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L’Europa razzista e la deriva della destra populista

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Il tweet di Matteo Salvini, poco dopo l'attentato del 22 marzo a Bruxelles.
Il tweet pubblicato da Matteo Salvini, poco dopo l’attentato del 22 Marzo a Bruxelles

<<Coloro che non conoscono il passato son condannati a ripeterlo>>. Così scriveva George Santayana nell’opera Reason in Common Sense, e mai citazione potrebbe essere più esatta di questa riguardo il nostro delicato periodo storico. C’è un’antica presenza in Europa che ha deciso di bussare ancora una volta alle nostre porte, presentandosi come un nuovo amico pronto per darci una mano: stiamo parlando dell’estrema destra, razzista e xenofoba.

C’è poco da dire. Questi politici si presentano come persone perbene, offrendoci le solite promesse improbabili che allettano solo qualche nostalgico oppure i palati non troppo raffinati. Perché queste promesse risultano essere sempre facili da attuare, sbrigative nell’esecuzione e formidabili nella soluzione dei problemi. Peccato che costano care! Costano libertà, solidarietà, fratellanza, ospitalità e spesso pretendono pure molto sangue. Perché queste promesse viaggiano sul mare del populismo e parlano alla pancia della gente. Per non dire al loro sfintere.

La politica deve essere capace di offrire soluzioni razionali ai problemi della società, non deve certo fare da eco ai deliranti pensieri di certi uomini da bar, con qualche bicchiere di troppo in corpo. Invece questi partiti, in un momento di disaffezione politica come questo, trovano un consenso che in qualsiasi società matura non dovrebbe nemmeno più esistere. Ma la politica, quella vera, ha fallito miseramente. Non è capace di offrire nuove soluzioni valide ai tanti problemi che attanagliano il nostro caro Continente, e non solo. Ha fallito miseramente grazie ad un comportamento inconsistente, fatto di favoritismi, di corruzione e di pressapochismo, offrendo esclusivamente soluzioni macchinose, di dubbia utilità e caratterizzate spesso da tornaconti personali, lontane dalle reali esigenze dei cittadini.

Marine Le Pen (1968) presidente del Front National.
Marine Le Pen (1968) è una politica francese, Europarlamentare dal 2004 e Presidente del Front National

In Francia vi è probabilmente il più importante partito di estrema destra presente oggi in Europa, ovvero il Front National (FN) di Marine Le Pen. In Italia si sta formando una fazione di destra populista guidata dal leader leghista Matteo Salvini, che ha avuto il merito di far risorgere proprio la Lega Nord dal suo periodo più nero, conferendole le caratteristiche di un partito nazionale (da Nord a Sud). In Austria vi è il Freiheitliche Partei Österreichs (FPÖ), la cui traduzione significa Partito della Libertà Austriaco, che ha vinto il primo turno delle presidenziali austriache con il 36,4% dei voti. Si dice che Norbert Hofer, candidato del FPÖ, ami andare in giro con una pistola. Questi sono solamente tre esempi di destre populiste, anti europee e razziste. La lista sarebbe drammaticamente più lunga. Tutti questi partiti condividono i medesimi nemici: l’Unione Europea, l’immigrazione e la lotta contro una presunta islamizzazione nel Continente.

Onestamente sono tutti problemi molto complessi e articolati, che richiedono un degno ragionamento e una valida soluzione. Troppo sbrigativo dire: <<Mandiamoli a casa>>. Dove li rimandiamo e come? Vero, non tutti gli immigrati che giungono in Europa sono dei profughi. Molti sono immigrati economici, ma come dargli torto. L’Africa è stata spolpata per secoli di tutte le sue ricchezze, svenduta, depredata. Oggi, che ci siamo fatti ricchi anche a loro spese, come possiamo negargli la felicità occidentale?

L’UE e tutti gli Stati membri non sono riusciti ad infondere fiducia verso i cittadini, che hanno preferito scegliere le scorciatoie. Eppure l’immigrazione è un fattore umano, una caratteristica della nostra specie che ci accompagna da sempre. Non ci sarà mai un muro troppo alto che la potrà arginare l’immigrazione, poiché da sempre l’uomo si muove in cerca di aree migliori in cui vivere. Gli stessi razzisti che ora giurano di imbracciare un fucile nel caso si decida di stabilire un nigeriano nel loro comune di residenza, sono figli di precedenti flussi migratori, senza scordarci che sono pure figli della beata ignoranza. Si affidano a politici che giocano a fare gli uomini duri, solamente per rimanere a galla nei sondaggi, e in cuor loro sanno che tutte le loro soluzioni sono pressoché impossibili da realizzare.

Ma l’ombra di un razzismo ormai troppo radicato è più che tangibile e l’Europa è prossima al collasso. Le misure preventive riguardo le frontiere minano la libertà e la civiltà del Trattato di Schengen, portando via quel poco di umanità ancora presente su questi lidi. E pensare che l’immigrazione potrebbe essere gestita in tutt’altro modo, se solo non si mettesse di mezzo sempre lo sfrenato e ignorante populismo.

L’immigrazione potrebbe diventare una preziosa risorsa, economica e sociale. Ma per certi politici la guerra fra poveri è certamente più redditizia.

 

 


 

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About Marco Pucciarelli

REDATTORE | Classe 1991, piemontese. Studente di Lettere Moderne presso l'Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro" di Vercelli. Ha la passione per la storia, specie per quella romana.

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