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Manager pubblici: che il “carosello” abbia inizio

Pubblicato il Pubblicato in Politica ed Economia, Quorum, Recenti

di Fabiano Catania

Fin dal suo insediamento, il Governo Renzi ha voluto fare della discontinuità con il passato la sua arma per conquistare la fiducia di un’Italia ormai disillusa dalla politica dell’ultimo ventennio. Ma il più giovane Presidente del Consiglio della storia della Repubblica Italiana si trova davanti a scelte da compiere molto complesse e interessi molto forti a cui far fronte. Probabilmente una delle questioni più delicate è sicuramente la nomina dei manager pubblici che saranno chiamati a dirigere le società partecipate dal Ministero del Tesoro; data l’importanza economica di molte di queste, a Renzi di certo non è permesso alcun errore.

I numeri di questo vero e proprio “carosello” di poltrone non sono trascurabili: si parla di seicento nomi per il rinnovo delle più alte cariche dirigenziali di società con altissime capitalizzazioni finanziarie che danno lavoro a migliaia di persone e sono spesso leaders nei loro rispettivi settori; il giovane Governo ha sicuramente davanti a sé una grande occasione: dare il via a quel ricambio generazionale che da tempo viene chiesto a gran voce da tutta la società civile e provare a dimostrare che lo Stato sia fuori dai giochi delle lobbies e dei poteri forti. Le società più importanti che sono in attesa di conoscere chi le guiderà sono senza dubbio Eni, Enel, Finmeccanica e Poste Italiane.

Questione Eni: L’amministratore delegato uscente (tre mandati all’attivo) Paolo Scaroni si è dichiarato disponibile ad un quarto mandato. Eni è la prima società di Piazza Affari per capitalizzazione di Borsa e opera nel delicatissimo (oggi più che mai) settore dell’energia. Secondo le notizie riportate dalla maggior parte dei quotidiani Renzi avrebbe individuato in Lorenzo Simonelli, manager di General Electric Italia, il sostituto di Scaroni.

Questione Enel: Anche in questo caso l’ad uscente, Fulvio Conti,  ha già consumato tre mandati; la scelta del governo sembra si indirizzi verso una discontinuità con il passato in quanto tra i favoriti alla guida della società che gestisce la fornitura di energia elettrica ci sono Francesco Starace, che ha portato Enel Green Power a diventare uno dei primi gruppi al mondo nel settore delle energie rinnovabili, oltre che Andrea Brentan, l’ad di Endesa, la prima società di energia elettrica in Spagna.

Questione Finmeccanica: Visto la delicatissima questione che riguarda gli F-35, la nomina del manager di Finmeccanica è uno dei più attesi. Alessandro Pansa, alla guida da un solo anno, potrebbe non essere riconfermato; si fa sempre più incalzante, infatti,  la candidatura dell’ad di Ansaldo Giuseppe Zampini che si è opposto al progetto di cessione del suo gruppo ai coreani di Doosan portando la società a rimanere italiana.

Questione Poste Italiane: L’attuale ad Massimo Sarmi, alla guida del gruppo da 10 anni, è ormai con le valigie in mano; il Governo avrebbe individuato in Monica Mondardini, attualmente alla guida del Gruppo Espresso, la figura giusta per la guida delle Poste. Questa nomina rientrerebbe anche all’interno della politica delle “quote rosa” su cui il Premier si sta battendo molto e continuerà con la nomina di un nutrito gruppo di manager donne.

La riserva dovrà essere sciolta entro il 13 di Aprile, prima cioè che si riuniscano le rispettive assemblee; è una corsa contro il tempo. Il Governo, tramite il sottosegretario Delrio, si è detto fiducioso.

Lo sono anche gli italiani.

 

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About Fabiano Catania

COLLABORATORE | Classe 1990, siciliano di nascita ma pisano di adozione. Station Manager di RadioEco, radio dell'Ateneo di Pisa, da sempre ha una grande passione per la scrittura e l’informazione libera. Si interessa di musica indipendente ed è un appassionato del cinema d’autore.

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