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L’impegno di Medici Senza Frontiere: quarantacinque anni di azioni concrete

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I Paesi evidenziati in rosso corrispondono ai luoghi in cui MSF opera

Medici Senza Frontiere è un’organizzazione internazionale privata che si prefigge lo scopo di portare assistenza medica e soccorso sanitario nelle zone del mondo in cui il diritto alla cura non è garantito. Parlando di questa organizzazione occorre sottolineare in primis che si professa apolitica e agisce senza discriminazioni di religione, razza o sesso. MSF è costituita da cinque sezioni operative dislocate in vari Paesi europei che gestiscono direttamente i progetti di intervento nelle aree, sostenendoli con varie attività che spaziano dalla raccolta fondi al reclutamento di volontari. La sensibilizzazione dell’opinione pubblica avviene tramite i mass media ma anche grazie alle numerose iniziative prese a livello nazionale dai volontari stessi.

 

  • LA GUERRA CIVILE NIGERIANA

Nigeria, 1° Ottobre 1960. In questo momento storico, alla Nigeria è concessa la completa indipendenza dalla Gran Bretagna. La Nigeria si conferma come una federazione di tre regioni, ognuna delle quali mantiene in misura sostanziale un margine di autogoverno. L’equilibrio tra le tre regioni inizia a vacillare sei anni dopo quando i musulmani Hausas, presenti in gran numero nel Nord del Paese, danno il via al massacro dei cristiani Igbo. Questi ultimi sono costretti a fuggire verso Est dove si trova la maggioranza Igbo nigeriana. Nel 1966, due colpi di Stato vengono messi in atto consecutivamente da due gruppi differenti di ufficiali militari: il Paese viene così ad essere controllato dai militari. Dal momento che quasi tutti gli ufficiali Igbo dell’esercito nigeriano sono sopravvissuti ai colpi di Stato, si sospetta che siano stati proprio loro a provocarli. Nello stesso anno, gli Igbo che si trovavano nel Nord del Paese sono vittime di un’uccisione di massa senza precedenti. La maggioranza Igbo vive nella parte Est del Paese, ed è proprio qui che il 30 Maggio del 1967 – in seguito alla strage degli Igbo presenti nel Nord della Nigeria – il tenente Chukwuemeka Odumegwu Ojukwu dichiara la regione Est uno Stato indipendente. Nasce così la Repubblica del Biafra, con capitale Enugu.

Nella carta troviamo la divisione tra Nigeria e Stato del Biafra, con capitale Enugu.
Nella carta troviamo la divisione tra la Nigeria e il Biafra, con capitale Enugu

Inizialmente, la Nigeria risponde con un blocco economico e, nonostante gli sforzi diplomatici compiuti da entrambe le parti, scoppia la guerra civile tra Biafra e Nigeria. La forza militare nigeriana si dimostra notevolmente superiore a quella del Biafra e avanza nel territorio nemico obbligando Ojukwu a trasferire ripetutamente la capitale biafrana. Nel 1968 si ha un periodo di stallo, ma il protrarsi negli anni del blocco navaleterrestre ed aereo portò a un vero e proprio disastro umanitario: il Biafra è uno Stato sconvolto dalla guerra in corso che si trova a dover fare i conti con una situazione di fame e miseria, a causa della mancanza di fondi economici per importare viveri e beni di prima necessità (si stima la morte di circa un milione di civili a causa di grave malnutrizione). Il tenente Ojukwu è costretto a fuggire in Costa d’Avorio e quattro giorni dopo la Repubblica del Biafra si arrende ufficialmente alla Nigeria. La guerra finisce e il Governo nigeriano rinomina il Golfo del Biafra in Golfo di Bonny. Nel 1975 un colpo di Stato – avvenuto senza spargimento di sangue – porta al potere Murtala Mohammed, il quale promette la nascita di un Governo civile in Nigeria.

 

  • RAYMOND BOREL, PHILIPPE BERNIER

La situazione socio-economica del Biafra negli Anni ’70 del Novecento, spinge numerosi volontari stranieri a spezzare il blocco aereo, portando con sé risorse alimentari e medicinali per la popolazione. La situazione nel territorio del Biafra viene condannata dagli stessi leader con il termine di genocidio: le immagini che girano per tutto il mondo sono quelle di un popolo stremato dalla fame e dalla miseria. Tra le varie organizzazioni umanitarie, ad accompagnare l’équipe di volontari non mancano inviati e giornalisti. In particolare, due sono i giornalisti che si interessano a quella che potremmo definire questione biafres”: Raymond Borel e Philippe Bernier. Entrambi giornalisti toccano con mano la situazione del Biafra, per la rivista francese Tonus. I due decidono di lanciare un appello volto alla creazione di una specifica squadra di medici, con l’obiettivo di aiutare i bisognosi nelle catastrofi più gravi. Il loro obiettivo è quello di fare un passo in più rispetto ai tradizionali principi dell’intervento umanitario: non solo salvare vite e curare gli indigenti ma anche testimoniare i fatti, raccontare, denunciare.

1972 : la fondation de Médecins sans Frontière annoncée par la revue médicale “Tonus”.
La fondation de Médecins sans Frontière annoncée par la revue médicale “Tonus” – 1972

Così il 22 Dicembre del 1971, Medici Senza Frontiere nasce ufficialmente ed è composto da trecento volontari, compresi i due giornalisti fondatori. Sono molteplici le missioni di MSF nel corso della storia (dalla catastrofe naturale del Terremoto in Nicaragua del 1972 al massiccio programma nutrizionale in Etiopia del 1984) e nel 1999 l’organizzazione viene insignita del Premio Nobel per la Pace con la seguente motivazione:

«Il Comitato norvegese del Nobel ha deciso di premiare con il Premio Nobel per la Pace per il 1999 Medici Senza Frontiere (MSF), come riconoscimento per il lavoro umanitario pionieristico che l’organizzazione ha realizzato in vari continenti. Fin dalla sua fondazione nei primi Anni ’70, MSF ha aderito al principio fondamentale che tutte le vittime di un disastro, sia naturale sia di origini umane, hanno diritto a un’assistenza professionale, fornita con le maggiori celerità ed efficienza possibili. I confini nazionali e le circostanze e le simpatie politiche non devono influenzare la decisione su chi debba ricevere aiuto umanitario. Mantenendo un alto livello di indipendenza, l’organizzazione è riuscita a portare avanti questi ideali. Intervenendo con rapidità, MSF porta all’attenzione pubblica le catastrofi umanitarie, e segnalando le cause di tali catastrofi, l’organizzazione aiuta a formare la pubblica opinione contro la violenza e l’abuso di potere. In situazioni critiche, segnate dalla violenza e dalla brutalità, il lavoro umanitario di MSF ha permesso all’organizzazione di creare aperture per contatti fra le parti opposte. Allo stesso tempo, ogni aiuto coraggioso e disponibile al sacrificio mostra alle vittime un volto umano, testimonia il rispetto per la dignità della persona ed è una fonte di speranza per la pace e la riconciliazione».

Nello stesso anno, MSF lancia la campagna per l’Accesso ai Farmaci Essenziali, chiedendo l’accesso alle cure per persone escluse dall’assistenza sanitaria. Nel 2014 MSF mette in piedi il più grande intervento umanitario per arginare l’epidemia di ebola presente in ben sei Paesi del Continente africano.

 

  • MSF IN ITALIA

1992. MSF arriva in Italia e da allora le attività di reclutamento di volontari e attività di sensibilizzazione sono cresciute anno dopo anno. In Italia, MSF è costituita in associazione. Quest’ultima si compone di persone diverse accomunate dalla medesima condivisione di valori: etica medica, imparzialità, apoliticità, responsabilità. I soci collaborano attraverso il lavoro diretto sul terreno di difficoltà, negli uffici o nei gruppi volontari.

Dicembre è un mese che risulta particolarmente ricco dal punto di vista della nascita di persone in qualche modo celebri ed eventi che in vari modi hanno influenzato le nostre vite. Avrei potuto scrivere dello scoppio della Primavera Araba, della nascita di Jane Austen o dell’avvento del cinema con i fratelli Lumière.

Eppure, questa volta ho preferito focalizzare il mio articolo su Medici Senza Frontiere e sul lavoro svolto da queste persone, che assume particolare rilevanza rispetto alle molte realtà di sofferenza e conflitti odierni, in particolare la realtà siriana.

Un neonato riceve le cure mediche da parte di un'infermiera volontaria di MSF nel reparto neonatale di un ospedale a Irbid, in Siria.
Un neonato riceve le cure mediche da parte di un’infermiera volontaria di MSF nel reparto neonatale di un ospedale a Irbid, in Siria

 


 

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About Erica Ceola

REDATTRICE | Classe 1994, veneta. Laureata in Relazioni Internazionali, è iscritta alla magistrale in Storia dei conflitti contemporanei presso l'Università di Bologna. Attualmente vive a Parigi, dove frequenta l'Università "La Sorbona". Topo di biblioteca, appassionata di vini e film Anni '50, ha deciso di dare forma al suo fanatismo per la storia scrivendo per "La Voce del Gattopardo".

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