Ntv: querela Gasparri, "autore sconcertanti dichiarazioni

Meno politica, più zappa, messo male

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Forse tutto questo non fa nemmeno più scalpore. Viviamo nel punto più basso della politica della Repubblica Italiana. Viviamo nel punto più basso poiché abbiamo la peggiore classe dirigente della storia. Fatta di persone “con ventri obesi e le mani sudate coi cuori a forma di salvadanai”.

L’ennesimo smacco ci arriva da una delle più alte cariche dello Stato, ovvero dal Vicepresidente del Senato. Un Senatore, il quale dovrebbe essere una persona autorevole per anzianità (saggezza) o per svariati meriti, in questi giorni si è macchiato del più disgustoso e puerile atto di sopraffazione. Dall’alto dei suoi anni e della sua carica il senatore Gasparri, l’uomo con gli occhi ai lati della faccia, si è permesso di insultare una ragazzina in sovrappeso intenta a immortalare un momento assieme al suo idolo, Fedez. Il vicepresidente ha belato così su Twitter: <<Meno droga, più dieta, messa male>>. Ora, qui in sede non sindacheremo su quanto sia messo male il senatore Gasparri: potremmo tranquillamente scriverne una trilogia monumentale. Ci soffermeremo, invece, sul suo viscido abuso di potere.

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Profilo Twitter del Senatore Gasparri: @gasparripdl

Ben protetto da una posizione sociale privilegiata (immeritata, a mio avviso) si è permesso di giudicare una ragazzina per il suo aspetto esteriore. Non è stato troppo a sindacare se quella persona fosse felice di abbracciare il suo idolo e imprimere il momento tramite una foto, non si è soffermato se la ragazza avesse problemi di salute o psicologici o quant’altro. Non si è soffermato nemmeno un secondo e il senatore dovrebbe sapere che quando non si conosce una persona è meglio tacere, ma caro Gasparri, non son certo io che dai miei 23 anni debbo insegnare a voi l’educazione. Probabilmente la sua fogna si è aperta per tentare un attacco politico a chissà quale nemico ed ha accusato, senza nemmeno essere stato interpellato, una cittadina italiana che in futuro pagherà le tasse, lavorerà per il bene della Nazione e produrrà insieme a tutti noi, forse, un’Italia migliore rispetto a quella demolita da lei e da tutti i suoi compagni.

Caro vicepresidente, ora se lei fosse un uomo d’onore, in primis chiederebbe scusa alla ragazza e poi si dimetterebbe dalla sua carica abbandonando la politica, poiché il suo cuore glaciale ha ferito una persona che invece avrebbe dovuto proteggere, tutelare e aiutare (al limite) la sua condizione fisica. Ma questi son discorsi che lei non potrebbe capire e comprendo il suo sforzo quotidiano di fingersi umano e attento per il bene dello StatoSi sa, noi italiani abbiamo stomaci forti e manderemo giù anche questo boccone, ma debbo chiederle questo: <<Quo usque tandem abutere, Gasparri, patientia nostra?>> (Fino a quando abuserai della nostra pazienza, oh Gasparri?).

Gasparri, la smetta di contare i denari nelle sue tasche e gli uomini che ogni giorno son pronti a piegarsi per leccare le sue natiche. Io non la rispettavo prima, men che meno ora, ma comprendo che una buona azione lei la possa fare. Se ne vada da quella poltrona ora e per sempre, sparisca e faccia godere del suo orrido viso e delle sue parole inutili, solo chi è disposto a vederla e sentirla ogni giorno.

Probabilmente il popolo italiano aspetta soltanto il momento in cui lei e i suoi simili morirete, politicamente parlando.

Vorrei concludere citando ancora la canzone di De André dal titolo Recitativo, per rammentare a questi bulli di quartiere, purtroppo per noi insediatisi negli uffici dirigenti dello Stato, quanto la vita in generale sia un soffio, un alito di vento e quanto sia sbagliato sprecarla con azioni offensive e deprecabili.

<<Uomini, poiché all’ultimo minuto
non vi assalga il rimorso ormai tardivo
per non aver pietà giammai avuto
e non diventi rantolo il respiro:
sappiate che la morte vi sorveglia
gioir nei prati o fra i muri di calce,
come crescere il gran guarda il villano
finché non sia maturo per la falce>>.

gasparri

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About Marco Pucciarelli

REDATTORE | Classe 1991, piemontese. Si è laureato in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro" di Vercelli. Ha la passione per la storia, specie per quella romana.

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