111111_china_taiwan_usa

Stati Uniti, Cina e Taiwan: il triangolo impossibile

Pubblicato il Pubblicato in Politica ed Economia, Recenti, Sguardo sul Mondo
Tsai Ing-wen: È stata vice premier di Taiwan e segretaria del Partito Democratico Progressista (DPP), partito che lotta per l'indipendenza di Taiwan dalla Cina. Sai ha ereditato questa tradizione, mantenendosi inflessibile sull'indipendentismo taiwanese, manifestando tuttavia posizioni molto più concilianti su moltissime altre questioni politiche sia interne sia estere. Il 16 gennaio 2016 viene eletta Presidente di Taiwan, prima donna a capo del Paese; è entrata in carica il 20 maggio successivo.
Tsai Ing-wen è una politica taiwanese, attuale Presidente di Taiwan dal 2016; è la prima donna a ricoprire tale incarico

Il Financial Times ha confermato la notizia che il neo eletto Presidente statunitense Donald J. Trump avrebbe programmato una telefonata con la Presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen, per discutere dei legami economici, politici e di sicurezza tra i due Paesi. La chiamata rappresenta di fatto il primo contatto ufficiale tra gli Stati Uniti ed i vertici di Stato del Taiwan dal 1978, quando l’allora Presidente americano Jimmy Carter riconobbe il Governo del Partito Comunista Cinese a Pechino nel quadro della politica one China inaugurata dal viaggio in Cina del suo predecessore Richard Nixon nel 1972. Nel 1979, a seguito di tale riconoscimento, venne anche chiusa l’ambasciata americana a Taipei e l’interruzione di ogni relazione diplomatica.

In tal senso, la telefonata potrebbe innescare la prima importante crisi di politica estera per la nuova amministrazione Trump nei confronti della Cina, che interpreterebbe la chiamata come indicativa di un cambiamento epocale nella politica degli Stati Uniti nei confronti di Taiwan. In realtà, lo stesso Financial Times ha dichiarato che non appare ancora chiaro se la squadra di transizione Trump abbia previsto un radicale orientamento della politica degli Stati Uniti verso Taiwan, promosso dal consigliere di Trump per l’Asia – Peter Navarro – sostenitore del Nazionalismo taiwanese, oppure se si tratti dell’ennesimo malinteso circa l’esistente politica americana nei confronti di Cina e Taiwan o di un conflitto di interessi viste le intenzioni di Trump di perseguire progetti di sviluppo proprio a Taiwan.

Taiwan e Cina intrattengono rapporti diplomatici con una serie di Paesi in maniera esclusiva, nel senso che ciascun partner bilaterale riconosce solamente uno dei due Governi, Taipei oppure Pechino, come detentore del potere esecutivo cinese. Gli Stati Uniti dal 1979 non hanno relazioni diplomatiche con Taiwan ma, non ufficialmente, i rapporti di Washington con l’isola – che la Cina riconosce solamente come parte legittima del proprio territorio – sono disciplinati dal Taiwan Relations Act. La maggior parte dei contatti avviene attraverso l’istituto semi-ufficiale americano a Taiwan, che funziona de facto da ambasciata statunitense ed ogni contatto a livello di vertice politico incontrerebbe l’opposizione di Pechino. Tale ambiguità che regola l’interazione Stati Uniti con Taiwan è stata accuratamente bilanciata dal 1979 e la telefonata di Trump rappresenterebbe la più grande scossa a tale orchestrato equilibrio.

Il neo presidente degli Stati Uniti ha rotto una consuetudine che durava dal 1979 e ha telefonato al presidente di Taiwan.
Donald J. Trump (1946) è un imprenditore, politico e personaggio televisivo statunitense, Presidente eletto degli Stati Uniti d’America

Non appare ancora chiaro se e come la Cina sceglierà di reagire alla telefonata provocatoria di Trump. Effettivamente, il Governo di Pechino è già scontento del Governo di Tsai, considerate le tendenze pro-indipendenza del Democratic Progressive Party (DPP). Dall’altra parte, il Taipei Times, riferendosi alla telefonata, avrebbe già auspicato un passo verso l’istituzionalizzazione dei canali di comunicazione tra Taipei ed principali leader di Washington. A questo punto, se da un lato l’apertura di Trump viene interpretata a Taiwan come un segnale della disponibilità americana di permettere, anche con un appoggio militare, una dichiarazione unilaterale di indipendenza, dall’altro Pechino potrebbe prendere provvedimenti drastici, per esempio congelare le relazioni diplomatiche con Washington. La situazione appare dunque alquanto complicata, tuttavia, per il fatto che il Presidente eletto – non l’attuale amministrazione Barack Obama – ha intrapreso il passo di andare verso Tsai, ciò implicherebbe che una ritorsione dovrebbe attendere fino all’insediamento di Trump alla Casa Bianca il prossimo Gennaio.

Nel frattempo, le relazioni tra Taiwan e la Cina si sono ulteriormente raggelate dall’insediamento di Tsai. Il Governo di Pechino ha infatti sospeso la collaborazione per lo Stretto di Taiwan (o Stretto di Formosa) dopo essersi detto insoddisfatto del trattamento di Tsai del cosiddetto 1992 consensus, che aveva governato le relazioni tra le due sponde dello stretto durante il mandato del precedente Presidente taiwanese Ma Ying-jeou. A livello interno, un’ondata di nazionalismo taiwanese – stimolato dall’attivismo giovanile – ha comportato la vittoria del partito di Tsai ed il ripudio del partito nazionalista di Ma o Kuomintang (KMT, Partito Nazionalista Cinese), che godeva di legami migliori con la Cina per la questione dello stretto.

La chiamata di Venerdì 2 Dicembre con Tsai rappresenta l’ennesima disavventura del neo eletto Presidente e potrebbe effettivamente portare ad una delle prime crisi di politica estera statunitense nel delicato contesto asiatico e lo Stretto di Taiwan, in tal senso, rischia di diventare il primo focolaio geopolitico della presidenza Trump.

 

Dopo 60 anni, nel 2015 i leader di Cina e Taiwan hanno tenuto a Singapore un incontro storico. A stringersi la mano prima di avviare colloqui sono stati il presidente cinese Xi Jinping e il presidente di Taiwan Ma Ying-jeou.
Dopo sessant’anni, nel 2015 i leader di Cina e Taiwan hanno tenuto a Singapore un incontro storico. A stringersi la mano, prima di avviare i colloqui, sono stati il Presidente cinese Xi Jinping e il Presidente taiwanese Ma Ying-jeou

 


 

Immagine in evidenza: clicca qui

Fonti Immagini:

n.1 -> clicca qui

n.2 -> clicca qui

n.3 -> clicca qui

About Karin Nardo

REDATTRICE | Classe 1987, con doppia cittadinanza italiana e slovacca. Ha lavorato per diverso tempo come analista in un'impresa multinazionale ad Atene dopo essersi laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Università degli Studi di Trieste ed aver conseguito un master in Advanced International Relations presso la Diplomatic Academy a Vienna, dove ha anche svolto dei tirocini presso diverse organizzazioni internazionali. Precedentemente Corrispondente dalla Grecia, da quando si è trasferita a Roma e successivamente a Budapest scrive su temi di geopolitica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *