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Rosatellum: la legge della fiducia

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Come funziona la nuova legge elettorale italiana, ovvero il Rosatellum bis
Come funziona la nuova legge elettorale italiana, ovvero il Rosatellum bis

Il Rosatellum bis è diventato legge con il voto del Senato della Repubblica del 26 Ottobre 2017. Sono passati cinque mesi da quando la prima proposta, di quella che è divenuta la nuova legge elettorale italiana, era stata abbozzata con un accordo trasversale tra Partito Democratico, MoVimento 5 Stelle, Lega Nord e Forza Italia. Il testo proposto da Ettore Rosato (di qui il nome Rosatellum) ha avuto una battuta d’arresto a causa dell’emendamento di Micaela Biancofiore – atto con cui si eliminavo i collegi maggioritari anche in Trentino-Alto Adige (Regione in cui vigeva ancora il Mattarellum). Il blocco non fu tanto a causa dell’emendamento stesso, quanto delle modalità della votazione, dove, per un problema tecnico, il tabellone mostrò l’andamento della votazione eliminando di fatto la segretezza del voto. A seguito della tornata, il PD si rese conto che nel suo stesso partito non c’era unanimità sulla legge, per cui non avrebbe raggiunto la maggioranza in una probabile votazione relativa al Rosatellum stesso.

Prima dello stop non sono mancate critiche, relative agli articoli della legge elettorale così come alla momentanea sospensione richiesta dal PD. In particolare lo scontro si concentrò tra gli esponenti del M5S e i democratici. I primi spingevano affinché nella legge venissero inclusi degli elementi quali il voto disgiunto e le preferenze. La pausa estiva, successiva ai fatti suddetti, ha momentaneamente calmato il dibattito sulla legge elettorale. Dopo di ciò, i lavori alla Camera dei Deputati sono ripresi regolarmente e hanno portato al varo la legge Rosatellum bis. I principali attori di questo nuovo accordo vedono l’uscita del Movimento dai quattro originari partiti, posto occupato da Alternativa Popolare. Il nuovo equilibrio dell’accordo ha portato a una revisione del Rosatellum, dove il proporzionale ha occupato un peso maggiore rispetto alla prima stesura della legge.

Per intendersi, se nella prima versione del Rosatellum i seggi venivano assegnati al 50% attraverso un sistema maggioritario e l’altro 50% attraverso un sistema proporzionale, nella versione cosiddetta bis le proporzioni diventano di un terzo (36%) per i collegi uninominali e di due terzi (64%) per quelli plurinominali. L’influenza dell’ala più di destra del Parlamento si è fatta sentire con una virata che lascia molto spazio al proporzionale a discapito del maggioritario. A dispetto delle prime liti con il MoVimento 5 Stelle, inoltre, non è stato previsto né il voto disgiunto, né la possibilità di esprimere le preferenze per i candidati, poiché le liste sono bloccate. È pur vero che per venire incontro ai moniti della Corte Costituzionale, le liste bloccate non si estendono sui grandi collegi ma vengono ristrette, in modo da garantire la riconoscibilità dell’eletto da parte dell’elettorato. Inoltre, i nomi dei candidati della singola lista, in numero non inferiore a due e comunque non superiore a quattro, vengono riportati tutti sulla scheda elettorale. Quindi non si potrà scegliere un candidato preferito ma almeno si potrà scegliere il pacchetto preconfezionato che piace di più.

Per ciò che riguarda il voto disgiunto, invece, si dovrà fare ben attenzione a esprimere la propria preferenza. Il voto dato a un candidato va direttamente al partito o coalizione di cui fa parte, ossia non si potrà votare il candidato di un partito e contemporaneamente dare la propria preferenza a un altro partito diverso da quello del candidato (o della coalizione di cui fa parte). Per concludere questa parentesi dedicata alle liste, uno stesso candidato può concorrere in un massimo di cinque diversi collegi plurinominali, mentre la pluri-candidatura è vietata per i collegi uninominali. Il problema relativo alla proporzionalità è che i partiti possono allearsi in grandi coalizioni senza aver necessariamente scelto un capogruppo o varato un programma elettorale univoco che li identifichi sotto un’unica bandiera. Altra novità introdotta dal Rosatellum è la possibilità per i residenti in Italia di candidarsi nelle Circoscrizioni Estere.

Per completare l’excursus sul Rosatellum, le soglie di sbarramento sono fissate al 3% per i partiti, mentre le coalizioni dovranno raggiungere almeno il 10% dei voti su scala nazionale. La proporzionalità per il rispetto delle quote rosa è stata posta con il divieto per ciascuno dei due sessi di superare il 60% dei candidati nella lista del singolo partito. Per avere una chiara ed esaustiva spiegazione della legge elettorale nella sua interezza, la seguente video-scheda a cura de Il Post è abbastanza chiara e completa.

 

 

 

 

  • LA FIDUCIA PER IL ROSATELLUM E LA SFIDUCIA IN PIETRO GRASSO

Per arrivare a essere legge a tutti gli effetti il Rosatellum, il bis ovviamente, non ha avuto vita facile. Per passare al vaglio della Camera come a quella del Senato sono occorse ben otto fiducie. L’approvazione del Rosatellum alla Camera è avvenuta il 12 Ottobre, a cui sono preceduti tre voti di fiducia relativi agli articoli 1, 2 e 3 della legge. La prima fiducia richiesta dal Governo, relativa all’articolo 1, verteva sulle proporzioni date ai due sistemi elettorali per l’elezione della Camera dei Deputati. La seconda fiducia ha riguardato, invece, la stessa questione ma, in questo caso, relativamente al Senato (va detto che entrambe le due Camere vengono elette praticamente con la stessa modalità). La terza fiducia era invece relativa alla delega data al Governo per la determinazione dei collegi sia uninominali sia plurinominali.

Una volta approvata alla Camera dei Deputati, il testo, come prassi per la legislazione italiana, è passato al Senato. E la legge elettorale ha seguito nuovamente un eguale percorso lastricato di fiducie. Il Senato ha espresso la sua fiducia per gli articoli 1, 2, 3, 4 e 6. Sono già stati su visti gli articoli 1, 2 e 3. L’articolo 4 verte sulle norme riguardanti la trasparenza del voto – ossia i documenti da depositare per partecipare alle elezioni. L’articolo 6, infine, era quello relativo alle norme transitorie della legge.

Dopo tre voti di fiducia alla Camera dei Deputati e cinque al Senato, la legge elettorale nota come Rosatellum bis è finalmente stata approvata dalle due Camere divenendo a tutti gli effetti la nuova legge elettorale italiana. L’iter abbastanza coercitivo per cui è passato il Rosatellum, anche se dovuto, data la risicata forza del Governo, ha indispettito il Presidente del Senato Pietro Grasso. Quest’ultimo ha portato a termine i doveri previsti dal suo ruolo prima della fiducia e dell’approvazione definitiva della legge, dopodiché ha rassegnato le sue dimissioni al PD. Stando alle dichiarazioni del Presidente la modalità con cui la legge elettorale è passata: «è stata una violenza». Grasso continuerà a portare avanti il suo ruolo di Presidente ma non farà più parte del Partito Democratico, entrando così di diritto nel Gruppo Misto del Parlamento.

Il Rosatellum è stato criticato in quanto non risolverebbe l’annoso problema dell’ingovernabilità tipico dello Stato italiano. È pur vero che, per ora, altre alternative valide non sono state proposte e che la speranza per un futuro più roseo per l’Italia diventa sempre più flebile.

 

Pietro Grasso, (1945) è un ex magistrato e politico italiano, Presidente del Senato della Repubblica dal 16 Marzo 2013
Pietro Grasso, (1945) è un ex magistrato e politico italiano, Presidente del Senato della Repubblica a partire dal 16 Marzo 2013

 


 

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About Stella Sacco

REDATTRICE | Classe 1986, con doppia cittadinanza italiana e napoletana. Giornalista con una laurea triennale in Scienze della Comunicazione a Napoli e una magistrale in Scienze Politiche a Bologna. È curiosa e si interessa di tutto, in particolar modo di politica & attualità e di marketing & comunicazione. Tra esperienze lavorative in copywriting e concerti, sogna un futuro in qualunque posto del mondo.

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