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Società della conoscenza e tecnologie dell’informazione e della comunicazione

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crisiLa società contemporanea può esser definita come una società della conoscenza o dell’informazione quando si vuole sottolineare che in essa gli elementi chiave sono la conoscenza, la creatività e la diffusività delle informazioni (in particolare, attraverso l’utilizzo di tecnologie innovative). La formazione del capitale umano e sociale rappresenta l’investimento più importante per produrre valore e rispondere alle sfide della competizione globale. Questa grande trasformazione porta dunque verso la direzione della civiltà della conoscenza, anche se questo è un traguardo ancora lontano [1].

Cultura e sapere assumono oggi grande rilevanza e si impongono in molti dei processi economici, sociali, politici e ideologici che caratterizzano il nostro tempo [2]. Risulta evidente che le potenze economiche vincenti, che in questo momento di crisi globale riescono a rimanere competitive nel mercato mondiale, sono quelle capaci di produrre e promuovere conoscenza per l’ideazione, l’applicazione e lo sviluppo delle tecnologie e della ricerca. La creazione e la diffusione del sapere è ciò che rende un Paese in grado di svilupparsi. Risulta necessaria, quindi, una nuova consapevolezza in quanto i nuovi scenari mondiali obbligano a pensare un nuovo stile di educazione e di formazione [3].

La società del futuro produrrà sempre più attraverso la capacità di trasformare la conoscenza e l’informazione in risorsa economica e sempre meno attraverso la produzione materiale. Storicamente la riproduzione della conoscenza si è basata prevalentemente sulla relazione diretta e personale tra il sapiente e il neofita; il passaggio di informazioni e l’apprendimento avvenivano attraverso l’ascolto e l’imitazione ed erano riservati a pochi fortunati [4]. I rapporti sociali tra gli individui saranno sempre più guidati dalle capacità di apprendimento e dalla padronanza delle conoscenze fondamentali. La posizione di ciascuno nello spazio del sapere e della competenza sarà decisiva [5].

Il Consiglio Europeo di Lisbona del 2000 fissò – in maniera decisiva – come obiettivo strategico dell’UE per il nuovo decennio quello di <<diventare l’economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale>> [6]. Nella società della conoscenza, i tempi dello studio hanno subito un’inevitabile revisione in quanto non è più pensabile che il sapere venga acquisito una volta per tutte, ma la competitività del mondo del lavoro necessita di continuo aggiornamento [7]. La società dell’informazione e della conoscenza modifica profondamente anche il mondo del lavoro, in quanto, contribuisce a formare nuove professioni (i cosiddetti knowledge worker) e a modificare il modo di svolgere le professioni canoniche, obbligandole a fare i conti con la knowledge economy.

Beautiful view of Lisbon old city, Portugal
Lisbona – Portogallo

Nella società attuale, il capitale è spesso intangibile e gli scambi economici si basano essenzialmente sul fatto che il prodotto scambiato non sia fisico, ma composto da informazioni e che il valore della prestazione sia dato dal grado di innovazione e dalla qualità delle idee che si producono.

<<L’avvenire dell’Unione Europea, la sua influenza, dipenderanno molto dalla sua capacità di accompagnare il movimento verso la società conoscitiva che dovrà mirare ad essere una società di giustizia e di progresso, fondata sulla sua ricchezza e la sua diversità culturale. Occorrerà darsi i mezzi per svilupparvi il desiderio d’istruzione e di formazione nell’arco di tutta la vita, aprire e generalizzare in maniera permanente l’accesso a più forme di conoscenza. Occorrerà inoltre fare del livello di competenza raggiunto da ciascuno uno strumento di misura dei risultati individuali, la cui definizione e il cui uso garantiscano il più possibile la parità dei diritti dei lavoratori>> [8].

La produzione di idee non è obbligatoriamente legata a un luogo fisso, ma può essere svolta tranquillamente in ogni dove e necessita di una continua connessione con una rete, di persone o virtuale, ed un accesso facile ed immediato alla tecnologia che rende possibile questa comunicazione [9]. Il web è divenuto quindi uno dei luoghi fondamentali della formazione, in quanto in esso non solo si cercano informazioni, ma si co-progettano e co-costruiscono. Gli abitanti della learning society sono caratterizzati da un fenomeno di iper-connessione dove le relazioni corrono spesso più attraverso il virtuale che attraverso il reale.

Oggi gli scambi interpersonali sono più numerosi di un tempo, sia in ambito lavorativo che sociale, ma avvengono ad una minore profondità in quanto <<gli individui possono (o forse debbono) parlar con tutti, ma senza privilegiare nessuno, pena il rischio dell’esclusione>> [10]. La società della conoscenza, o learning society, è una realtà in cui le donne e gli uomini di oggi lavorano e si organizzano con questo nuovo capitale che porta l’attenzione sull’assunto che la formazione, oltre ad esser cambiata radicalmente rispetto al passato e a svolgersi in luoghi anche diversi rispetto a quelli storicamente deputati all’istruzione, è <<un insieme di processi che possono svilupparsi durante tutto il corso della vita e in qualsivoglia contesto di studio e lavoro>> [11].

La società e il modo di scambiare conoscenza e informazioni stanno cambiando e stanno modificano persino il modo di pensare e di ragionare delle persone. Spesso il cambiamento è accompagnato dal pregiudizio che ne limita le possibilità. Noi, invece, dobbiamo imparare a modificare il nostro punto di vista ed il nostro modo di agire nella realtà sociale se vogliamo vivere appieno e guidare le trasformazioni.

Come ebbe modo di dire Marcel Proust: <<il vero viaggio non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere occhi nuovi>>.

 

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FONTI :

 

[1] Cfr. Olimpo G., Società della conoscenza, educazione e tecnologia in Tecnologie Didattiche, 2010, n. 50, pp. 5-6 ;

[2] Cfr. Guerra L., Tecnologie dell’educazione e innovazione didattica, Edizioni Junior, Parma, 2010, p. 43 ;

[3] Cfr. Pavan A., Nelle società della conoscenza il progetto politico dell’apprendimento continuo, Armando, Roma, 2008, p. 33 ;

[4] Alessandrini G., Comunità di pratica e società della conoscenza, Carocci, Roma, 2007, p. 18 ;

[5] Cresson E., Libro bianco insegnare e apprendere: verso la società conoscitiva, Comunità Europea, Lussemburgo 1995 ;

[6] Le affermazioni fatte dal Consiglio europeo nella sessione straordinaria del 23 e 24 marzo 2000 a Lisbona riguardo agli obbiettivi strategici per il decennio 2000-2010 sono state rilanciate con la cosiddetta strategia UE 2020 ;

[7] Alessandrini G. (a cura di), Comunità di pratica e società della conoscenza, op. cit., p. 159 ;

[8] Cresson E., Libro bianco insegnare e apprendere: verso la società conoscitiva, op. cit. ;

[9] Cfr. Bagnara S., Lavoro, persone e scuola nella società della conoscenza in Tecnologie Didattiche, 2005, n. 1, pp. 7-9 ;

[10] Cfr. Bagnara S., Lavoro, persone e scuola nella società della conoscenza, op. cit., p. 9 ;

[11] Alessandrini G. (a cura di), Comunità di pratica e società della conoscenza, op. cit., p. 156 .

 

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About Francesco Tamburini

COLLABORATORE | Classe 1984, laureato in Scienze dell'Educazione presso l'Università Cattolica di Brescia. E' appassionato di storia, di tematiche formative, di bullismo, dell'uso delle tecnologie in ambito educativo e del loro influsso sulle relazioni umane. Amante sportivo, è un gran milanista. Crede che si debba sempre fare della propria vita un piccolo capolavoro, svolgendo sempre il proprio dovere al meglio.

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