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“Riso amaro”: il cinema italiano tra Melodramma e Neorealismo

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“Riso amaro” è un film del 1949, diretto da Giuseppe De Santis

Riso amaro è un lungometraggio del 1949 diretto da Giuseppe De Santis, proprio quando la cultura e la società italiana iniziavano a essere condizionate profondamente da quella americana.

Gli americani erano, alla conclusione del Secondo Conflitto Mondiale, i vincitori e gli italiani erano affascinati dalla loro cultura, ma soprattutto dai loro ideali. In Riso amaro, il regista esamina queste influenze per far riflettere lo spettatore. Di fatti, De Santis è un intellettuale marxista e comunista impegnato: il suo obiettivo è chiaramente quello di criticare questi miti americani, ed è molto bravo a curare ogni dettaglio del suo lungometraggio.

Un piccolo esempio sono le riviste americane che legge Silvana, la protagonista, come Grand Hotel che ritrae persone ricche e storie d’amore completamente idealizzate e romanzate. Un altro dettaglio fondamentale è la musica scelta dal regista alla stazione quando Silvana sta per partire e la presenza del boogie boogie, uno stile di danza nato proprio in Nord America. Inoltre, i vestiti, gioielli e beni materiali illudono le belle ma povere ragazze italiane come Silvana (interpretata da Silvana Mangano).

Il regista mostra così quanto è patetica l’americanizzazione e la creazione di concorsi di bellezza famosi in Nord America, che non possono esistere nella povera campagna italiana di Vercelli. Infatti, quando Silvana viene eletta come la più bella mondina delle risaie, rimane sola sul palco con i suoi sogni di ricchezza e popolarità perché gli altri sono sui campi a salvare il riso. Silvana Mangano è stata scelta da De Santis per la sua fisicità che rappresenta la femme fatale hollywoodiana, ma lei è sul lastrico: questo è il punto di realtà neorealista che vuole evidenziare il regista.

Secondo l’attrice Luisa Ranieri<<È un capolavoro. E il personaggio è carico di femminilità. Piantata in mezzo alla risaia, come la statua di una dea, rispetto alle altre donne che la circondano, comunica una forza, una grinta, ma soprattutto l’orgoglio di essere femmina>>.

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Silvana Mangano (1930-1989) è stata un’attrice cinematografica italiana, interprete anche di fotoromanzi

La protagonista incarna tutte le illusioni portate da Oltreoceano. E’ una lavoratrice di campagna che perde il senso di comunità e di dignità per seguire qualcosa che si rivela impossibile da raggiungere. Perde il suo mondo e segue le idee di Walter (interpretato da Vittorio Gassman) come se fosse un personaggio uscito da Grand Hotel perché bello e intelligente. Silvana tradisce tutti i suoi amici per un sogno di fuga e quando si rende conto che non può tornare indietro, si uccide.

In questo modo, Riso amaro combina elementi di Neorealismo e Melodramma. De Santis sceglie di utilizzare questi due stili nel suo film e la combinazione è geniale. Il lungometraggio, presentato al 3° Festival del Cinema di Cannes, ottiene una candidatura a Premio Oscar nel 1951 per il Miglior Soggetto.

Il regista vuole coinvolgere il pubblico in un film neorealista, e grazie alla parte del melodramma e la protagonista femminile, coinvolge le donne italiane che per lui stanno subendo maggiormente queste influenze materialistiche. La mescolanza di stili è resa evidente sin dall’inizio, così come l’importanza dei media. Nei primi minuti del film, lo speaker radiofonico racconta che cosa sta accadendo nei minimi particolari, come in un documentario. Tuttavia, il pubblico è sorpreso quando una pistola si avvicina e iniziamo a seguire una coppia attraverso la stazione. Qui inizia il dramma. Il film gioca su questi due livelli fino alla fine, e il regista cura anche due finali diversi. Di fatti, se il film fosse solo drammatico, tutto finirebbe con la tragica morte di Silvana. Invece, la parte che segue è la fine del documentario quando lo speaker torna alla radio e comincia a parlare di nuovo spiegando che la stagione è finita e il prossimo anno un altro ciclo avrà inizio, come se niente fosse successo.

Secondo il critico cinematografico Alberto Pezzotta: <<“Riso amaro” occupa un posto importante nella storia del cinema e in quella del costume. Giuseppe De Santis seppe fondere realismo sociale e melò, mitologia e riflessione sui media, con un occhio all’epica sovietica e uno al noir hollywoodiano; e la mondina Silvana Mangano si impose come oggetto di desiderio>>.

De Santis crea un mix originale per quei tempi, una nuova percezione di Neorealismo che ha bisogno di includere il dramma dei fotoromanzi poiché il pubblico ne è molto affascinato. La sua cura dei dettagli è impeccabile e rende questo lungometraggio un vero capolavoro della storia del cinema italiano.

 

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About Corinna Rombi

REDATTRICE | Nata a Siena nel 1991, è laureata presso la John Cabot - Università americana a Roma, in comunicazioni, media e marketing. Durante gli studi vive prima a New York e poi a Miami, dove sviluppa la sua passione per la fotografia e la recitazione.

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