Podemos' Secretary General Pablo Iglesias and Alexis Tsipras, leader of Greece's Syriza party, wave during a meeting in central Madrid

Podemos e Syriza: i nuovi figli ribelli di Bruxelles

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Il 2015 è appena iniziato e porta con sé (come ogni anno che si appresta a cominciare) tanti spunti e speranze, soprattutto a livello politico.

Parliamo di Europa. Il 2014 ci ha consegnato un nuovo Parlamento Europeo, completamente ridisegnato a causa del grande exploit dei movimenti euroscettici in tutto il Vecchio Continente e, in particolare, in Francia e in Gran Bretagna. Tuttavia, per dirla con le parole di Tomasi di Lampedusa, “tutto cambia per non cambiare nulla”. E’ proprio il caso di dire che l’Unione Europea è, forse, l’esempio più eclatante di quanto può essere gattopardesca la politica di questi anni: pur di continuare con le loro scellerate politiche il PPE (centrodestra) e il PSE (centrosinistra), entrambi in calo, hanno deciso di creare il “grande inciucio” che permette loro di governare e di continuare nella direzione dell’austerity, limitando così gli euroscettici. Oggigiorno però, i sostenitori dell’Europa delle banche e dei banchieri, scommettiamo, avranno non pochi grattacapi. Il 2015 sarà infatti l’anno di due elezioni politiche, che potrebbero costituire un nuovo segno di svolta per le istituzioni europee: Spagna e Grecia saranno chiamate al voto per rinnovare il proprio Parlamento e scegliere il nuovo Premier. Proprio loro. I due Paesi più colpiti dalla crisi economica e dalle politiche UE, due Paesi con il debito pubblico e il tasso di disoccupazione tra i più alti dell’Eurozona.

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Pablo Iglesias Turrión (1978), leader del movimento spagnolo “Podemos”, fondato nel 2014

Ma cosa potrebbe realmente spaventare i signori della finanza e dell’austerità di Bruxelles? Gli spauracchi sono due giovani leader politici: il greco Alexis Tsipras, che in Italia abbiamo imparato a conoscere con il suo movimento L’altra Europa, presente appunto anche nelle liste italiane per le elezioni europee ed uno spagnolo, Pablo Iglesias, molto meno conosciuto da noi e leader di Podemos. Il primo ha vinto in Grecia la tornata elettorale europea ed è attualmente in testa ai sondaggi per le politiche; il secondo invece è riuscito a portare il suo movimento all’interno del Parlamento Europeo, conquistando un incredibile 8% ed è attualmente secondo nei sondaggi spagnoli.

Ma cos’è Podemos? E chi è Pablo Iglesias?

Podemos nasce dal famoso movimento spontaneo degli Indignados formatosi nel 2011 e, in questo ultimo anno, ha maturato una forte consapevolezza di se stesso, sull’idea che un semplice movimento civico potesse diventare un vero e proprio partito politico, capace di sfidare i più blasonati e tradizionali partiti iberici. Ciò, tuttavia, non poteva di certo concretizzarsi senza un leader forte e carismatico: Pablo Iglesias, giovanissimo professore universitario che conosce molto bene l’Italia e la storia dei movimenti di protesta del nostro Paese. Si sa che nella politica 2.0 se non hai un leader carismatico e abile, in tv quanto nei social network, non vai da nessuna parte. Iglesias lo è, e sta riuscendo a conquistare la fiducia della gente in Spagna, ogni giorno di più. Il suo è un movimento, secondo le fonti ufficiali, non etichettabile né a destra né a sinistra, ma è forte alleato proprio di Syriza (Tsipras) e siede nel GUI (la Sinistra Europea).

Per certi versi, dunque, potrebbe ricordare il nostro MoVimento 5 Stelle di grilliana memoria, ma attenzione a non fare confusione: il suo programma riprende tutte le battaglie e gli elementi tipicamente accostabili alla sinistra, ma al contempo si spoglia della dicitura “di sinistra” cercando piuttosto di attestarsi come movimento di più ampio respiro. Iglesias, tra l’altro, ha ben capito che schierarsi significa limitare il proprio bacino elettorale e, quindi, pregiudicarsi la possibilità di vincere le elezioni. Quello che colpisce è che la strategia sta funzionando proprio perché Podemos raccoglie voti anche dal bacino elettorale della destra e oggi è dato addirittura al 25%, risultato affatto male per un movimento nato dalla piazza. Ciò che realmente accomuna il partito di Iglesias a quello di Grillo è il forte uso di internet e dei social network, non senza forti differenze: al contrario del M5S, infatti, Podemos conferisce a tutti (anche ai non iscritti) la possibilità di partecipare sul web alle decisioni del partito, ed il tutto è controllato e gestito da società esterne al partito stesso, nonché allo stesso Iglesias.

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“Syriza” (Συνασπισμός Ριζοσπαστικής Αριστεράς) fu fondato nel 2004. Il suo leader attuale è Alexis Tsipras

Una storia e un programma politico simili li troviamo nella Syriza di Alexis Tsipras, in testa ai sondaggi ellenici e già primo partito in Grecia nelle scorse elezioni europee. Il movimento greco è, per l’appunto, più conosciuto in Italia vista la sua partecipazioni alle liste durante la tornata elettorale continentale. Il suo programma è fortemente improntato su una ristrutturazione del debito pubblico, un’eliminazione delle politiche di austerity (principali responsabili della crisi greca) e un cambiamento dell’Europa “dall’interno”.

L’exploit di Syriza e di Podemos rappresenta, dunque, un dato politico interessante. Mentre l’Europa vede la crescita esponenziale dei populismi euroscettici di estrema destra, si crea dall’altra parte della barricata una nuova forza emergente, necessaria al di là delle idee di ognuno, in quanto lo scontro tra una parte politica e la sua opposizione è la linfa vitale stessa della democrazia. Il centrosinistra e il centrodestra, praticamente in ogni Paese europeo, governano ormai insieme con delle grandi intese sulla base della Grosse Koalition tedesca. Ciò, è difficile negarlo, ha minato il concetto stesso di democrazia e ha creato una situazione di stallo nella politica europea, alle prese con la crisi finanziaria più grave della storia dell’umanità.

Il 2015 sembra avere tutte le premesse, quindi, per diventare un anno importante per l’Europa. Quel che è certo, al di là di come andranno le elezioni, è che le tornate elettorali iberiche ed elleniche rischiano di trasformarsi in un vero e proprio referendum su questa Europa.

 

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About Fabiano Catania

COLLABORATORE | Classe 1990, siciliano di nascita ma pisano di adozione. Station Manager di RadioEco, radio dell'Ateneo di Pisa, da sempre ha una grande passione per la scrittura e l’informazione libera. Si interessa di musica indipendente ed è un appassionato del cinema d’autore.

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