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Open letter: ricordando Frank Sinatra

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Frank Sinatra immortalato durante le registrazioni del suo album Songs for Swingin' Lovers!.
Il cantante statunitense Frank Sinatra (1915-1998) immortalato durante le registrazioni del suo album “Songs for Swingin’ Lovers!” (1956)

Questo mese ricorrono diciannove anni dalla scomparsa di The Voice, protagonista indiscusso del jazz americano del XX secolo. Oscar come Miglior Attore Non Protagonista nel 1954, uPremio umanitario Hersholt nel 1971 e Medaglia d’oro del Congresso nel 1987 soltanto alcuni dei riconoscimenti di un uomo che è andato al di là della musica e delle arti, impegnandosi nella vita politica del suo Paese e in svariate cause umanitarie.

Francis Albert Frank Sinatra nasce ad Hoboken, New Jersey, nel 1915. Il padre e la madre erano entrambi immigrati italiani, sfuggiti (a quanto si dice) alla giustizia del Bel Paese a causa di un delitto d’onore commesso dal padre. Quest’ultimo portò con sé negli Stati Uniti la grande passione per la boxe, ma di lì a pochi anni decise di aprire un bar e divenne capitano dei Vigili del Fuoco. La madre, che svolgeva lavori domestici presso alcune famiglie, si fece notare per il suo spiccato interesse politico, soprattutto nella presa di posizione in sostegno del Democratic Party. Anche durante la devastante crisi del ’29, al giovane Frank non venne fatto mancare nulla, ed è proprio in questi anni che a scuola inizia a farsi notare con uno spettacolo scolastico che lo rivela a compagni ed insegnanti. Lo stesso liceo da quale sarà espulso in seguito, data la sua dedizione inamovibile ed unica verso il canto. Dopo aver tentato svariati lavori ed aver continuato a migliorare la sua voce, Sinatra si trasferisce a New York. È nella città che non dorme mai che il giovane si cimenta in svariati concerti settimanali presso locali e bar, fino ad unirsi all’orchestra del celebre Tommy Dorsey e a vincere, con la sua canzone I’ll never smile again (1940), il Grammy Hall of Fame nel 1982.

Il 1942 Frank Sinatra firma il suo primo contratto con la Columbia Records, assaggiando il sapore del successo facendosi strada nella top ten delle classifiche musicali statunitensi per ben ventitré volte di seguito. Tra il 1947 e il 1948 egli lavora senza sosta a New York e il 13 Ottobre del ’47 ad Hoboken (la città dov’era cresciuto) gli viene persino riconosciuto il Frank Sinatra Day.

Gli Anni ’50 rappresentano per Sinatra un vero e proprio boom: la sua carriera musicale e cinematografica prosegue a gonfie vele. Nel 1955 sfiora l’Oscar grazie alla nomination per il film L’uomo dal braccio d’oro e in questi anni escono quelle che saranno ricordate come le più belle canzoni d’amore dell’artista, da My Funny Valentine a I’ve Got You Under My Skin, rispettivamente contenute negli album Songs for Young Lovers e Songs for Swingin’ Lovers!. Negli Anni ’60 Sinatra si trasferisce nella West Coast, più precisamente a Las Vegas, dove avrà inizio la collaborazione con Dean Martin, Sammy Davis Jr., Peter Lawford, Joey Bishop e Shirley MacLaine in quello che era un gruppo di «uomini e donne di spettacolo», il Rat Pack. Nel 1965 Frank vince il Grammy Award alla carriera e fa la sua comparsa non solo in numerosi programmi televisivi ma anche ad eventi di gala, come il ricevimento presso la Principessa di Monaco Grace Kelly (recitò con Sinatra nel film High Society del 1956). Sono gli anni del ’68 e l’avanzata nello scenario musicale globale è del rock e della Beat Generation. Sinatra pensa di uscire dalla scena dal mondo dello spettacolo, ma gli album che pubblica hanno un successo inaspettato: contengono brani come Strangers in the night e My Way.

 

 

Sono gli Anni ’80, invece, quando esce l’ultimo grande album di The Voice, Trilogy: Past, Present and Future, nel quale si trova la nota Theme from New York, New York. Negli anni seguenti l’artista si esibisce al fianco di Luciano Pavarotti e in altre numerose occasioni, molte delle quali consistevano in concerti di beneficenza. Nel 1994, dopo svariati tour in giro per il mondo, Frank Sinatra sale sul palco per l’ultima volta in Giappone, a Fukuoka. Gli ultimi anni della vita di questo straordinario cantante si concludono a Malibù, località in cui Sinatra si trasferisce per vivere gli ultimi anni che gli rimanevano nella sua casa in riva la mare. Durante gli anni ’96-’97 fu colto da tre infarti e, il 14 Maggio del 1998, un colpo al cuore lo stroncò definitivamente. I suoi figli Nancy, Frank Sinatra Jr. e Tina scriveranno nella pagina web della famiglia che le ultime parole espresse dal padre furono: «I’m losing / sto perdendo».

 

  • STILE MUSICALE

«Se Frank Sinatra avesse le tette me lo sarei già sposato», ha detto Miles Davis. Il mondo del jazz si arricchisce ancora di più con la presenza di una leggenda che è tutt’ora vivente, nonostante non ci sia più. Il repertorio che Frank Sinatra ci offre è quello di un mondo disinvolto, una lettura innovativa di un genere che poteva offrire molto più di quanto accadesse prima del Novecento. Egli, nel 1946, si cimenta per la prima volta con un concept album, una raccolta di brani che raccontano una storia, un pezzo di vita, esperienze suonate (e cantate) che mirano ad uno stravolgimento della fisionomia musicale fino ad allora prodotta. Le sue canzoni, molte delle quali erano già state scritte da altri, permeano il nostro presente e si rendono immortali, proprio a causa dello stile adottato dall’artista per riprodurle rendendole uniche e odierne.

«There was only one Sinatra» disse Tony Bennet nel 2015, in occasione del centenario dalla nascita del grande artista.

 

UNIVERSAL CITY, CA - 1980: Singer Frank Sinatra belts out a song during a 1980 Universal City, California, performance at the Universal Amphitheatre. (Photo by George Rose/Getty Images) *** Local Caption *** Frank Sinatra
Una foto di Frank Sinatra mentre si esibisce all’Universal City, in California

 


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About Erica Ceola

REDATTRICE | Classe 1994, veneta. Laureata in Relazioni Internazionali, frequenta la magistrale in Storia dei conflitti contemporanei presso l'Università di Bologna. Topo di biblioteca, appassionata di vini e film Anni '50, ha deciso di dare forma al suo fanatismo per la storia scrivendo per "La Voce del Gattopardo".

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