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Terremoti: quando l’edilizia salva la vita

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Sono tremila i terremoti che hanno provocato danni in Italia negli ultimi mille anni: uno su dieci di questi ha avuto effetti catastrofici.

Il territorio della nostra penisola è indubbiamente esposto a rischio sismico e, secondo la Protezione Civile, i sismi più forti si concentrano nell’Italia Nord-Orientale, nell’Appennino, in Calabria e in Sicilia Orientale. L’ultimo terremoto al centro dei riflettori è stato quello avvenuto ad Ischia, di magnitudo 4.0. Può sembrare che sia relativamente bassa in confronto ai danni registrati, ma ciò è spiegabile dalla vicinanza dell’ipocentro alla superficie. L’ipocentro di un terremoto è il punto in cui le rocce che formano la crosta terrestre si rompono. Esse sono, infatti, sottoposte costantemente a enormi sforzi dovuti ai lenti movimenti delle grandi placche che formano lo stato superficiale della terra. Quando questi sforzi superano il limite di resistenza delle rocce avviene una rottura improvvisa, causa di un rilascio di energia che si propaga attraverso le onde sismiche. La magnitudo misura proprio quanta energia il terremoto ha sprigionato.

 

L'11 Gennaio 1693 un violento terremoto di magnitudo 7.4 scuoteva il Val di Noto, nella Sicilia Sud-Orientale, provocando la distruzione di oltre quarantacinque centri abitati. Circa sessantamila le vittime. Si tratta del terremoto più forte mai registrato in Italia
L’11 Gennaio 1693 un violento terremoto di magnitudo 7.4 scuoteva il Val di Noto, nella Sicilia Sud-Orientale, provocando la distruzione di oltre quarantacinque centri abitati. Circa sessantamila le vittime. Si tratta del terremoto più forte mai registrato in Italia

 

La sicurezza personale, nel caso di fenomeni sismici, dipende soprattutto dalla casa in cui si risiede. È il crollo delle case che uccide, non il terremoto in sé. È dunque importante conoscere com’è stata costruita la propria casa, su che terreno e con quali materiali. Infatti, a parità di distanza dall’epicentro, punto della superficie terrestre posto esattamente sulla verticale condotta dall’ipocentro, l’intensità dello scuotimento dipende anche dal tipo di terreno e dalla forma del paesaggio. Il Presidente dell’INGV ha dichiarato che l’edificato nazionale è debole rispetto alla sismicità che si può registrare in Italia. In passato non si è prestata attenzione alle misure di sicurezza legate ai sismi perché non si era pienamente consapevoli delle zone ad alto rischio. Inoltre i terremoti importanti in Italia avvengono ogni duecento anni circa nella stessa zona e ciò, accompagnato da un atteggiamento collettivo volto a dimenticare le tragedie, fa sì che non venga tramandata la memoria tra le generazioni dell’importanza delle costruzioni antisismiche. Tuttavia, dal 2009, anno in cui L’Aquila fu teatro del terribile spettacolo dovuto al terremoto, lo Stato ha avviato un piano nazionale per la prevenzione antisismica, stanziando un miliardo di euro per Regione, distribuito in sette anni, per lo svolgimento delle indagini sismiche e l’inizio dei lavori di messa in sicurezza degli edifici pubblici e privati. Il problema non si presenta, infatti, durante la costruzione di nuovi edifici, ma nella valutazione ed eventuale modifica di quelli già esistenti.

In Italia è difficile trovare dei metodi standard per la verifica della sicurezza di un edificio, poiché bisogna tener conto sia della vulnerabilità sismica dei territori che del valore storico, architettonico e artistico della struttura. I principali interventi in questo senso sono l’adeguamento e il miglioramento sismico, che spesso vengono confusi nell’immaginario comune. L’adeguamento comprende interventi molto dispendiosi sia in termini tecnici che economici, che consentano di raggiungere una resistenza pari a quella di un edificio di nuova costruzione. Il miglioramento, invece, prevede operazioni più semplici e permette solo l’aumento del livello di sicurezza, senza raggiungere il grado necessario per l’adeguamento. Per decidere il tipo di intervento migliore, gli edifici sono stati suddivisi in quattro classi, cui corrispondono livelli di affollamento crescente. Gli edifici appartenente alla terza e alla quarta classe sono i più affollati e, infatti, possono avere funzioni pubbliche. Oltre alla suddetta classificazione, secondo le norme tecniche per le costruzioni 2017, è prevista l’assegnazione di un coefficiente ad ogni struttura, che rappresenta il rapporto tra l’azione sismica massima sopportabile e l’azione sismica massima che si utilizzerebbe nel progetto di una nuova costruzione dello stesso tipo.

L’adeguamento è obbligatorio qualora si volesse ampliare, sopraelevare o comunque effettuare interventi strutturali che portino a un organismo edilizio diverso dal precedente, ma anche nel caso di variazione di classe o destinazione d’uso che comportino incrementi di carichi globali in fondazione superiori al 10%. Il progetto va riferito all’intero edificio e vanno, in ogni caso, effettuate delle verifiche interne post-intervento. In tutti gli altri casi è possibile ricorrere a un semplice miglioramento. Lo scopo di questo tipo di operazioni non è, come comunemente si crede, preservare l’edificio nel suo insieme, ma far in modo che sia soggetto a crolli parziali, deformandosi lentamente, così da permettere la fuga degli inquilini. Un edificio troppo rigido si romperebbe improvvisamente, non consentendo agli abitanti di accorgersi del fenomeno e, dunque, di evacuare in tempo.

Sono profonde le fratture che ogni terremoto provoca nei cuori dei singoli cittadini del Bel Paese, ma per far sì che vengano risanate bisogna combattere la volontà di voler dimenticare queste catastrofi e sperare che la consapevolezza dell’entità del fenomeno, a cui gli studiosi sono arrivati, porti a miglioramenti sempre maggiori.

 

 

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About Simona Ghezzi

REDATTRICE | Classe 1994, napoletana. Laureata alla triennale in Ingegneria Gestionale, prosegue gli studi nella sua città natale, ma viaggia da quand'era piccola e sogna di andare via. Non potrebbe vivere senza un libro sul comodino e nutre una grande passione per il cinema. Ama il confronto e le interessano particolarmente i temi sociali e l'attualità.

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