cazuza_ideologia_capa01

Perché parliamo di fine delle ideologie?

Pubblicato il Pubblicato in Letteratura e Cultura, Pathos, Recenti

Quando sentiamo parlare di ideologie, spesso colleghiamo questo neologismo ai totalitarismi che hanno attraversato tutto il XX secolo e che riteniamo simbolicamente conclusi con la caduta del muro di Berlino. Ciò porta spesso a parlare di fine delle ideologie, ma siamo davvero sicuri di sapere cosa significa? Chiaramente nessuno di noi può dire che davvero esistano ancora le ideologie che dall’Illuminismo in poi, hanno attraversato il continente europeo per tutta l’età moderna, ma forse è altrettanto azzardato sostenere che ci siamo completamente svincolati da quel modo di concepire la Politica.

es-colorear-dibujos-imagenes-foto-ideologia-p4593Storicamente parlando l’utilizzo del termine ideologia nel suo significato politico risale al XVIII secolo e fu, secondo lo storico Otto Brunner, coniato da Napoleone. Sempre secondo Brunner il termine idea aveva assunto in questo secolo il significato di concetto, principio regolativo. Egli attribuisce a Cartesio il passo decisivo in quanto, mettendo in contrasto il soggetto conoscente e il mondo esterno, quindi le due sostanze res extensa e res cogitans, non permette più di considerare le idee come modelli originari dell’essere ma come contenuto della conoscenza. Napoleone stesso utilizzò il termine “ideologhi” in un senso dispregiativo, tentando di porre una separazione tra loro e gli uomini d’azione come lui. Si produce in questo modo uno scontro fra azione politica e una teoria politica che si basa su un programma di azione di tipo scientifico. Gli ideologi erano coloro che non erano pronti a sacrificare i loro ideali, neppure quando la contingenza politica li poneva di fronte ad un’opportunità differente. Con Marx però vediamo una profonda modificazione del concetto di ideologia in quanto viene definita da lui come riflesso di una realtà sociale e quindi l’espressione di precisi interessi. L’epoca delle ideologie comincia con il declino dell’antica Europa e l’avvento della modernità, causato anche da una nuova considerazione della politica come tecnica della conquista e del mantenimento del potere. L’ideologizzazione inoltre è stata causata anche dal processo di secolarizzazione, ovvero la desacralizzazione e la perdita di importanza della religione nella vita sociale avvenuta dopo la rivoluzione scientifica, che ha spostato lo sguardo verso un’impostazione razionale, creando così una continuità  tra l’escatologia cristiana e l’idea di progresso dell’illuminismo.

Insomma, tutti i fenomeni ideologici che si sono dispiegati nel quadro storico degli ultimi secoli possono essere caratterizzati da alcuni precisi aspetti, come il fatto che si considerino scienza, che si fondino su leggi irrevocabili e che di trasformino in una concezione del mondo di tipo metafisico. Brunner ci dice anche che le ideologie contengono massime scientifiche, affermazioni su dati di fatto che si vorrebbero corrette, esigenze politiche, ma soprattutto, e questo è ciò che conferisce loro un’unità interna, un elemento utopico, una fede nella storia, insomma una vera e propria fede nel progresso.

Date queste premesse, è difficile ritenere che la Politica di tipo partitico della nostra contemporaneità sia così lontana dai caratteri tipici dell’ideologia. Una peculiarità che ritroviamo in quasi tutti i partiti è l’uso di parole chiave come popolo, società, rappresentanza, giustizia, tutti concetti che, dopo la trasformazione politica sociale ed economica degli Stati europei, hanno subito un processo di ideologizzazione svuotandosi così di significato e pretendendo di avere valore teoretico. È facile infatti trovarsi d’accordo con molte affermazioni dei nostri politici, in quanto possiamo interpretare le loro parole nei modi più diversi, poiché non possiedono un significato univoco. I partiti si scontrano in una lotta per la giusta definizione del concetto, e poco importa la verità o la falsità di quest’ultimo, l’unica cosa che importa è il loro uso come strumenti di lotta, bandiere che molti non si sentono pronti ad abbandonare, il tutto grazie a questo processo di astrazione. Insomma, ci troviamo ancora immersi in una realtà in cui di fronte alla contingenza alcune fazioni politiche non sono disposte ad abbandonare i propri ideali in favore del benessere del popolo che dicono di rappresentare.

Sembra evidente che parlare di crollo delle ideologie sia diventato un luogo comune che però ha poco a che fare con la realtà dei fatti. Ripetiamo quest’affermazione perché abbiamo bisogno di convincere noi stessi che siamo andati oltre, verso un orizzonte cosmopolitico. Qui ovviamente non si sta sostenendo che siamo ancora dentro il processo di ideologizzazione, ed è chiaro che lentamente ci stiamo affrancando dalle ideologie. Ritenerle però finite significherebbe ricaderne dentro pienamente, credendo che finalmente abbiamo raggiunto la piena consapevolezza di cosa è giusto o sbagliato, criticando l’ideologia stessa, ritenendola parte del nostro passato, spesso un passato che vogliamo dimenticare.

Bisogna quindi produrre un’analisi accurata della realtà dei fatti, in quanto è proprio quando sentiamo di esserci affrancati da quel modo di pensare ci ricadiamo, creando una realtà illusoria, sia che si creda nel miglioramento e sia che ci si arrenda di fronte all’imminente declino. Negli ultimi anni la popolazione ha raggiunto maggiore consapevolezza e ha chiesto alla Politica coerenza e più attenzione alla contingenza, complice anche la rottura causata dalla crisi economica, politica e sociale dei nostri tempi. È però altrettanto importante non cadere nell’illusione che alcuni partiti finalmente si stiano interessando ai veri interessi dei cittadini, in quanto spesso propugnano dei concetti banali, vuoti, creando indebite generalizzazioni date dal pregiudizio, e nella maggior parte dei casi riportano tutti i caratteri di un’ideologia forse ancor più pericolosa, poiché non è consapevole di essere tale ed è quindi fuori controllo.

 

20110822-n1k76gwtq9nggnixef1frqgm8e

 

 

——————–

Immagine in evidenza: clicca qui

Fonti Immagini:

n.1 -> clicca qui

n.2 -> clicca qui

 

About Giulia Menegaldo

COLLABORATRICE | Nata in Provincia di Treviso, laureata alla triennale in Filosofia a Padova, ora vive a Bologna dove è iscritta al corso di laurea magistrale in Scienze Filosofiche. Coltiva anche le passioni per la letteratura, l'arte, il cinema e la musica. Dal 2013 è iscritta al Partito Democratico e partecipa alle attività del direttivo del piccolo Comune dove è cresciuta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *