTIP_a201fa70f9575e235663126f3dc198a3_0Per ciò che riguarda il lavoro, come è noto, l’Europa è all’avanguardia nel mondo anche e soprattutto per l’impianto giuridico a difesa dei lavoratori e per ciò che concerne i salari, nettamente superiori rispetto a quelli statunitensi. L’entrata in vigore di questo Trattato “livellerebbe” ovviamente sia le leggi in difesa dei lavoratori e sia i salari, adeguandoli a quelli statunitensi al grido di <<Ce lo chiede il mercato>>. I poveri lavoratori dipendenti non potrebbero in nessun modo far valere le proprie ragioni, proprio perché gli Stati centrali, e persino la Corte Europea, sarebbero esautorati dai loro poteri in merito a favore di questo fantomatico arbitrato internazionaleMolti punti sono ancora in via di negoziazione e c’è assoluta segretezza sui lavori che porteranno alla redazione del documento finale: non possiamo dunque giudicare nel complesso i pro e i contro del TTIP,  ma ci sarebbero già le basi per cominciare a fermarsi un attimo e riflettere sui veri vantaggi che potrebbe portarci. I sostenitori parlano della possibilità di avere finalmente un mercato totalmente libero, che porterà certamente alla crescita economica, oltre che a forti investimenti da parte degli USA.

Probabilmente le chiavi di lettura, invece, sono altre: l’Europa sta affrontando la più grave crisi finanziaria che l’umanità ricordi e forse si trova davvero così alle corde da svendersi totalmente all’economia americana, rinunciando a quello che invece l’Europa ha sempre significato: libertà, benessere, intelligenza. Di contro gli Stati Uniti, che per la prima volta da quest’anno hanno perso il ruolo di prima potenza mondiale a favore della Cina, temono seriamente lo strapotere economico della parte orientale del mondo e corrono ai ripari con un accordo che sembrerebbe avvantaggiare più loro che noi Europei.

In conclusione, forse, era tutto semplicemente scritto: doveva andare cosìLa globalizzazione, il WTO, lo stesso Piano Marshall post Secondo Conflitto Mondiale hanno gettato le basi del sentiero e noi lo abbiamo imboccato. La direzione è quella di un neoliberismo sempre più incontrollato ed incapace realmente di autoregolarsi, che vuole sempre di più e non conosce padroni se non il dio denaro. La crisi finanziaria evidentemente non ci ha insegnato nulla perché l’uomo ha l’incredibile talento di non riuscire mai ad imparare dai suoi errori e forse questo è il motivo dell’incredibile ciclicità della storia.

La nostra economia è malata e necessità di una cura, ma i nostri “dottori” piuttosto ci somministrano nuovi virus. E spesso non ce lo dicono neanche, perciò informatevi perché, come diceva un celebre film di Oliver Stone: <<Il denaro non dorme mai>>.

 

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About Fabiano Catania

COLLABORATORE | Classe 1990, siciliano di nascita ma pisano di adozione. Station Manager di RadioEco, radio dell'Ateneo di Pisa, da sempre ha una grande passione per la scrittura e l’informazione libera. Si interessa di musica indipendente ed è un appassionato del cinema d’autore.

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