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“Notre-Dame de Paris”, il ritorno

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<<C’est une histoire qui a pour lieu Paris la belle en l’an de Dieu 1482, histoire d’amour et de désir […]>>. 

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Una locandina italiana del musical “Notre-Dame de Paris”

E’ così che la canzone Il est venu le temps des cathédrales (in lingua originale) apre il primo dei due atti che compongono il celeberrimo musical Notre-Dame de Paris. L’opera popolare è stata scritta da Luc Plamondon (autore canadese, di lingua francese) e messa in musica dal nostrano Riccardo Cocciante. Per la verità, le loro originarie intenzioni non erano quelle di mettere l’opera in scena – così come da loro dichiarato – ma di dilettarsi a scrivere musica per il puro piacere di farlo: soltanto l’ottimo risultato del proprio lavoro li ha spinti poi a renderlo lo spettacolo teatrale che è ormai famoso in moltissimi Paesi europei e non solo. L’opera debutta infatti a Parigi, il 16 Settembre del 1998, ma grazie all’immenso successo di pubblico e critica ottenuti viene esportata anche in Spagna, Regno Unito, Canada, USA, Svizzera, Belgio e Italia, dove precisamente esordisce a Roma il 14 Marzo 2002. Da qui le rappresentazioni non si fermano fino al 2012, quando la compagnia dichiara di volersi prendere una pausa di almeno cinque anni. A quanto pare, però, questa dichiarazione non è stata rispettata – con mia gioia e credo di molti altri – poiché lo spettacolo ritornerà in Italia nei primi mesi del 2016.

L’opera si compone di due atti ed è ripresa dall’omonimo romanzo, a sfondo storico, di Victor Hugo. Di quest’ultimo, nel corso del tempo, sono stati elaborati vari adattamenti e ritorna subito alla mente il famoso cartone animato della The Walt Disney Company, Il gobbo di Notre-Dame (1996), il quale però ha subito parecchie modifiche per essere adattato ad un pubblico più giovane: difatti, nel cartone che tutti conosciamo e che abbiamo visto almeno una volta, (per fare qualche esempio) non c’è alcun riferimento al poeta Gringoire, Febo si presenta come il personaggio buono e il salvatore di Esmeralda quale di certo non è nel romanzo, e la conclusione è – naturalmente – a lieto fine. Niente di più lontano dall’originale. E che vorrei rispolverare un po’.

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“Notre-Dame de Paris” è uno dei romanzi a sfondo storico più famosi di Victor Hugo. Pubblicato nel 1831, all’età di 29 anni, fu il primo grande successo dello scrittore francese. Venne infatti immediatamente accolto con amplissimo successo, superando senza problemi le possibili censure del tempo

Il libro fu pubblicato nel 1831, quando Hugo aveva appena ventinove anni, e venne accolto subito positivamente anche dalla critica, o perlomeno dalla maggior parte dei critici. Uno dei più grandi mancati estimatori dell’opera, infatti, fu Honoré De Balzac, che riguardo all’opera narrativa scrisse addirittura: <<un déluge de mauvais goût>> (trad: <<un diluvio di cattivo gusto>>). Un giudizio, il suo, che evidentemente non ha colpito nel segno. Si tratta di un romanzo a sfondo storico/gotico, con il quale Hugo ama descrivere quella che immagina essere la Parigi del XV secolo: la trama si svolge infatti nella Capitale francese, nel 1482. Un gruppo di zingari spagnoli, tra i quali fa parte anche Esmeralda (che viene qui descritta come una dolce ragazza ingenua), si trasferisce presso la Corte dei miracoli a Parigi. C’è poi Quasimodo, il deforme campanaro della Cattedrale, sordo per via delle campane che ha il compito di far suonare ogni mattina all’alba. L’unica persona che comunica con lui è l’Arcidiacono della Cattedrale, il Monsignor Claude Frollo, che ha adottato e cresciuto il malformato Quasimodo dopo che fu abbandonato dalla sua famiglia, a causa del suo brutto aspetto.

A questo punto, si apre un intreccio di amori disperati e non ricambiati: Frollo si innamora perdutamente della zingara Esmeralda, ma a causa della sua veste religiosa non può manifestare un tale sentimento: ordina quindi a Quasimodo di rapirla. Ciononostante, il rapimento sarà sventato dal capitano delle guardie cittadine Febo, del quale si innamorerà a sua volta la giovane Esmeralda. Nel frattempo, Quasimodo viene fustigato per il tentato rapimento e capirà di amare, anche lui, l’unica persona che aveva dimostrato pietà nei suoi confronti: Esmeralda. La dolce zingara viene avvicinata da Febo in una squallida stanza affittata ad ore, dove il capitano vuole solo intrattenersi con lei per la notte e dove si nasconde Frollo che, in preda alla gelosia, lo pugnala alle spalle e fugge via, portando Esmeralda ad essere accusata di omicidio e stregoneria. E condannata dallo stesso Frollo. Salvata da Quasimodo, viene condotta alla cattedrale per chiedere asilo. Ma non c’è speranza per colei che più volte rifiuta di concedersi all’Arcidiacono: viene così impiccata. Quasimodo, comprendendo la colpevolezza di Frollo, in un impeto di rabbia lo spinge giù dalla Cattedrale. Infine, si stenderà accanto al cadavere della gitana, per morire anche lui.

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“Il gobbo di Notre-Dame” è un film d’animazione del 1996, realizzato dalla Walt Disney Company

Difficile poter indicare qualcuno come il protagonista delle vicende che si susseguono nel romanzo. Secondo una delle più condivise interpretazioni, la protagonista altro non sarebbe che la Cattedrale: è lì dentro (o nei dintorni) che si intrecciano infatti tutte le vicende dei nostri personaggi, ed è il luogo che più rappresenterebbe questa voglia di Hugo di immaginare la Parigi di allora, perché ai tempi della stesura del romanzo la Cattedrale si trovava in uno stato di rovina e, quasi, di abbandono.

Notre-Dame era stata commissionata dal Vescovo di Parigi nel 1160, ma ha conosciuto parecchi alti e bassi: devastata durante la Rivoluzione Francese, torna alla Chiesa Cattolica nei primi del XIX secolo, ma ancora in pessimo stato: comincia così un’opera di sensibilizzazione per il suo restauro e nel quale Hugo gioca un importantissimo ruolo con il suo romanzo, suscitando un grande interesse del pubblico nei confronti della Cattedrale parigina, e grazie al quale poterono iniziare i lavori di rifacimento.

Questa in breve la trama, ripresa ed adattata al musical divenuto anche un po’ nostro, grazie alla bravura musicale di Cocciante. Altro grande protagonista dell’opera, infine, è la fatalità: non sarebbe proprio un caso, quindi, che sia proprio l’ultimo brano del primo atto a chiamarsi così. Il successo clamoroso del musical è dovuto, sicuramente, anche alla bravura dei suoi interpreti quali Lola Ponce nel ruolo di Esmeralda (nella maggior parte delle edizioni) e Giò Di Tonno nel ruolo di Quasimodo, nonché tutti i ballerini, acrobati e breakers del cast, per non parlare degli oltre diecimila effetti speciali di luce presenti nel musical.

Questo capolavoro, che ha girato un po’ per il mondo, è tornato sulla scena prima del previsto: il prossimo mese di Marzo partirà nuovamente il tour che vedrà la sua prima tappa a Milano, per poi spostarsi a Firenze, Roma, Napoli ed infine a Verona, assieme – sicuramente – ad altre destinazioni.

Che dire: molti di noi non vedono l’ora!

 

 

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About Chiara Vilardo

COLLABORATRICE | Classe 1990, originaria di Sommatino (CL), studia Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Catania. Le piace leggere, soprattutto quando si tratta dei romanzi di Ken Follett. Adora la musica che appartiene al cantautorato italiano e negli ultimi tempi si sta avvicinando con interesse al mondo del cinema.

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