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Ricordo di un concerto di mezz’Estate

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Di concerti ne ho visti tanti nella mia vita, sia belli che brutti. E ho girato in lungo e in largo, dai bar più piccoli agli stadi più grandi. Ed ho sempre conservato bei ricordi, delle serate passate a vederli. Datemi birra, amici, tanta musica e potrei ritenermi un uomo felice!

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“Villa Bellini”, nel centro storico di Catania

Ora che ci penso: mi ricordo di un concerto in particolare, davvero niente male, visto proprio quest’Estate. Ricordo ancora quella calda giornata d’Agosto quando arrivai a Catania: lì dovevo vedermi col mio amico Jackboy (chiamato così tra gli esperti del settore, ex frontman del gruppo rapcore 99 Chains) davanti la Villa Bellini. Dovevamo andare insieme al live. Jackboy è un bravo ragazzo, ma l’ultima volta che ero andato a un live in sua compagnia non era finita molto bene. Era successo sempre lì, stessa città, più o meno il mese prima. Eravamo andati a vedere un concerto pubblico in una piazza. E lì, con lui, ho potuto sentire il cosiddetto “nuovo rap italiano”. Ragazzi, facevano pena. 

Ricordo il primo: si chiamava Rocco Hunt. Mai piaciute le canzoni in dialetto, sinceramente la sua esibizione mi ha annoiato e non riuscivo a capire quasi nulla. Il secondo, un certo Emis Killa, l’attrazione principale della serata, era un ragazzino che spacciava come “rap” del “pop”, l’audio era penoso e non riuscivo a sentire un fico secco. Per fortuna alla fine si esibì J-Ax e posso considerarla, più o meno, l’unica parte in cui mi sia realmente divertito al concerto. Il resto, beh… lasciava alquanto a desiderare.

Ma per fortuna stavolta, col caro Jackboy, eravamo diretti ad un live diverso e ben distante dalle rime prevedibili di quei ragazzi. Qui si parlava di un rapper italiano serio: il buon vecchio Caparezza. I suoi precedenti album mi erano sempre piaciuti, quindi quando seppi dell’uscita di Museica mi fiondai subito al negozio di dischi della 34esima strada e lo comprai. Che dire, me ne innamorai subito. Quell’album era davvero pazzesco. Contiene parecchie tracce e sono tutte abbastanza differenti fra loro, ma ne parleremo più avanti. Quando il mio caro amico del luogo mi chiamò dicendomi di avere un biglietto in più per il concerto del Capa nel capoluogo etneo, che dire, ero al settimo cielo.

Ritornando quindi a quella calda giornata d’Agosto, incontrai Jackie davanti la villa e lì potei osservare, insieme a lui, la fila immensa che si era venuta a creare per il live. Ragazzi e ragazze di tutte le età erano lì a fare la fila<. c’erano metallari, rapper, nerd e molti altri tipi. C’era praticamente chiunque, tutti lì in fila e a comprare magliette per ascoltare il rapper pugliese.

Anche io e Jackie facemmo la fila e, una volta entrati, iniziammo a berci due birre davanti al palcoscenico. Conoscemmo alcuni ragazzi di cui, purtroppo, non ricordo il nome. Ci dissero che questo live,  chiamato Museica come l’omonimo album, era qualcosa di diverso. Non vi era la semplice scaletta online ma era una vera e propria opera teatrale, che iniziava e finiva con determinate canzoni, scenette, azioni e battute. Che dire, Caparezza riesce sempre a sorprenderci.

Mentre finivamo di bere e accompagnati dalle ultime strofe di The Pretender dei Foo Fighters come sottofondo, ci accorgemmo che sul palco era quasi tutto pronto: il live stava per cominciare. Gettammo le bottiglie di birra e quando arrivammo di fronte al palco, il concerto era praticamente iniziato.

Si esibì un rapper amico della star della serata, di cui non ricordo nuovamente il nome ma.. sapete che vi dico? Sinceramente mi è piaciuto molto più di quell’Emis Killa. Odiatemi pure. Una volta che ebbe finito di cantare, sentimmo in sottofondo le prime note di Canzone d’Entrata, prima traccia dell’album: la grande stava per cominciare il suo spettacolo. S’interruppe tutto, sentimmo degli inni sovietici ed ecco decollare con Avrai Ragione Tu, seconda traccia e, attualmente, ultimo singolo fatto videoclip. Un’enorme matrioska stava al centro del palco, assumeva le sembianze di Caparezza: si aprì ed uscì proprio lui, in carne ed ossa. Incredibile la reazione del pubblico quando lo vide.

 

 

Applaudivano tutti, lo incitavano, schiamazzavano e urlavano. Iniziò a cantare e, che dire… live era spettacolare. Era esattamente come ascoltarlo sul CD e riusciva, col suo grande carisma, a prendere il pubblico in men che non si dica. Dopo già due canzoni, vedi tutto il pubblico cantare insieme a lui, in tutt’uno indescrivibile.

Era da parecchio tempo che non vedevo una cosa del genere: di quell’album erano stati estratti soltanto due singoli, eppure tutti lì conoscevano a memoria (come il sottoscritto d’altronde) l’intero album. Tutto il pubblico era unito ed era spinto ad essere lì per una passione veritiera nei confronti dell’artista. Le scene d’intermezzo fra una canzone e l’altra riuscivano a farti strappare qualche risata, come quella delle Caramelle Elettroniche e di cui, ovviamente, non vi anticipo nulla, per non rovinarvi la sorpresa. Le canzoni cantate spaziavano dai brani dell’ultimo album (la maggior parte) a quelli più famosi ed apprezzati. E parlando di quest’ultime, si ritrovarono quasi tutte le tracce che erano rimaste impresse nel passato: da Abiura di Me a Vengo dalla Luna. Tuttavia, fra le canzoni famose mancanti ve ne sarà qualcuna che vi sorprenderà. Nelle due ore di concerto trascorsero velocemente, il buon vecchio Capa ha fatto bene a piazzare Canzone a Metà esattamente a metà del live: una trovata davvero azzeccata e la sistemazione della “scaletta”, inoltre, alternava con intelligenza i momenti da squarciagola e di rilassamento.

Alla fine del concerto, io e Jackie eravamo stanchissimi ma felici: avevamo cantato a più non posso, avevamo assistito all’esibizione un grande rapper italiano, avevamo conosciuto delle nuove persone, amanti come noi della musica. Fu proprio un’ottima serata: il buon Capa non delude mai.

Salutai il mio amico Jackie, con una buona stretta di mano, e mi diressi alla stazione in cerca del prossimo treno per un nonsodove-nonsoquando, sedendomi sulla panca e aspettando pazientemente. Quando arrivò, salii e mi sedetti  in un posto accanto al finestrino, così da poter riservare un’ultima occhiata alla città siciliana che aveva ospitato l’evento: Catania.

<<Ci vediamo al prossimo concerto>>, sussurrai.

 

catania

 

 

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About Mr. Tambourine Man

Chi è Mr. Tambourine Man? Nessuno lo sa con certezza. Intorno a lui aleggia un'aura di mistero: per alcuni è un ex chitarrista dei Nirvana reso nostalgico dall'età, per altri un giovane rapper dal sound elettronico, per altri ancora una cantante di opera lirica con la passione per la pop dance. O forse lo stesso lettore. Mr. Tambourine Man vi guiderà in un viaggio mistico attraverso la musica.

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