Bandiere a mezz'asta a Palazzo Montecitorio, Roma 19 maggio 2012.
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Partiti, cannabis e sprechi alimentari: le tre novità dal Parlamento italiano

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L’Estate appena trascorsa ha visto arrivare sulle scrivanie di deputati e senatori tre novità legislative di particolare interesse e spiccata innovazione. Nel mese di Giugno, la Camera dei Deputati ha approvato il ddl partiti, che si preannuncia come una svolta più che significativa in materia. Alla Camera sembra infatti esserci aria di cambiamento, dato che l’assemblea ha avviato anche l’esame di un ddl relativo alla legalizzazione della cannabis. Tema, quest’ultimo, da anni al centro di dibattiti e scontri politici. I primi di Agosto, infine, il Senato della Repubblica ha approvato un ddl finalizzato a contrastare gli sprechi alimentari in favore di chi vive in condizioni disagiate.

 

  • IL DDL PARTITI E IL CASO M5S
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Beppe Grillo (1948) è un comico e attivista italiano. Il 4 Ottobre 2009 ha dato vita a un movimento politico, il MoVimento 5 Stelle, con la collaborazione di Gianroberto Casaleggio (1954-2016)

Approvato l’8 Giugno dalla Camera dei Deputati, il ddl n. 2439, diretto a garantire la trasparenza e la democraticità dell’organizzazione interna dei partiti, è ora al Senato in attesa di essere discusso. I partiti sono enti collettivi in cui i singoli confluiscono per concorrere, con metodo democratico, a determinare l’indirizzo politico del Paese. In Italia i cittadini, reduci dalla dittatura fascista, hanno preferito costituire partiti nella forma delle associazioni non riconosciute, in modo da sottrarsi ad incisivi controlli dall’alto. Hanno rifiutato l’iscrizione nell’apposito pubblico registro, la quale può avvenire solo laddove il partito si doti di un atto costitutivo la cui conformità a legge viene vagliata dal notaio. I partiti, inoltre, hanno sempre avuto un’organizzazione di tipo oligarchico, anche perché la stessa Costituzione non detta specifiche regole a riguardo. Così, sempre più spesso, si è assistiti ad una concentrazione di poteri nelle mani di personalità di spicco, mentre l’assemblea degli iscritti ha perso, di fatto, il suo ruolo fondamentale. Con una serie di recenti interventi legislativi è stato introdotto l’obbligo dei partiti di iscriversi nell’apposito pubblico registro, ma solo ai fini del rimborso pubblico delle spese elettorali. È proprio in questo contesto che il ddl partiti fa capolino, imponendo l’obbligo di iscrizione anche ai fini della partecipazione alle elezioni. In sostanza, i partiti verranno esclusi dalle elezioni se non otterranno il riconoscimento della personalità giuridica tramite l’iscrizione. Ma il ddl in questione non si limita a questo: impone l’obbligo di democrazia interna e richiede ai partiti di individuare nell’atto costitutivo gli organi da cui sono composti e quali poteri vengono loro attribuiti. È necessario indicare i diritti degli iscritti e la tutela riconosciuta alle minoranze. Il simbolo, salvo patto contrario, sarà di titolarità del partito. La proposta di legge è stata ribattezzata ddl anti-M5S, dato che il movimento fondato da Beppe Grillo risulta avere un’organizzazione interna verticistica e poco trasparente. Questa riforma rappresenta, però, un compromesso tra forze politiche in lotta ed infatti reca una disposizione speciale diretta a salvare i pentastellati. I partiti possono optare per una mera dichiarazione di trasparenza con cui indicare gli organi di cui si compongono ed i loro poteri, senza doversi registrare in alcun registro e senza subire alcun controllo incisivo circa la democraticità dell’organizzazione interna.

 

  • LEGALIZZAZIONE DELLA CANNABIS: COSA PREVEDE IL PROGETTO DI LEGGE

torino-il-comune-legalizza-la-cannabis-marijuana-libera-600x300Firmato da Roberto Giachetti (PD), Vicepresidente della Camera, il ddl n. 3235 rappresenta un’incredibile novità, da tempo attesa da numerosi italiani. Si tratta di una proposta di legge finalizzata a legalizzare la coltivazione, la lavorazione e la vendita di cannabis e suoi derivati. I deputati sembrano essere divisi e, di conseguenza, il dibattito parlamentare si prolungherà ancora per molto. I genitori più premurosi possono concedersi sonni tranquilli perché sarà consentito ai soli maggiorenni di coltivare e detenere piante di cannabis, nel limite di cinque, nonché il prodotto da esse ottenuto. Sarà però necessario darne comunicazione, allegando un valido documento di identità, all’ufficio regionale dei Monopoli di Stato, con l’indicazione dei propri dati anagrafici e del luogo in cui si intende effettuare la coltivazione. I maggiorenni potranno detenere cannabis e suoi derivati nel limite di cinque grammi lordi. Mentre in domicilio privato sarà consentita la detenzione fino a quindici grammi piuttosto che cinque. La detenzione di quantità superiori sarà ammessa solo in possesso di prescrizione medica e sarà vietato fumare prodotti derivati dalla cannabis negli spazi pubblici o aperti al pubblico e nei luoghi di lavoro pubblici e privati. Coloro che speravano di avviare un’attività redditizia dovranno ridimensionare le loro aspettative dato che non sarà possibile coltivare cannabis a scopo di lucro. Infatti, eccezion fatta per le cinque piante di cannabis di cui sopra, la coltivazione, la lavorazione e la vendita della stessa e dei suoi derivati saranno soggette a monopolio di Stato in tutto il territorio della Repubblica. Si potranno però cedere gratuitamente a terzi piccoli quantitativi dei suoi derivati destinati al consumo personale. E la punibilità sarà in ogni caso esclusa se la cessione gratuita avviene tra minori, per quanto ciò sia illecito. Si tratta di un importante colpo assestato alla criminalità organizzata, poiché le si sottrarrebbe il controllo di un mercato da essa gestito illecitamente e senza garanzie di qualità del prodotto per il consumatore finale.

 

  • LA LOTTA AGLI SPRECHI ALIMENTARI

sprechi-alimentari_480Il 2 Agosto il Senato della Repubblica ha approvato una legge che incentiva la cessione gratuita di eccedenze e sprechi alimentari. La legge 166/2016 è stata accolta positivamente non solo per lo spirito solidaristico che la anima, ma anche per l’effetto positivo che può avere sull’ambiente. Sono definite eccedenze alimentari i prodotti alimentari che, fermo restando il mantenimento dei requisiti di igiene e sicurezza del prodotto, sono, a titolo esemplificativo e non esaustivo: invenduti per carenza di domanda; ritirati dalla vendita in quanto non conformi ai requisiti aziendali di vendita e così via. Vengono considerati sprechi alimentari i prodotti alimentari scartati dalla catena agroalimentare per ragioni commerciali o estetiche ovvero per prossimità della data di scadenza, ancora commestibili e potenzialmente destinabili al consumo umano o animale e che, in assenza di un possibile uso alternativo, sono destinati a essere smaltiti.  La riforma consente la cessione a titolo gratuito di tali eccedenze e sprechi in favore di ONLUS che raccolgono beni di prima necessità di cui beneficerà chi vive in condizioni di povertà ed indigenza. La legge prevede un finanziamento di 2 milioni di euro al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentali e Forestali per l’acquisto di alimenti da destinare agli indigenti. Presso il Ministero viene istituito un fondo di 1 milione di euro per ciascuno dei prossimi tre anni al fine di limitare gli sprechi. I comuni possono disporre uno sconto della Tassa sui rifiuti (Tari) per chi compie tali cessioni, a cui peraltro non si applica la disciplina del contratto di donazione contenuta nel Codice Civile ma solo quella prevista dalla riforma. Di conseguenza gli obblighi gravanti sul donante vengono resi il meno gravosi possibile.

 

olycom - aula senato vuota - ELEZIONE DEL NUOVO PRESIDENTE DEL SENATO - NELLA FOTO L' AULA DI PALAZZO MADAMA A ROMA
Aula del Senato della Repubblica, Palazzo Madama – Roma

 


 

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About Federico Sensi

REDATTORE | Classe 1996, pugliese. Studente di Giurisprudenza presso LUISS "Guido Carli" di Roma. È appassionato di politica, storia, Medio Oriente, Diritto Costituzionale e Commerciale. Nel tempo libero coltiva anche la passione per il motociclismo e la lettura.

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