Finire un viaggio, e immaginare subito il successivo.

Sì viaggiare

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Alcuni emigranti italiani in viaggio verso gli Stati Uniti,1900.
Alcuni emigranti italiani in viaggio verso gli Stati Uniti – 1900

C’è stato un tempo in cui viaggiare era un privilegio riservato soltanto a coloro che potevano permettersi di spendere tempo e – soprattutto – denaro per scoprire nuovi luoghi in cui non si era mai stati prima. Oggi viaggiare non è più riservato a pochi, ma al contrario è diventato un meraviglioso strumento di ricerca alla portata di tutti. Ma come è cambiato, nel corso del tempo, il modo di viaggiare? Facciamo un piccolo excursus per scoprirlo insieme.

In passato erano per lo più le ricche famiglie che potevano organizzare dei viaggi. Avevano studiato per cui possedevano la cultura, la curiosità e i soldi per poterlo fare. Per la maggior parte degli altri la storia era ben diversa, gli unici che partivano per luoghi stranieri e lontani erano coloro che erano costretti a farlo per cercare un lavoro che nella loro terra natia non c’era; basti pensare alle grandi migrazioni di noi italiani verso l’America nei primi del Novecento. Non si trattava certamente di qualcosa che si faceva per spirito di avventura, quanto per quello di sopravvivenza.

Solo in seguito, a cavallo fra il XIX e il XX secolo, con lo sviluppo dell’industrializzazione e la stabilizzazione del ceto medio, l’idea del fare un viaggio si allontana dalla nicchia per diffondersi un po’ in tutto il tessuto sociale, fino a passare definitivamente da turismo d’élite a turismo di massa. L’attuale modo di viaggiare è stato reso possibile da tanti fattori, la crescita appunto dell’economia nei Paesi cosiddetti sviluppati, la generale stabilità politica, l’aumento del reddito, lo sviluppo dell’alfabetizzazione e della cultura, ma soprattutto lo sviluppo dei mezzi di trasporto che rendono molto più semplice raggiungere – e in poco tempo – anche luoghi lontanissimi fra loro. Insomma, ad oggi qualsiasi cittadino di un Paese sviluppato può diventare turista e scegliere così, da un giorno all’altro, di partire e di trascorrere il suo tempo libero sotto un altro cielo.

viaggiMa anche i tempi a noi più vicini hanno conosciuto grandi cambiamenti nel modo di viaggiare. Fino a ieri il modo più comune era quello di recarsi in un’agenzia di viaggi e lasciare il grosso del lavoro agli addetti. Ci si doveva organizzare in anticipo, sfogliare i cataloghi, scegliere quella destinazione che appariva più suggestiva. E poi l’immancabile telefonata per accertarsi che la prenotazione in albergo fosse andata a buon fine. Il biglietto aereo cartaceo, i telefonini rigorosamente spenti in volo. Non è passato tanto tempo da quando il modo di viaggiare era questo, ma in così poco molto sembra essere cambiato. Viaggiare è diventato talmente semplice che puoi decidere di farlo in qualsiasi momento e senza grandi programmi che lo precedano a livello organizzativo. Diciamolo, purtroppo o per fortuna quasi più nessuno si reca in agenzia, piuttosto prende il proprio pc e prenota tutto su internet: volo, albergo, tutto il necessario con un semplice e veloce click.

Anche il modo di alloggiare è cambiato, oltre ai classici hotel ad oggi puoi decidere di soggiornare in un B&B, o, se si vuole risparmiare qualche soldo in più, in un ostello, condividendo la stanza e qualche volta anche il bagno con gli altri ospiti, oppure ancora le guest-house, private abitazioni i cui proprietari mettono a disposizione un paio di stanze per i turisti e una cucina in comune per tutti per offrire, di solito, la colazione. Vi è poi il couch-surfing, utilizzato più dai giovanissimi, che ti permette di trovare qualcuno che è disposto ad offrirti un posto letto a casa propria gratuitamente, che crea così una rete di ospitalità gratuita consentendo infatti all’ospitante poi di farsi ospitare e così via. Ovviamente è possibile conoscere le referenze dell’ospitante, i commenti positivi o negativi rilasciati sul suo profilo, in una ricerca resa nel modo più sicuro possibile. Il couch-surfing è anche uno degli strumenti migliori se ci si vuole immergere veramente nel cuore del Paese che si sta visitando perché sei ospite dei locals e tocchi quindi con mano le loro usanze, la loro lingua e il loro modo di vivere. Niente a che vedere con il contesto più internazionale dei classici hotels, dove è più difficile immergerti davvero nello stile di vita locale.

Ogni viaggio può essere un'avventura!
Ogni viaggio può essere un’avventura!

Un altro grande cambiamento che sembrava quasi impossibile, fino a poco tempo fa, riguarda tutti gli apparecchi tecnologici: non c’è più bisogno di spegnere il tuo cellulare o pc mentre sei in volo, basta programmarlo in modalità aereo e puoi usarlo come e quando vuoi, ascoltare musica, scattare foto di te stesso in mezzo alle nuvole, perfino navigare su internet! Insomma oggi tutto è più facile, tutto è più vicino per chi vuole connettersi con il resto del mondo che ci circonda.

Potremmo dividere le tipologie di turisti in cinque categorie: 1. i viaggiatori che seguono i loro interessi, i loro hobby e scelgono la prossima tappa da visitare in base ai loro gusti personali, 2. chi ama la natura, le temperature non proprio caraibiche (ed opterà sicuramente per le Nazioni del Nord Europa) e l’architettura (quindi non potrà saltare una tappa come quella barcellonese, ad esempio, e così via). 3. Ci sono poi i curiosi – questa è una qualità che sicuramente accomuna tutti coloro che decidono di partire – ma che prevale in chi sceglie un posto perché completamente diverso dal proprio, prescindendo quindi da un personale interesse ma per la voglia che si ha di mettersi in gioco e provare a vivere per un po’ in un posto dove tutto è lontano da ciò a cui siamo da sempre stati abituati. Una categoria affascinante quella del curioso. 4. Abbiamo poi l’impegnato, chi parte per imparare qualcosa, nel senso di fare qualcosa per sé o per gli altri. 5. Alla fine inserirei il turista in senso stretto, chi in realtà parte proprio solo per prendersi un momento di pausa da tutto e da tutti, a cui in fin dei conti non importa nemmeno tanto di scoprire ciò che lo circonda, fino a che può rintanarsi in qualche hotel a cinque stelle e rilassarsi in qualche fancy SPA.

A qualsiasi categoria tu appartenga, scoprirai comunque la magia del viaggio che sviluppa quella curiosità di conoscere l’ignoto, di passeggiare per le strade di un paesino non ancora in voga – ma forse è proprio questo a renderlo più affascinante – mescolati in mezzo a persone nuove, diverse. Unisciti ad una compagnia che bevechiacchiera in una lingua sconosciuta (chi lo sa, magari non sarà così sconosciuta ancora per molto!) e mangia cibo differente dal tuo. Assapora gusti completamente nuovi, immergiti in una cultura lontana. Imparerai sempre qualcosa di nuovo, imparerai perfino qualcosa di nuovo su te stesso. Bisogna stare attenti però: se inizi a viaggiare, a farlo davvero, potresti non volerti fermare più. Può diventare una droga per chi impara ad essere un vero viaggiatore, non solo un semplice turista.

«Ogni viaggio ha una destinazione segreta che il viaggiatore ignora», diceva Martin Buber.

E allora cosa aspetti? Parti. Vai a scoprire la tua.

 

partire

 


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About Chiara Vilardo

COLLABORATRICE | Classe 1990, originaria di Sommatino (CL), studia Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Catania. Le piace leggere, soprattutto quando si tratta dei romanzi di Ken Follett. Adora la musica che appartiene al cantautorato italiano e negli ultimi tempi si sta avvicinando con interesse al mondo del cinema.

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