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Termini biologici comuni: istruzioni per l’uso

Pubblicato il Pubblicato in Eureka, Recenti, Scienza e Salute

Ci sono concetti e termini biologici apparentemente semplici che però generano confusione nei non addetti ai lavori. In questo articolo cercheremo di fare un po’ di chiarezza su quei vocaboli che si usano frequentemente e in maniera impropria.

virus

Non è raro che le parole virus e batteri vengano usati come sinonimi poiché entrambi agenti eziologici di malattie infettive. In realtà, si tratta di entità biologiche completamente diverse. I virus sono costituiti da acido nucleico (DNA o RNA in singola o doppia elica) che porta l’informazione genetica, racchiuso in un contenitore proteico che prende il nome di capside e, data la loro semplicità, ci si chiede ancora se si tratta di una forma vivente o meno, anche se molti scienziati propendono per la prima ipotesi. I virus, per potersi replicare, hanno la necessità di “parassitare” una cellula procariotica (batterica) e in questo caso si parla di batteriofagi, o una cellula eucariotica (vegetale o animale). Esistono addirittura dei virus (virofagi) che riescono a inibire la riproduzione di altri virus che hanno già infettato una cellula ospite. Un esempio è dato dal primo virofago, scoperto nel 2008 e chiamato Sputnik, in grado di infettare un’ameba, eucariote unicellulare, già a sua volta infettata dal virus APMV (Acanthamoeba polyphaga mimivirus) di cui Sputnik inibisce la riproduzione per poterne sfruttare il sistema replicativo, in quanto da solo non riuscirebbe a replicarsi pur avendo infettato una cellula ospite.

batterio

I batteri, invece, oltre ad essere più grandi dei virus, hanno una struttura cellulare, che è comunque più semplice di quella eucariotica, l’informazione genetica è portata dal DNA a doppia elica e non hanno bisogno di parassitare alcuna cellula per riprodursi, anche se esistono delle eccezioni rappresentati dai cosiddetti patogeni intracellulari obbligati come i micoplasmi.

Vi potreste chiedere a cosa serva sapere la differenza tra virus e batteri nella vita di tutti i giorni. Immaginate di beccarvi l’influenza: che medicina assumereste per farvela passare? Assumere un antibiotico sarebbe sbagliato e inutile (a meno che non ci sia il rischio di infezioni batteriche opportuniste, ma in questo caso dovrà essere il proprio medico a prescrivere l’antibiotico) perché si tratta di sostanze in grado di agire su strutture e processi metabolici caratteristici dei batteri. Una misura utile sarebbe la prevenzione tramite la somministrazione del vaccino antinfluenzale che infatti viene ogni anno consigliato alle categorie più a rischio come i bambini e gli anziani. Inoltre, per le infezioni virali in generale, esistono farmaci antivirali che solitamente agiscono sulla replicazione del virus.

Conoscere dunque la differenza tra virus e batteri è utile anche per evitare un consumo eccessivo di antibiotici: infatti, un’assunzione non corretta – cioè quando non serve o si interrompe la terapia prima di portarla a termine – ha la grave conseguenza di consentire la selezione di batteri resistenti agli antibiotici e quindi la comparsa di infezioni batteriche difficili da curare.

Altri due termini che generano confusione sono: omozigote e monozigote. Con il primo termine si indica una persona che nel proprio patrimonio genetico ha due alleli uguali (uno ereditato dal padre e l’altro dalla madre) per un dato gene. Nel caso in cui gli alleli siano diversi, si parla di eterozigosi e si dirà che l’individuo X è eterozigote per il gene Y. Questo è utile da sapere perché esistono malattie a trasmissione ereditaria: un esempio è dato dalla fibrosi cistica che è una malattia autosomica, cioè la mutazione riguarda un gene presente su un cromosoma che non determina il sesso, cioè non è né l’X né l’Y, recessiva, perché è necessario che entrambi gli alleli siano mutati affinché si abbia la malattia. Pertanto, un individuo è affetto da fibrosi cistica se è omozigote per una mutazione al gene CFTR (situato sul cromosoma 7), cioè ha ereditato da ogni genitore un allele mutato di questo gene.

gemelli

Il termine monozigote, invece, viene usato, soprattutto nella forma al plurale, per riferirsi ai gemelli identici, cioè quelli nati da una singola cellula uovo fecondata (zigote) che ad un certo punto dello sviluppo embrionale si è divisa in due. Di contro, i gemelli dizigoti sono quelli nati dalla fecondazione di due cellule uovo, pertanto si tratta di fratelli nati nello stesso giorno e che possono avere anche sesso diverso.

Il mondo animale, così vario e multiforme, sembra essere il luogo in cui i non biologi tendono a smarrirsi più facilmente. A chi non è mai capitato di recarsi dal pescivendolo e di comprare un chilo di polipo per fare una bella insalata? A meno che non abbiate effettivamente mangiato un’insalata fatta con un Celenterato, sono sicura che si trattasse in realtà di un Mollusco, cioè del polpo.

polipo_polpo

E che dire dei poveri ragni che troppo spesso vengono classificati come insetti? I ragni sono artropodi appartenenti alla classe Arachnida che comprende una serie di ordini tra cui Aranea, a cui appartengono i comuni ragni, e Opiliones a cui appartengono quelli che sembrano ragni con le zampe molto lunghe.

Gli insetti, invece, appartengono ad un’altra classe, pur essendo sempre inclusa nel phylum Arthropoda. Questi presentano il corpo diviso in capo-torace-addome e presentano appendici come le zampe (che sono tre paia, ma possono ridursi di numero come adattamento secondario), le antenne e le ali. Il corpo dei ragni, invece, è suddiviso in cefalotorace ed opistosoma, inoltre mancano di ali, il numero di zampe è di quattro paia e presentano appendici prensili (pedipalpi e cheliceri) che mancano negli insetti.

scaglie_squame

I pesci hanno le squame o hanno le scaglie? I pesci hanno le scaglie mentre i rettili hanno le squame. Le prime sono annessi cutanei di origine dermica, mentre le seconde originano dallo strato più superficiale della cute che è l’epidermide e sono inoltre presenti nelle zampe degli uccelli e pure in alcuni Mammiferi come l’armadillo e il pangolino. Esistono poi animali che molti potrebbero scambiare per vegetali o trovare complicato classificare, come: la spugna di mare (phylum Porifera), il cetriolo di mare (appartenenti al phylum degli echinodermi insieme al riccio e alla stella di mare), l’anemone e il pomodoro di mare (appartenenti allo stesso phylum delle meduse, cioè quello dei Celenterati). E si potrebbe andare ancora avanti con altri esempi perché il mondo della giologia animale è tanto vasto quanto bello ed affascinante.

Spero che queste istruzioni per l’uso si siano rivelate utili e che non si confondano più i virus con i batteri, il polpo con il polipo, le squame con le scaglie…

 

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About Deborah Crifò

COLLABORATRICE | Nata nel Dicembre del 1991, da ragazzina sognava di diventare un'archeologa. Per questo, fu ben lieta di iscriversi al Liceo Classico "Gorgia" di Lentini (SR) per studiare latino e greco. Ma questa scelta, della quale non si è mai pentita, l'ha portata in realtà ad appassionarsi alle scienze, in particolar modo alla Fisica ed alla Biologia. Oggi è laureata in Scienze Biologiche e frequenta il corso di laurea specialistica in Biologia Cellulare e Molecolare presso l'Università degli Studi di Catania.

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