Lady-Bird

Perché tutti adorano “Lady Bird”

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Può un minuscolo e a ben vedere poco originale lungometraggio su una ragazzina di Provincia, contendere l’Oscar come Miglior Film a veri e propri giganti come Dunkirk e The Shape of Water? , se l’opera in questione si chiama Lady Bird e se, in un periodo di forte avversione al machismo hollywoodiano, questa piccola perla ha aperto le acque nei festival di tutto il Nord America.

A Sacramento, nel 2002, la vita scorre placida e senza scossoni. Quasi una tortura per la diciassettenne Catherine McPherson, per tutti Lady Bird, studentessa al liceo cattolico e figlia insoddisfatta di Marion e Larry (un adorabile Tracy Letts, visto di recente anche in The Post di Steven Spielberg).

 

Lady Bird' rappresenta l'esordio alla regia di Greta Gerwig, attrice - tra gli altri - in 'To Rome With Love' di Woody Allen e 'Jackie' di Pablo Larraín
Lady Bird (2017) rappresenta l’esordio alla regia della statunitense Greta Gerwig (1983), attrice – tra gli altri – in To Rome with Love (2012) del regista statunitense Woody Allen (1935) e Jackie del regista cileno Pablo Larraín (1976)

 

Saoirse Ronan (la Geraldine Fitzgerald della nostra epoca, ma probabilmente avrà più successo), a due anni di distanza da Brooklyn, è di nuovo la protagonista di una storia di formazione e ribellione, di fuga dall’ovile e crescita personale. Ma se il risultato nella pellicola diretta da John Crowley era il più ruffiano e meno sincero possibile, l’esordio alla regia di Greta Gerwig restituisce agli occhi dello spettatore uno scorcio adolescenziale perfettamente autentico. In Lady Bird scorrono tutte le turbolenze tipiche di un teenager medio californiano (la scoperta della sessualità, il difficile rapporto con la popolarità, la tenebra che ricopre il futuro), in un film che scalda il cuore senza inventare di fatto niente.

È infatti nella scrittura che la Gerwig, già co-sceneggiatrice e interprete di Frances Ha e Mistress America di Noah Baumbach, riesce a fotografare un luogo che diventa vera e propria diapositiva della sua gioventù (Sacramento è la città in cui è cresciuta, Christine il nome della madre).

«Different things can be sad, It’s not all war!». Già, non c’è soltanto la guerra – intesa ovviamente come conflitto interiore ed interpersonale – in Lady Bird. Ad essere mescolate nel cocktail sono anzi tutte le emozioni e le ipocrisie che necessariamente si vivono alle superiori (dalle amicizie spezzate e ritrovate alla relazione con il denaro, fino ai «ti amo» urlati e poi rimpianti). Inutile dire però come la pellicola raggiunga l’apice nella costruzione del rapporto tra Christine e la signora McPherson, mamma tenace e fragile, i cui tratti si riconoscono distorti nella figlia, la Lady Bird decisa a volare via (per la sua interpretazione, Laurie Metcalf ha vinto al momento ventidue trofei alla Miglior Attrice Non Protagonista).

Delicato e femmina-centrico senza essere femminista, il manifesto di Greta Gerwig non è mai soffocato dalla mano pesante della sua regista, che interviene con sensibilità elementare in qualsiasi inquadratura. Inutile procedere per addizione, quando in un viaggio in macchina per le vie di Sacramento c’è già tutto ciò che l’opera vuol trasmettere, tutte le suggestioni di una vita prossima alla svolta. Positiva e negativa che sia. Perché poi, una volta approdata nell’atmosfera soffocante di New York, la Saoirse Ronan di Lady Bird compie la scelta opposta a quella di Brooklyn: si guarda indietro, non con biasimo e orgoglio, ma con sana malinconia («You clearly love Sacramento», percepisce l’irresistibile suor Sarah Joan).

 

Saoirse Ronan (23) ha ottenuto già due nominations agli Oscar: nel 2008 come Miglior Attrice Non Protagonista per 'Espiazione' e nel 2016 come Miglior Attrice Protagonista per 'Brooklyn'
L’attrice irlandese con cittadinanza statunitense Saoirse Ronan (1994) ha ottenuto già due nominations agli Oscar: nel 2008 come Miglior Attrice Non Protagonista per Espiazione e nel 2016 come Miglior Attrice Protagonista per Brooklyn

 

Solo così è possibile spiegare il successo di un film che, dalla premiere al TIFF in poi, ha ottenuto un consenso pressoché universale: record di recensioni positive nell’aggregatore Rotten Tomatoes, Golden Globe per la miglior commedia, miglior pellicola del 2017 secondo la National Society of Film Critics. Greta Gerwig è entrata in punta di piedi in un genere che da tempo non ha più nulla da regalare, ottenendo un risultato cento volte più fresco del Noi Siamo Infinito di Stephen Chbosky. E, fattore da non sottovalutare, venendo inspiegabilmente esclusa dai («all male», come ha fatto notare con una certa vena polemica Natalie Portman) nominati alla miglior regia ai Golden Globes. Il risultato, un po’ a sorpresa, non si è ripetuto alle nominations dell’Academy e questa spiritosa trentaquattrenne può adesso diventare una rivale di non poco conto per i vari Christopher Nolan, Guillermo del Toro e Paul Thomas Anderson.

La conquista più grande è ancora lontana, ma intanto Lady Bird ha già spiccato il volo. Di questo minuscolo e a ben vedere poco originale lungometraggio su una ragazzina di provincia, fresco come un bicchiere di menta in un’estate californiana, sentiremo ancora parlare. 

 

 


 

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About Mattia Carapelli

REDATTORE | Classe 1991, toscano. Si è laureato in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Siena. Lettore onnivoro e cinefilo convinto, nel 2014 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Ironica", con la casa editrice Montedit.

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