Foto LaPresse - Carmelo Imbesi
18/05/2016 Santo Stefano di Camastra Messina (IT)
cronaca
Consiglio Comunale Urgente in solidarietà al presidente dell'Ente Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci
Nella foto: 
Giuseppe Antoci durante il suo intervento in Consiglio Comunale

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18/05/2016 Messina (IT)
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Parco Regionale dei Nebrodi – Sicilia

Nel 2013, Giuseppe Antoci diventa Presidente del Parco dei Nebrodi a seguito di una nomina fortemente voluta dalla Giunta di Rosario Crocetta. Questa presidenza, tuttavia, non si rivela una passeggiata. Attualmente il Parco dei Nebrodi si trova nella sua fase più drammatica dal punto di vista economico, a seguito dei forti tagli subiti. La sua istituzione risale al 1993 e rappresenta la più grande area naturale protetta della Sicilia: per intenderci, si tratta di una tra le comunemente note riserve naturali, la cui gestione è finalizzata al mantenimento del loro equilibrio ambientale, quindi della flora e della fauna che ospitano.

Della necessità di preservare intatte delle aree di particolare valore naturalistico, si prese consapevolezza pian piano. Volendo riportare un veloce excursus storico, torniamo indietro al XIX secolo nel Regno delle due Sicilie ove si decise di conservare i boschi di MontecalvoSan Vito e di Calvi; negli Stati Uniti nel 1832 con la riserva naturale di Hot Springs e nel 1853 in Francia con Fontainebleau. Ma la vera svolta avvenne alla fine dell’Ottocento, con la nascita dei primi Parchi Nazionali come quello canadese del Glacier National Park.

In Italia le aree naturali protette sono riconosciute ufficialmente dallo Stato se rispondono a determinati criteri stabiliti dalla legge quadro 394/91. In particolare, la legge dispone la costituzione di un apposito Comitato per le aree naturali protette, formato dai Ministri dell’Ambiente, delle Politiche Agricole, dei Beni culturali, delle Infrastrutture e dei Trasporti, dell’Istruzione e da sei Presidenti di Regione o di Province autonome (o assessori delegati), designati dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome, con il compito di approvare l’elenco ufficiale delle aree naturali protette. L’iscrizione nell’elenco è condizione necessaria per l’assegnazione di finanziamenti da parte dello Stato, attraverso il piano territoriale delle aree protette. Attualmente il sistema delle aree naturali protette è suddiviso in parchi e riserve, istituite a livello nazionale o regionale, ed infine le aree marine protette.

macchina antoci
L’autovettura in cui viaggiava Giuseppe Antoci durante l’agguato mafioso, fortunatamente sventato – Maggio 2016

Giuseppe Antoci, sin dall’insediamento avvenuto nell’Ottobre del 2013, si è contraddistinto per le sue attività volte alla legalità e alla trasparenza delle procedure amministrative, ma soprattutto al contrasto delle infiltrazioni mafiose a tutela degli imprenditori operanti nel territorio dei Nebrodi. Attività che lo hanno portato all’ottenimento di un importante riconoscimento per l’impegno profuso a tutela della legalità, perché senza non può esserci sviluppo. Per tale motivo è stato definito dallo scrittore siciliano Andrea Camilleri come l’<<eroe dei nostri tempi>> e ancora il <<paladino moderno della lotta alla mafia>>; la stessa che infatti non si è fatta attendere, organizzando un attentato ai danni dello stesso Antoci, fortunatamente sventato. Quest’ultimo, nel Maggio scorso, stava rientrando nella propria abitazione quando si vide sparare contro all’impazzata. L’intervento quasi miracoloso della polizia e della scorta, impegnati in uno scontro a fuoco diretto con gli assalitori, hanno impedito il peggio.

A quanto pare, si tratterebbe quasi sicuramente di un attentato dovuto al forte impegno del Presidente di depurare l’amministrazione del Parco dalle infiltrazioni mafiose. In particolare – come spiega lo stesso Antoci – la mafia riusciva da tempo ad ottenere in concessione dalla PA dei terreni demaniali a soli 30 euro anziché 3.000, per poi richiedere fondi europei destinati (teoricamente) a colture biologiche mai impiantate. Non si tratta, purtroppo, della prima intimidazione subita da Antoci: l’anno scorso aveva ricevuto infatti una lettera anonima, con cinque proiettili al suo interno.

Ennesima riprova della capacità mafiosa di autoconservazione: una capacità che, fortunatamente, deve ancora scontrarsi con chi alla legalità ci crede. Con chi  ritiene che, usando le stesse parole di Giovanni Falcone:

<<La mafia non è affatto invincibile. È un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto, bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave; e che si può vincere non pretendendo l’eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni>>.

Buon lavoro, Antoci!

 

 


 

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About Chiara Vilardo

COLLABORATRICE | Classe 1990, originaria di Sommatino (CL), studia Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Catania. Le piace leggere, soprattutto quando si tratta dei romanzi di Ken Follett. Adora la musica che appartiene al cantautorato italiano e negli ultimi tempi si sta avvicinando con interesse al mondo del cinema.

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