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Serie A: i Gattopardi d’Oro di fine stagione

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Il drappo tricolore si è posato per il quinto anno di fila sulle spalle dei giocatori vestiti del bianconero della Juventus FC, il campionato italiano più bello degli ultimi anni si è concluso, non privo di sorprese e rivelazioni. I Gattopardi d’Oro per la Serie A ritornano ora che la polvere degli scontri si è posata. E a mente fredda, è possibile riflettere sui verdetti pronunciati e le emozioni vissute. Ricordiamo le cinque categorie premiate:

1. Gattopardo d’Oro alla Miglior Squadra ;
2. Gattopardo d’Oro alla Miglior Partita ;
3. Gattopardo d’Oro al Miglior Allenatore ;
4. Gattopardo d’Oro al Miglior Giocatore di Supporto ;
5. Gattopardo d’Oro al Miglior Giocatore .

Categorie a cui aggiungeremo il premio al Miglior Giovane, la Top 11 di questo campionato e una clip sui goal più belli che il torneo ha saputo regalarci.

 

• MIGLIOR SQUADRA: Juventus FC

La rosa e lo staff al completo della Juventus FC, a centro foto mister Massimiliano Allegri
La rosa e lo staff al completo della Juventus FC 2015/2016. A centro foto mister Massimiliano Allegri

Senza dubbio la Miglior Squadra della stagione italiana, la miglior società tricolore dell’ultimo lustro. Uno dei migliori progetti d’Europa in questo momento a mani basse. La Serie A rispetta la tacita legge secondo cui è la squadra più solida a vincere: in una gara di solidità questa compagine sovrasta nettamente il resto dei componenti del campionato. Certo, non è stata una partenza facile quella della squadra di mister Massimiliano Allegri: 12 punti in 10 partite, media-salvezza. Poi un clic, gli ingranaggi che si mettono in moto al minuto 93 del derby contro il Torino FC, tutto al proprio posto, una vittoria dopo l’altra. Ventisei risultati utili, di cui un solo pareggio. Una serie di quindici vittorie consecutive, uno 0-0 a Bologna e poi altri trenta punti. La sconfitta con l’Hellas Verona FC nel giorno di addio di Luca Toni arriva a tricolore già raggiunto e non fa male. E’ stata un diesel questa Juventus, lenta nel mettersi in moto ma inarrestabile una volta che il talento è sgorgato ed è stato incanalato in un sistema perfetto, solido, senza affanni, in cui ogni elemento ha dimostrato la propria importanza. Su queste basi può poggiare un dominio bianconero negli anni, vista anche la giovane età di alcuni dei suoi interpreti di spicco e la volontà della dirigenza di trattenerli. La vittoria della Juve è il risultato perfetto di programmazione, organizzazione tattica e talento, un modello per tutte le squadre nostrane. Un modello che promette spettacolo anche in campo europeo: l’epopea dei torinesi potrebbe essere appena iniziata. Honorable mention, però, per quell’US Sassuolo Calcio che ha mietuto vittime praticamente tra tutte le grandi, quei neroverdi capaci di raggiungere un piazzamento UEFA. Italiani, giovani e sfrontati, belli da vedere, tanto ben allenati da Eusebio Di Francesco quanto perfettamente gestiti da una dirigenza attenta che ha portato a scalare vette impensabili un club la cui presenza in Serie A faceva sorridere in molti meno di tre anni fa. Il futuro sorride anche agli emiliani. E se la qualificazione in Europa League (finale di Tim Cup permettendo) fungesse da antipasto ad una favola in stile Leicester City FC nel Bel Paese?

 

• MIGLIOR PARTITA: Stadio Olimpico, 20/4/2016, AS Roma – Torino FC, 3-2

Oltre che una gran bella partita, questo match è probabilmente il manifesto programmatico di questa stagione. Continui colpi di scena, i valori assoluti che emergono alla lunga e gli applausi per un campione sull’orlo del ritiro. Sono queste tre le caratteristiche principali del campionato appena terminato, tutte sublimate in un unico match all’Olimpico di Roma. Dopo una partenza di altissimo livello di marca granata, che ha un’occasione con Joseph Martínez su percussione di un inarrestabile Bruno Peres – e un palo colto da Andrea Belotti – la partita si sblocca al minuto numero 35 con il goal proprio del gallo granata su calcio di rigore dovuto ad una trattenuta di Kōnstantinos Manōlas. E’ proprio il difensore greco, però, a farsi perdonare con la rete del pareggio al sessantacinquesimo minuto. Tuttavia, un Torino mai domo continua a mettere in difficoltà l’AS Roma e trova il vantaggio a 10 minuti dalla fine con la sua seconda punta venezuelana. La Roma teme un riavvicinamento in zona Champions League di un FC Internazionale in buona rimonta. E’ finita? No, decisamente. La classe di Francesco Totti si materializza sul rettangolo di gioco a quattro minuti dalla fine per prendere posto in area su un calcio di punizione dal limite per i suoi giallo-rossi. A 10 secondi dal suo ingresso in campo, il capitano capitolino segna il 2-2. Due minuti dopo l’incredibile si ripete: su un cross dalla sinistra di Diego Perotti, l’arbitro fischia un calcio di rigore per un sospetto tocco di mano di Nikola Maksimović. Dal dischetto va nuovamente Totti, che realizza il 3-2 e scrive un’altra pagina della sua personalissima leggenda. La partita simbolo nella stagione di A che vede salutare il nostro calcio tanti protagonisti dell’ultimo ventennio.

 

 

• MIGLIOR ALLENATORE: Massimiliano Allegri

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Ci prendiamo anche un momento per salutare e ringraziare questi immensi veterani del nostro calcio: è stata la stagione d’addio alle rispettive squadre di Luca Toni, Antonio Di Natale, Miroslav Klose, Christian Abbiati, Manuel Pasqual e Gianpaolo Bellini

E’stata dura determinare chi fosse realmente il Miglior Allenatore di questa stagione. Abbiamo avuto numerosissime prestazioni eccellenti tra gli allenatori di questa stagione. Sottolineando su tutte quelle di Maurizio Sarri (che ha fatto corsa di testa nella categoria per tutto il campionato), di Roberto Donadoni (prima che il suo Bologna FC si squagliasse nel rettilineo finale della stagione) e di Eusebio Di Francesco, merita un discorso a parte la stagione meravigliosamente architettata dal tecnico toscano della Juventus. Dopo una stagione meravigliosa come quella 2014-15, in cui aveva smentito lo scetticismo dei tifosi juventini, l’ex tecnico dell’AC Milan doveva fronteggiare una stagione di parziale rifondazione dovuta alla partenza di alcuni elementi cardine (Andrea Pirlo, Arturo Vidal e Carlos Tévez). Missione perfettamente riuscita, dopo dieci partite di rodaggio. L’inserimento graduale di Paulo Dybala nella rosa titolare ha giovato alla formazione che ha potuto godere della bellezza di 19 goal in campionato del giovane attaccante argentino e anche a Paul Pogba, alleggerito dal non dover più essere l’unica guida tecnica della squadra. Sapienza nella rotazione dei giocatori e nell’inserimento dei giovani, capacità di restituire tranquillità alla squadra e duttilità nei moduli: la ricetta di Allegri per il quinto successo di fila. Unica macchia, la gestione nei cambi nello scontro europeo di ritorno contro l’FC Bayern München che ha arrestato anzitempo (e forse immeritatamente) la corsa bianconera in Champions. Ma questa è un’altra storia. Il palmarès di Allegri anche in questa stagione ha accolto un nuovo trofeo – in attesa della finale di Tim Cup – a dimostrazione che il tecnico livornese ti trova nell’élite degli allenatori di un calcio europeo.

 

• MIGLIOR GIOCATORE DI SUPPORTO: Miralem Pjanić

Miralem Pjanić con la sua specialità: la punizione a scvalcare la barriera: fin qui è il miglior realizzatore di punizioni in Europa nella stagione 2015-16
Miralem Pjanić (1990) è un calciatore bosniaco, centrocampista dell’AS Roma e della Nazionale bosniaca

Ritorna dopo il premio di inizio stagione il pianista bosniaco dell’AS Roma. Non protagonista Miralem lo è stato in ogni senso immaginabile quest’anno. Non è stato il giocatore più atteso nella pre-stagione, oscurato dagli arrivi di Edin Džeko e Mohamed Salah, non è stato presentissimo a metà stagione, quando pareva che il suo estro si fosse eclissato dopo un inizio di campionato meraviglioso e non è stato leader quanto Francesco Totti e Radja Nainggolan nel rovente finale di stagione che ha condotto i giallorossi a far paura all’SSC Napoli in ottica secondo posto. Però il bosniaco è stato il miglior non protagonista che si potesse desiderare: 10 goal e 12 assist, con un solo rigore. La miglior stagione della carriera di Pjanić potrebbe addirittura aprirgli le porte della Juventus, pronta a pagare la sua clausola rescissoria da 38 milioni di euro. Il sublime centrocampista giallorosso sembra, d’altronde, il profilo perfetto per togliere pressione a Pogba, riportare Claudio Marchisio nel suo ruolo naturale ed alzare il tasso qualitativo del centrocampo bianconero, in una rotazione di alto livello europeo. Dopo una stagione così, un non protagonista di tale nobiltà calcistica fa gola a tutti.

 

• MIGLIOR GIOVANE: Gianluigi Donnarumma

AC Milan's Italian goalkeeper Gianluigi Donnarumma celebrates during the Italian Serie A football match between AC Milan and Inter Milan at San Siro Stadium in Milan on January 31, 2016. / AFP / OLIVIER MORIN (Photo credit should read OLIVIER MORIN/AFP/Getty Images)
Gianluigi Donnarumma (1999) è un calciatore italiano, portiere dell’AC Milan e della Nazionale italiana Under-21

Valutare chi sia il Miglior Giovane in un campionato impegnativo come quello nostrano richiede un parametro stagionale, motivo per cui la categoria non è stata premiata negli step intermedi dei Gattopardi d’Oro. Vince per acclamazione il giovanissimo portiere rossonero, appena diciassettenne, fatto esordire da Siniša Mihajlović, che con l’azione più coraggiosa del suo anno – incompleto – sulla panchina dei diavoli dona alla porta del Milan un padrone per il prossimo ventennio. Sicurezza nei propri mezzi in campo e umiltà nel lavoro settimanale, oltre che nelle dichiarazioni, sembrano essere i tratti salienti del carattere di questo teenager imprigionato nel corpo di un colosso (196 cm). autore di 30 presenze nel massimo campionato nostrano subendo 29 goal: un ottimo dato per un ragazzo che non può ancora votare o guidare, se non fossimo davanti al portiere titolare del Milan, squadra alla quale si chiede molto di più che incassare un goal a partita. Gianluigi Donnarumma, però, pare al riparo (per ora) dai malumori degli esigenti tifosi rossoneri. Gigio (fratello di Antonio, anch’egli portiere, cresciuto nel Milan e ora in forza al Genoa CFC) ha però mostrato ottime doti nel dirigere la difesa, e nelle uscite unite a buoni fondamentali tra i pali (pur conservando enormi margini di miglioramento), qualità che gli hanno permesso di imporsi a livelli d’eccellenza tra i portieri del nostro campionato, probabilmente la miglior lega al mondo per qualità media tra i pali. Menzione d’onore, poi, per il dinamico centrocampista del Sassuolo Lorenzo Pellegrini, capace di fare il grande salto dal campionato Primavera (giocato con la Roma) alla massima serie nazionale, senza soffrire troppo l’upgrade qualitativo e fisico degli avversari. 19 presenze e 3 goal in questo campionato per questo interprete dinamico e moderno di un centrocampo neroverde che potrà contare, a partire dalla prossima stagione, anche su Luca Mazzitelli e Stefano Sensi, entrambi eletti nella Top 11 di Serie B. Il centrocampo emiliano si candida così ad essere probabilmente uno dei reparti più completi (cessione di Alfred Duncan permettendo) ed intriganti del campionato, oltre che sicuramente il più giovane.

 

• MIGLIOR GIOCATORE: Gonzalo Gerardo Higuaín

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Gonzalo Gerardo Higuaín (1987) è un calciatore argentino, attaccante dell’SSC Napoli e dell’Argentina, con cui è stato vice Campione del Mondo nel 2014 e vice Campione d’America nel 2015

Unica categoria in cui non ci sono stati avvicendamenti, unico verdetto scontato nei nostri Awards. Gonzalo Higuaín è un giocatore che abbiamo precedentemente analizzato praticamente sotto ogni aspetto, capace di imporsi come il solo vero e proprio mattatore della stagione. 35 partite, 36 goal: nuovo record di realizzazioni nella massima serie italiana, battuto il record di Gunnar Nordahl (35 goal in 37 partite) che perdurava da ben sessantasei anni. Ha sgretolato la storia, segnando più di un goal a partita, con soli 3 rigori (nessuno sbagliato quest’anno, per la gioia dei fantallenatori) e ha sgretolato anche il sistema nervoso di tutti i tifosi della nostra penisola, per la gioia di un goal o per la disperazione di averne subito uno. Unica squadra immune alla sua furia in questa stagione, la Roma: nella capitale si ha la sensazione di esser stati miracolati, senza mezzi termini. E’andato in frantumi anche il sistema nervoso di Daniele Adani e Maurizio Compagnoni, telecronisti Sky della partita contro il Frosinone Calcio commossi ed estasiati davanti all’epifania di quel record, raggiunto dopo uno stop di petto e una semi-rovesciata capace di bucare la porta di Massimo Zappino per il 4-0, a suggellare una tripletta che profuma di storia. A fine partita, El Pipita non ha portato a casa solo il pallone della partita e il record nazionale di goal. Gonzalo si è assicurato anche il terzo posto nella classifica della Scarpa d’oro e l’indiscusso primo posto nei cuori dei tifosi partenopei di questa generazione. Il Gattopardo d’Oro più prestigioso è strameritatamente suo, in attesa del tanto agognato scudetto azzurro.

Menzioni d'onore, per Miranda, Francesco Acerbi, Bruno Peres, Šime Vrsaljko e Mohamed Salah, per larghi tratti della stagione meritevoli dell'inserimento nella Top 11
Menzioni d’onore, poi, per Miranda, Francesco Acerbi, Bruno Peres, Šime Vrsaljko e Mohamed Salah, per larghi tratti della stagione meritevoli dell’inserimento nella “Top 11”

A fine stagione Juventus, Sassuolo, Roma e Napoli appaiono dunque le quattro squadre maggiormente premiate dalla stagione appena trascorsa, oltre che tra le compagini con un futuro più roseo a livello nazionale ed internazionale. Per permettere a voi lettori di rivivere fino in fondo le emozioni della Serie A più bella degli ultimi anni, chiudiamo il pezzo con la Top 11 di questo Campionato, rivelata di difficilissima stesura ed una clip che racchiuda  alcuni dei goal più belli dell’anno.

Alla prossima grande stagione di calcio italiano, da “La Voce del Gattopardo”!

 

 


 

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About Jacopo Gramegna

REDATTORE | Classe 1996, ex cestista ed ex Parlamentare Regionale dei Giovani in Puglia, diplomato al Liceo Classico. Attualmente è studente di Giurisprudenza d'Impresa presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". Divoratore instancabile di film e studioso di tattica sportiva, nutre una passione viscerale per i racconti che gravitano attorno ai campi da gioco. Si diletta in uno storytelling che possa far convergere le sue numerose anime. Primo Pianista per "NbaReligion.com".

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