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Oltre il suono: la misofonia

Pubblicato il Pubblicato in Eureka, Recenti, Scienza e Salute

Emicrania0Ti è mai capitato di avere una reazione emotiva intensa ascoltando qualcuno che tossisce, starnutisce o che mangia con la bocca aperta o mastica una chewing-gum? Ti sei mai infastidito sentendo rumori ripetitivi come il click di una penna, il digitare su una tastiera o il tirare su con il naso?

Se la risposta a queste due domande è e ti sei anche chiesto il motivo per cui sei così sensibile a questi suoni o se sei l’unica persona al mondo ad aver notato questo piccolo problema, tutto si può ricondurre ad una sola parola: misofonia. Coniato solo nel 2011 da Pawel Jastreboff, professore di otorinolaringoiatria all’Università di Emory e dalla sua collaboratrice – nonché moglie – Margarett Jastreboff, il termine misofonia significa proprio «odio per il suono» ed indica il disturbo per cui un individuo reagisce in modo estremamente negativo a determinati suoni che per la maggior parte delle persone risultano essere indifferenti.

Questa condizione di vita inizia generalmente tra i nove e i tredici anni, come la maggior parte dei disordini psichiatrici, ed è più comune nel sesso femminile. Insorge rapidamente, ma sembra non essere correlata a nessun evento specifico della vita di un individuo.

È bene distinguerla dalla fonofobia, ovvero la paura di ascoltare certi suoni, dall’iperacusia, una condizione per cui un suono ordinario sembra essere eccessivamente forte e doloroso e anche dall’acufene, la percezione di una sensazione sonora a livello delle orecchie che però si manifesta realmente nel cervello. Ancora oggi i medici, per via della scarsa documentazione scientifica a riguardo, non sono stati in grado di scoprire con certezza la causa che provoca tale disturbo, ma sicuramente non è un problema legato all’apparato uditivo.

Infatti, uno studio svolto dal dottor Sukhbinder Kumar della Newcastle University (Regno Unito) e pubblicato lo scorso Febbraio nella rivista Current Biology, ha dimostrato che, in realtà, questa forma di ridotta tolleranza al suono dipende da alcuni meccanismi interni del cervello. Per eseguire questa ricerca, un gruppo di quarantadue persone è stato sottoposto a risonanza magnetica cerebrale mentre ascoltavano tre tipi di suoni:

  • La prima categoria di segnali acustici consisteva nei suoni “fisiologici” come mangiare, bere o respirare;
  • La seconda categoria comprendeva i suoni “normalmente fastidiosi” come il pianto di un bambino;
  • La terza categoria rappresentava i suoni “neutri” come quello della pioggia.
Immagine di risonanza magnetica del cervello
Immagine di risonanza magnetica del cervello

Le scansioni delle aree cerebrali durante l’ascolto e le successive misurazioni hanno mostrato che nei soggetti intolleranti ai rumori si può innescare una vera e propria risposta fisiologica caratterizzata dall’aumento della frequenza cardiaca e della sudorazione. Inoltre, in questi pazienti, la corteccia cerebrale anteriore – ossia la zona del cervello implicata nell’elaborazione delle emozioni – andava letteralmente in tilt ed era collegata alle altre parti dell’organo in modo diverso rispetto al resto degli individui coinvolti nell’esperimento.

Dunque appare chiaro che il misofonico presenta proprio una struttura differente del cervello ed è da considerare una persona con una patologia vera e propria e non come qualcuno eccessivamente suscettibile, affetto da una semplice mania. Dato che le orecchie sono normali l’udito risulta essere buono, il medico può avere problemi a formulare la diagnosi e talvolta la misofonia può essere confusa con ansia, disturbo bipolare o disturbo ossessivo-compulsivo. Inoltre, proprio a causa di queste difficoltà, ancora oggi i ricercatori non sanno quante persone ne soffrono nel panorama mondiale. Solitamente chi è affetto da misofonia può avere due tipi di reazioni ai suoni: una reazione lieve dominata da ansia e disgusto e una reazione più grave con sensazioni di rabbia verso tutto ciò che sta facendo rumore, panico, odio, paura. Tuttavia, in entrambi i casi, si possono avere degli effetti negativi nella realtà quotidiana perché si rischia di mettere in pericolo la propria vita sociale e la propria rete di relazioni.

solitudine_urbanaMolte persone essenzialmente non possono condurre una normale vita familiare o interagire in determinati contesti e situazioni, aumentando la possibilità di isolamento sociale. Nel tentativo di evitare circostanze problematiche, una persona con misofonia può, in generale, iniziare a scappare dagli altri evitando luoghi pubblici e affollati come i ristoranti o mangiando separatamente dal coniuge e dal resto dei componenti della famiglia. Nella peggiore delle ipotesi, potrebbe agire verbalmente e/o fisicamente, anche in modo violento, su quello che sente. Purtroppo, nonostante la misofonia induca risposte emozionali e fisiologiche immediate e, talvolta eccessivamente negative, ancora oggi non esiste una cura farmacologica specifica. Si può solo convivere con questo disturbo e impararlo a gestire nel miglior modo possibile rivolgendosi a figure professionali specifiche come audiologi, psicologi, psichiatri e neurologi.

Anche piccole azioni, come migliorare il proprio stile di vita, possono svolgere un ruolo determinante e rendere la convivenza con la misofonia molto più facile. Dormire abbastanza, fare un’adeguata e regolare attività fisica, gestire lo stress, sembrano essere dei semplici trucchetti per migliorare la qualità della vita del soggetto misofonico.

In casa si possono impostare delle zone di comfort, dei luoghi tranquilli e sicuri in cui nessuno farà rumori fastidiosi ed è inoltre possibile indossare i tappi per le orecchie o gli auricolari al fine di minimizzare i suoni che arrecano fastidio. Altri tipi di espedienti includono terapia di conversazione e l’uso di antidepressivi. Esistono dei siti internet come il Misophonia.com progettati proprio per sostenere le persone affette da misofonia e, soprattutto in America, sono presenti anche delle cliniche specializzate sparse per tutto il territorio che, oltre ad offrire terapie e consulenze psicologiche, mirano a sensibilizzare la popolazione e a fornire un supporto alla diagnosi attraverso la somministrazione di test uditivi specifici.

Purtroppo non si può avere un quadro dettagliato, preciso ed esaustivo su questa condizione ancora poco conosciuta, ma grazie all’interesse degli esperti e alle continue ricerche si potrà scoprire sempre di più.

Misofoni di tutto il mondo, non siete soli!

 

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About Lorena Sparacello

REDATTRICE | Nata a Palermo nel 1993, cuore siciliano e anima inglese. Scrive per passione e un giorno vorrebbe girare tutto il mondo. Appassionata di viaggi, libri, lingue e fotografia, ha i piedi per terra e la testa tra le nuvole.

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