Mr. King

Mr. Mercedes: dieci buoni motivi per leggere l’ultima fatica di Stephen King

Pubblicato il Pubblicato in Il consiglio del Libraio, Letteratura e Cultura, Recenti
Mr. Mercedes, la copertina del libro
“Mr. Mercedes” è stato pubblicato in Italia il 30 Settembre del 2014

Cominciamo col dirlo: pochi altri libri quanto quelli dello scrittore del Maine, Stephen King, creano in modo così costante un’aspettativa per il nuovo libro in uscita. E’ un pubblico enorme e affezionato quello del “Re”, ormai icona inossidabile della letteratura contemporanea. E anche stavolta, non appena le copie di Mr. Mercedes hanno popolato gli scaffali delle librerie, mi sono precipitato, come milioni di lettori, ad accaparrarmi il nuovo romanzo.

Vedete, Stephen King riesce bene in quello che fa, scrivere, ma lo fa molto di più di tanti altri: crea, raccontando una storia, una simbiosi con il lettore, è come se lo afferrasse per mano, stabilendo un rapporto molto intimo autore-lettore, il che è veramente una dote rara. Questa empatia, che lo stesso King arriva a definire telepatia in uno dei suoi meravigliosi prologhi (sì, riesce a intrattenere anche con un prologo), l’ho sempre trovata e percepita in ogni sua opera. E la ritrovo anche in Mr. Mercedes.

Un romanzo, a un primo sguardo, anomalo per un lettore abituato al brivido che quella vibrazione soprannaturale del Re suscita nei suoi libri. Anomalo perché Mr Mercedes è un thriller, nudo e crudo, dove il soprannaturale o comunque quella tendenza a dare l’idea che ci sia, nella vita di tutti i giorni, un ‘altro’, non trovano posto. L’ultimo poliziesco nudo e  crudo lo aveva scritto nel 2005, Colorado Kid, un buon e piccolo romanzo che sicuramente però non raggiunge i livelli di Mr. Mercedes. La trama è semplice, immediata, afferra sin dalle prime pagine il lettore alla gola e lo scuote come solo il Re sa fare. Centinaia di persone disperate in una lunga fila, all’alba, per l’assegnazione di posti di lavoro all’indomani della grave crisi economica mondiale (il libro è ambientato tra il 2009 e il 2010) e un banco di nebbia, umido e freddo alle loro spalle. Dal quale uno psicopatico a bordo di una Mercedes grigia irrompe lanciandosi contro la folla, falciando e uccidendo diverse persone. Il detective Hodges non riuscirà a catturare l’assassino della Mercedes e un anno dopo la strage è in pensione, sovrappeso, a trangugiare i programmi tv spazzatura del pomeriggio e a rigirarsi per le mani la sua vecchia pistola. Un anziano poliziotto alla deriva, prima che lo stesso Mr. Mercedes gli recapiti una missiva inquietante e allarmante. Il mostro è tornato, o forse non si è mai addormentato, vuole tutta l’attenzione del poliziotto, come ogni psicopatico, Hodges si scuote dal torpore in cui era, suo malgrado, precipitato ed ecco che la storia parte, ti trascina dentro, ti prende e ti porta via per quelle quattrocento pagine che vorresti si allungassero mentre le leggi.

Stephen King
Stephen King (1947) è uno scrittore e sceneggiatore statunitense, oltre che uno dei più celebri autori di letteratura fantastica, in particolare horror

Hodges deve indagare da solo, non può richiamare il suo storico collega Pete ancora in attività, Mr. Mercedes deve catturarlo lui, che non c’è mai riuscito. E lo deve fare prima che l’assassino compia un’altra strage. Prima che metta le mani su altri innocenti. Il detective Hodges deve fermarlo e deve affrontare anche profondi sensi di colpa legati alla vicenda. Infatti, la proprietaria della Mercedes grigia, una signora di mezza età ricca, nevrotica e antipatica alla polizia, non era mai stata creduta. Tutti pensavano che la donna, in un attimo di sbadataggine, avesse dimenticato le chiavi della berlina nel cruscotto della macchina, agevolando il furto di Mr. Mercedes. E se così non fosse stato?Se la signora Olivia non fosse stata creduta solo per un’avversione nei suoi confronti spinta ai massimi livelli? I fantasmi che tormentano Hodges sono grossi, perché Olivia si è suicidata.

Hodges comincia così la sua indagine, tirando fuori dall’armadio il vecchio acume investigativo, in una corsa contro il tempo che incolla gli occhi all’inchiostro delle pagine. Non si può dire altro sulla trama, lo spoiler è pochi metri di distanza, ma ritengo opportuno elencare dieci ottimi motivi per non lasciarsi scappare la nuova opera di Stephen King, Mr. Mercedes:

 

  • 1. Mercedes è più di un semplice thriller: è scritto con uno stile pauroso (gli affezionati lettori si sentiranno tornare a casa), è incalzante e non annoia. La trama è semplice, ben articolata e intrecciata, lo poteva scrivere chiunque. Ma è qui la differenza: Stephen potrebbe rendere estremamente interessante anche il resoconto di una giornata al parco, per cui, no, non l’avrebbe potuta scrivere chiunque, o almeno, non così bene come l’ha fatto lui ;

 

  • 2. La caratterizzazione dei personaggi è, come in ogni libro del Re, limpida, accurata e dinamica. Sembra di conoscerli da sempre, con i loro timori, i loro problemi e le loro battute. La psicologia dei romanzi di King è uno dei punti forte della sua narrativa ;

 

  •  3. E’ un libro per “tutti”: gli amanti dello scrittore del Maine ritrovano il loro vecchio scrittore preferito, i neofiti trovano gli ingredienti di un buon romanzo, magari insieme alla voglia di scoprire di più su questo autore. E’ il pregio dei suoi romanzi: puoi cominciare a leggerne uno qualsiasi, non cambia nulla (se non le differenze del suo stile, imputabili alle fasi della sua vita. Magari in un futuro articolo sarà interessante esaminare in che modo è cambiata nel tempo la scrittura di Stephen King e come essa si sia configurata come uno straordinario affresco della società americana, e non solo, contemporanea) ;

 

  •  4. La narrazione, al presente indicativo come in ogni thriller dal ritmo incessante che si rispetti, si sdoppia su due binari: quello del detective Hodges e quello di Mr. Mercedes. King è sempre stato bravo a descrivere i nostri, i buoni, ma con i cattivoni gli riesce sempre meglio. Pennywise, Randall Flagg e altri ancora difficilmente si cancelleranno dalla mente dei lettori ;

 

  •  5. Nulla è scontato, come poteva rischiare di esserlo in un genere letterario (quello del giallo-poliziesco-thriller), dove sembra che tutto quello che poteva essere scritto è già stato scritto. King prende questa tradizione e la reinventa a modo suo, andando oltre i fortunati schemi che la suddetta tradizione ha offerto, e molte saranno le sorprese e i colpi di scena andando avanti con la lettura ;

 

  • 6. Stephen King adora autocitarsi, a volte in maniera eclatante (troviamo nel libro un chiaro riferimento al pagliaccio di It), altre in maniera più subdola, creando degli echi, dei rimandi (delle risonanze come le ha definite lui stesso in passato), che fanno parte di quella vibrazione che, saputa cogliere, unisce il lettore alle opere di un autore. In Mr. Mercedes le risonanze kinghiane sono molto poche rispetto ad altri romanzi dell’autore, ma l’affezionato lettore di King troverà un oscuro rimando a certi uomini in soprabito giallo, nella descrizione di certi SUV neri… certo, una risonanza un po’ forzata, si potrebbe esclamare. Ma garantisco che il fan del Re ci si crogiola ugualmente. E gli smile, inquietanti poiché estremamente fuori contesto, con cui l’assassino della Mercedes condisce la lettera inviata al det. Hodges? Un richiamo ai messaggi che un altro super villain di Stephen King, Randall Flagg, lasciava ai suoi nemici. Dove lo smile chiudeva il suo breve, inquietante messaggio ;

 

  •  7. L’ironia: Mr. Mercedes ne è condito, ma nei punti e nei momenti giusti. E’ quell’ironia velata dalla malinconia della perdita e del rimorso, è lo stesso stato d’animo del detective (la classica figura dell’indagatore alla deriva con la bottiglia di liquore accanto) che viene trasfigurato e diventa il registro emotivo della storia ;

 

  •  8. La madre di Mr. Mercedes: è difficile che un personaggio così secondario venga caratterizzato e approfondito a questo modo ;

 

  •  9. Il finale: In un modo o nell’altro, Stephen sa perfettamente come chiudere i suoi cerchi ;

 

  • 10. Ah, che qui non si chiude. Mr. Mercedes è il primo libro di una trilogia.

 

 

E voi, l’avete letto? Vi è piaciuto? Diteci la vostra opinione.

 

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About Riccardo Intruglio

COLLABORATORE | Nato a Siena il 13 Ottobre del 1991. Diplomato al Liceo Classico "E.S. Piccolomini" nel 2010, attualmente studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Siena. Ama la sua città, che ritiene una perla nel mondo, adora viaggiare e scoprire luoghi da ricordare. Avido lettore sin da piccolo, appassionato di scrittura, dalle elementari a oggi non è mai riuscito a smettere. Instancabile curioso, affamato di vita e di scoperte, crede fermamente che si possa imparare più dagli altri che da se stessi.

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