Quotidiani-A4-1140x760

Libertà di stampa: quelle venticinque posizioni riguadagnate dall’Italia

Pubblicato il Pubblicato in Human Rights, Politica ed Economia, Recenti
aaa
Nel 2017 l’Italia ha guadagnato ben venticinque posizioni, attestandosi così al 52° posto

Mai come negli ultimi mesi abbiamo sentito parlare di libertà di espressione nel mondo giornalistico. Questo perché il suo significato è stato travisato da alcuni utenti social che hanno usato l’argomentazione dell’infelice posizione dell’Italia nella classifica di Reporters Sans Frontieres a proprio piacimento, sostenendo che il mondo giornalistico – in quanto non libero – fosse automaticamente non affidabile. La 77^ posizione dell’anno precedente era stata particolarmente sfruttata da Beppe Grillo, leader del MoVimento 5 Stelle, che dopo avere sostenuto la non libertà del giornalismo scrisse nel suo blog: «siate curiosi, non credete alla propaganda del regime renzinverdiniano ed informatevi in Rete».

Quest’anno la classifica aggiornata ci fa salire e ci posiziona al 52° posto, grazie soprattutto all’assoluzione dei giornalisti Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi sul caso VatiLeaks 2 (il Tribunale del Vaticano infatti si dichiarò «incompetente per difetto di giurisdizione»), autori di due importanti inchieste, rispettivamente Via Crucis e Avarizia, che hanno messo in luce le dinamiche dell’impero finanziario della Chiesa. Pur avendo quindi il nostro Paese guadagnato ben venticinque posizioni, il report chiarisce che non riusciamo a salire ulteriormente per due principali fatti: sei giornalisti italiani sono ancora sotto la protezione della Polizia ventiquattro ore su ventiquattro a causa di minacce di morte da parte organizzazioni mafiose o di gruppi fondamentalisti; e le pressioni dei politici, come quelle di Beppe Grillo, spingono i giornalisti ad autocensurarsi. Infatti l’abitudine di pubblicare l’identità dei giornalisti considerati scomodi è definita come una violenza inquietante.

Ovviamente la risposta di Beppe Grillo non si è fatta attendere, e nel suo blog ha scritto: «Oggi ho scoperto di essere io la causa del problema di libertà di stampa in Italia. Lo afferma il rapporto di Reporters Sans Frontieres appena pubblicato. Mi ha aperto gli occhi. Io pensavo che fosse perché i partiti politici con la lottizzazione si sono mangiati la Rai piazzando i loro uomini nel management e nei telegiornali e dicendo loro che cosa dire e che cosa non dire. Pensavo che fosse per i giornalisti cacciati dai programmi Rai o per le minacce del partito di Governo a quelli che sono indipendenti, come Report. Pensavo che fosse perché in Italia non ci sono editori puri e metà delle TV generaliste le controlla il capo di Forza Italia e perché la tessera numero uno del PD controlla il secondo giornale più diffuso in Italia. No, la colpa è mia».

Giuseppe Piero Grillo, detto Beppe (1948), è un comico e politico italiano. Il 4 ottobre 2009 ha dato vita a un movimento politico, il MoVimento 5 Stelle, con la collaborazione di Gianroberto Casaleggio (1954-2016)
Giuseppe Piero Grillo, detto Beppe (1948), è un comico e politico italiano. Il 4 Ottobre 2009 ha dato vita a un movimento politico, il MoVimento 5 Stelle, con la collaborazione di Gianroberto Casaleggio (1954-2016)

Per quanto si possa essere più o meno d’accordo con l’opinione di Grillo, ci sono alcune importanti considerazioni da fare. Innanzitutto è assolutamente lecito «chiedere smentita alle notizie false» come Grillo sostiene sempre rivolgendosi a Rsf, ed è anche vero che questa «non può essere considerata un’intimidazione». È vero però che mettere in bella mostra foto, nome e cognome di un giornalista scomodo, mettendolo così alla berlina, è una cosa molto diversa (vedi per esempio la rubrica Il giornalista del giorno). Ma ciò che rende le accuse di Beppe Grillo dannose sono i toni che vengono utilizzati e il fatto che si dia per scontato che una parte del mondo giornalistico miri a svalutare il M5S. Ciò scatena un’indignazione che spesso e volentieri sfocia in volgarità e minacce fuori controllo da parte di alcuni sostenitori. Ovviamente l’esempio di Grillo e del suo blog è solo uno dei più rilevanti, e non a caso è stato citato proprio lui da Rsf, ma l’abitudine a svalutare il mondo giornalistico riguarda anche molti altri leader politici.

Comunque la si pensi, però, la convinzione che quel settantasettesimo posto rappresentasse la mancanza di purezza e la malafede dei giornalisti è crollata ed è facilmente sfociata nel ridicolo. Che ci si fidi o meno di questa classifica, è evidente che i dati siano stati strumentalizzati da alcuni per dimostrare qualcosa che richiede un’analisi molto più approfondita e una competenza che sicuramente non spetta a un esponente politico.

Se voltiamo lo sguardo verso la condizione generale della libertà di stampa, la situazione che ci viene descritta è allarmante. Secondo Rsf, infatti, la libertà giornalistica non è mai stata così minacciata come nell’ultimo anno. Un fattore di novità è la sempre maggiore banalizzazione degli attacchi contro i media e il trionfo dell’era della post-verità a scapito della buona informazione. Nel report di quest’anno quasi il 62,2% dei Paesi ha riportato un peggioramento, e il numero di Paesi in cui la situazione per i media è considerata «buona» o «abbastanza buona» è diminuito del 2,3%. È evidente che la situazione sia da considerarsi preoccupante, soprattutto se a questo aggiungiamo il fatto che ci troviamo nell’era della crisi del mondo dell’editoria e del proliferare incontrollato delle fake news, e ancora non abbiamo trovato una soluzione a questo fenomeno.

Siamo davvero sicuri che il mondo in cui vogliamo vivere sia quello dove l’informazione è poca e i professionisti veri vengono spesso e volentieri schedati come persone scomode?

 

libe-600x300

 


 

Immagine in evidenza: clicca qui

Fonti Immagini:

n.1 -> clicca qui

n.2 -> clicca qui

n.3 -> clicca qui

About Giulia Menegaldo

COLLABORATRICE | Nata in Provincia di Treviso, laureata alla triennale in Filosofia a Padova, ora vive a Bologna dove è iscritta al corso di laurea magistrale in Scienze Filosofiche. Coltiva anche le passioni per la letteratura, l'arte, il cinema e la musica. Dal 2013 è iscritta al Partito Democratico e partecipa alle attività del direttivo del piccolo Comune dove è cresciuta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *