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#NuitDebout: le contraddizioni della rivoluzione

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nuit-debout.paris-un-homme-se-blesse-grievement-place-de-la-republiqueCi sono tanti modi di protestare e far sentire la propria voce. Alcune manifestazioni hanno cambiato la storia, altre hanno lasciato il segno e sono diventate un mito. L’ondata di ribellione del ’68, ad esempio, che partì dagli Stati Uniti con le proteste a favore dei diritti civili delle persone di colore e contro la società capitalistica che offriva come valori soltanto il denaro e l’economia di mercato.  L’eco delle proteste arrivò in Europa soltanto verso la fine del decennio e i primi a coglierlo furono gli universitari francesi. Proprio in Francia avvenne la più famosa ed emblematica tra le proteste, la prima volta nella storia in cui il popolo riuscì a far sentire la propria voce, alla fine del XVIII secolo: la Rivoluzione Francese.

E nel 2016, il mondo non è poi così diverso: continua ad essere imperfetto e si continua a protestare per tanti motivi. Ma a volte, però, le modalità di una protesta possono diventare veramente singolari. Ed è quello che sta accadendo dal 31 Marzo in Francia (e non solo).

Oggi è il 53 Marzo in Place de la République a Parigi, ma anche in tante altre piazze francesi. Il tempo si è fermato in segno di protesta per i sostenitori del Movimento Nuit Debout (trad: Notte in piedi). La mobilitazione nasce come segno di protesta nei confronti della legge El Khomri, una riforma sul lavoro che è stata paragonata al Jobs Act italiano o ancora a quella spagnola.

La riforma, proposta dell’attuale Ministro del Lavoro francese Myriam El Khomri, era stata presentata lo scorso Febbraio. Dopo le numerose proteste dei sindacati e i successivi negoziati con il Governo, il Primo Ministro Manuel Valls aveva annunciato alcune modifiche. Una delle critiche principali riguarda un inevitabilmente aumento delle ore di lavoro: la legge cambia il sistema di retribuzione delle ore di straordinario, abbassandola al 10% in più di quella ordinaria. Di fatto – secondo i sindacati – ci saranno più straordinari e quindi l’orario di lavoro settimanale aumenterà con ridotti benefici per i lavoratori. La legge vuole anche rendere più facile, per i datori di lavoro, aumentare il numero massimo settimanale di ore di lavoro dei dipendenti e degli apprendisti, compresi gli straordinari. Tra le altre cose, la legge prevede anche cambiamenti nella retribuzione delle ore trascorse a casa dai lavoratori i cui lavori prevedono periodi di reperibilità, e soprattutto aumenta le motivazioni per le quali un’azienda può licenziare un dipendente per ragioni economiche.

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Myriam El Khomri (1978) è una politica francese, Ministro del Lavoro a partire dal 2 Settembre 2015

Per queste ragioni, dal 31 Marzo centinaia di cittadini vivono (giorno e notte) a Place de la République. Cittadini che scelgono di non dormire per dare un segno forte alla politica e ai politici. Dopo la manifestazione, tantissimi hanno deciso di fermarsi in piazza e di fermare anche il tempo: il calendario non cambierà fino a quando anche le cose non cambieranno.

È una vera e propria <<convergenza delle lotte>>, come si autodefinisce sul sito: unisce disoccupati, liceali, studenti universitari, lavoratori etc.. È difficile, però, individuare un fine comune in questa protesta che, non avendo portavoce, rischia di ridursi a tanti slogan contro Valls, Hollande e la legge. C’è chi chiede <<un salario a vita per tutti>>, <<la distruzione del sistema capitalistico>> e <<un lavoro per tutti i disoccupati>>, rischiando così di trasformare la manifestazione in una delle classiche utopie no-global. Più che i motivi della protesta, ad affascinare è la sua modalità.

La piazza si divide ogni giorno tra assemblee e dibattiti, dedicati a diversi argomenti. L’agenda dei lavori è reperibile sul sito ufficiale e le discussioni sono facilmente rintracciabili sulla loro web radio, così come su Youtube. È incredibile l’impatto mediatico: più di ottantamila spettatori seguono in diretta le attività nella piazza mediante l’applicazione Periscope. L’applicazione permette infatti di trasmettere live una ripresa fatta con il proprio smartphone. Da qualche giorno è disponibile per il download sugli iPhone, portando con sé tantissime discussioni ed entrando in breve tempo nella classifica delle prime cento applicazioni gratuite dell’App Store. È Rèmy Buisine, una community manager di venticinque anni, che diffonde sull’app la diretta giornaliera di ciò che accade in Place de la République. <<Quando inizio una diretta, ho già la mia idea in testa. Metto insieme tutto ciò che riguarda il cuore della manifestazione. Adatto, poi, i contenuti alle richieste che mi arrivano via chat>> ha dichiarato a Rue89 la giovane attivista. Gli utenti della rete, dal canto loro, la ringraziano per diffondere le notizie che, altrimenti, non sarebbero mai stati in grado di leggere nei media tradizionali.

Questi movimenti non sembrano esser destinati alla morte, nella sola Parigi: si sono già largamente diffusi in Germania, Belgio, Spagna, Portogallo, Paesi Bassi, Svizzera e persino in Italia (ndr. tratto dalla Pagina Wikipedia a cura del Movimento).

Dalle Primavere arabe a Piazza Tahrir, da Gezi Park a Place de la République, fino al World Hijab Day: le manifestazioni della nostra epoca sono il riflesso della stessa rabbia, delle stesse speranze e della stessa convinzione. Sono il riflesso della necessità di una nuova società in cui democrazia, dignità e libertà non siano parole vuote.

Ed è proprio questo che unisce tante persone. Che sostengono in modi, luoghi e tempi diversi – ma pur sempre a gran voce – una forte necessità di cambiamento. Non soltanto a Parigi, ma nel mondo intero.

 

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About Ilaria Porru

REDATTRICE | Classe 1993, sarda. È laureata in Lingue e Comunicazioni presso l'Università degli Studi di Cagliari. Viaggiatrice per natura, durante il suo corso di studi ha incontrato la Turchia, Paese che le ruba il cuore e da cui non riesce più a separarsi. Vive attualmente ad Istanbul.

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