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Letteratura e animali: dieci libri per amare zampe e code

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ABBANDONARE-UNA-CANE-E-REATOL’Estate è una stagione meravigliosa, che porta con sé vacanze, relax, storie d’amore più o meno sincere, amicizie che si stringono sulla sabbia che scotta. Ma, insieme a un numero piuttosto elevato di buone cose, l’Estate è anche annunciatrice di un fenomeno ancora lontano dall’essere estirpato: quello dell’abbandono dei nostri amici, a quattro zampe e non, sulle strade ed autostrade. Nonostante le tante iniziative e pubblicità progresso volte a sensibilizzare animi che, forse, non lo saranno mai, si contano, nei primi fine settimana di esodo, circa trecentocinquanta cani lasciati in strada, fisico intralcio a vacanze e soggiorni in alberghi.

Ma non sono solo le pellicole cinematografiche, gli attori famosi, le pubblicità, le iniziative degli animalisti – a volte forse un po’ eccessive – a voler fare entrare, nel cuore degli esseri umani, quelle dolci e tenere bestiole che spesso si rivelano migliori di noi. A questo ci ha anche pensato la letteratura: ecco quindi dieci titoli di libri, da leggere tranquillamente in vacanza e da consigliare a chi ama gli animali e a chi li ama un po’ meno, sperando di sciogliere la loro resistenza nel voler bene a chi, rispetto a noi, non ha solo la coda in più.

 

  1. “LA COLLINA DEI CONIGLI” – RICHARD ADAMS

La collina dei conigli (1972) è ormai diventato il libro per ragazzi per eccellenza, un vero e proprio romanzo a tinte epiche, un’Iliade vissuta in una conigliera. I protagonisti sono undici conigli, persuasi da Quintilio che, in sogno, ha avuto una visione: in quella conigliera troveranno tutti la morte. Nonostante la debolezza e la magrezza di Quintilio, gli altri conigli lo riconoscono come profeta e leader e, sotto la sua guida, abbandonano la conigliera in cerca di un luogo più sereno e tranquillo, la sospirata Collina dei conigli. Un romanzo a tinte calde e con una morale meravigliosa: non si è mai troppo piccoli, né troppo grandi, per cercare la felicità.

 

  1. “IL BASSOTTO E LA REGINA” – MELANIA MAZZUCCO

Un libriccino minuscolo che racconta di un cane alto meno di uno stivale: Platone è un bassotto a pelo ruvido, un filosofo, che salva con coraggio una bellissima levriera afghana, Regina, da un trafficante di animali. Per lui, è amore a prima vista. Tantissime le peripezie che i due giovani cani vivranno, sempre legati dal filo dell’amicizia e del sentimento. Immancabile, come in ogni fiaba che si rispetti, il sospirato lieto fine e la bellissima morale: <<l’aspetto è solo un caso, è l’anima il destino>>.

 

  1. “GATTI. I RACCONTI PIÙ BELLI” – EINAUDI EDITORE

I gatti sono stati, da sempre, tra gli animali domestici i più amati e tra i protagonisti della letteratura i più misteriosi, con la loro tendenza ad essere, in casa, onnipresenti, accoccolati su cose vietate, come i manoscritti di tanti scrittori che li hanno infilati nelle loro pagine. Con quei loro processi mentali ancora a noi ignoti, i gatti sperimentano tutto, da buoni scienziati, regalando a volte anche sentimenti un po’ asettici. Tantissimi e molto belli i racconti raccolti in questo volume: Il gatto, un cardellino e le stelle (1917), racconto poco conosciuto del famoso Luigi Pirandello, mette in luce la natura cosmica e misteriosa del dolce felino. The Cat, di Mary Wilkins Freeman, mette invece in luce la doppia anima del gatto, predatore solitario e, al tempo stesso, fedele compagno dell’uomo. Non manca nemmeno il brivido: Il gatto nero (1843), di Edgar Allan Poe, trasforma un simpatico gatto nero in un fantasma in cerca di vendetta.

 

  1. “ZANNA BIANCA” – JACK LONDON
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“Zanna Bianca” (1906), dello scrittore e giornalista statunitense John Griffith Chaney London (1876-1916)

Zanna Bianca (1906) è un libro che di solito tutti leggono nelle scuole medie, ma forse solo da adulti si possono comprendere fino in fondo i densi significati che contiene. Ambientato nel gelido Nord, il romanzo è scritto secondo l’ottica di un lupo: Zanna Bianca, un animale selvaggio assoggetto all’istinto, in un mondo brutale che costringe a uccidere per non essere uccisi. Zanna Bianca conosce la crudeltà degli uomini, le violenze e le percosse che gli vengono riservate solo per renderlo più cattivo, un perfetto cane da combattimento. Ma Zanna Bianca capirà, nella sua vita, che non tutti gli uomini sono uguali e che l’affetto e l’amore sono una vera e propria linea di confine in grado di rendere felice e migliore la vita.

 

  1. “AVEVO SOLO UNA MANCIATA DI STELLE. LA STORIA VERA DEL CANE RUBY” – EDITO DA SPERLING & KUPFER

Avevo solo una manciata di stelle. La storia vera del cane Ruby (2015) è il tipico libro che deve tutto grazie a internet e ai social network che l’hanno trasformato, in pochissimo tempo, in un vero e proprio caso editoriale. Il romanzo racconta la storia di Ruby, un cane che oggi ha un nome e conosce l’affetto, anche se non è sempre stato così. Ruby ha infatti vissuto per otto lunghi, lunghissimi anni, in un canile, vedendo gente arrivare e andare via, passando giorni e notti sempre nello stesso box. Finché, un giorno, alcune persone interessate solo all’amore che Ruby poteva donare e non alla sua età, hanno deciso di adottarlo. Ed è ricominciata la sua vita. Le avventure di Ruby si possono seguire anche sul blog e sulla Pagina Facebook SecondaZampa, il cui motto è che ogni canile dovrebbe essere un punto di partenza e non un punto d’arrivo.

 

  1. “ABBAIARE STANCA” – DANIEL PENNAC

Un lettura adatta ad ogni età. Abbaiare stanca (1982) capovolge le normali storie tra cane e padrone. Questa volta è il cane che, cucciolo e randagio, decide di abbandonare la discarica in cui vive per cercare un essere umano da ammaestrare, trovandolo in Mele, un bambina forse un poco capricciosa che si stanca in poco tempo di quel cucciolo tanto bramato. Il cucciolo si accorge in fretta dei suoi fallimenti in quanto ammaestratore e sarà attraverso varie conoscenze e svariate avventure che capirà le regole dell’affetto: che non c’è nulla e nessuno da ammaestrare e che, per capirsi, non serve abbaiare.

 

  1. “LA TELA DI CARLOTTA” – E.B. WHITE
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“La tela di Carlotta” (1952), dello srittore statunitense Elwyn Brooks White (1899-1985)

La rappresentazione aracnide più riuscita della letteratura. Carlotta è, infatti, come si può facilmente intuire dal titolo del romanzo, un ragno. Con otto zampe e diversi occhi è bruttina, per carità, ma buona e sensibile. E Carlotta ha un amico, Wilbur, un maialino che la sua giovane amica vuole salvare dal mattatoio. Spesso ritenuto come un esponente della letteratura minore, La tela di Carlotta (1952) è in realtà un libro dolcissimo e adatto a tutti i tipi di lettori. Con un linguaggio semplice ma, non per questo, poco crudo o reale, il romanzo riporta, tra le sue righe, tematiche tutte adulte, come il senso della vita, la cupidigia e l’amicizia reale e disinteressata.

 

  1. “VITA DI PI” – YANN MARTEL

Vita di Pi (2001) narra la storia di un ragazzo indiano, Piscine Molitor Patel, per gli amici Pi, figlio di un proprietario di uno zoo, che, un brutto giorno, dovrà dire addio a tutto ciò che ama. Sopravvivendo a un naufragio, Pi si troverà su una scialuppa di salvataggio in compagnia di un orango, una iena, una zebra e una tigre del Bengala di duecento chili, Richard Parker. I primi tre animali non impiegheranno molto tempo per finire tra le fauci di Richard Parker che rimarrà, così, l’unica compagna del naufragio del giovane Pi, la vera protagonista dell’avventura, un’amica dapprima temuta e poi, alla fine, solo amata. Nonostante la lentezza della prima parte, Vita di Pi si farà leggere vorticosamente fino alla fine, fino all’inaspettato colpo di scena che impone al lettore un difficile interrogativo: nella vita, a quale realtà si sceglie di credere?

 

  1. “IL GABBIANO JONATHAN LIVINGSTON” – RICHARD BACH

Il gabbiano Jonathan Livingston (1970) è diventato un classico in poco tempo. Protagonista è un gabbiano tutto particolare, che scopre la bellezza del volo, una bellezza tanto pura e ben narrata che, nel leggerla, quasi sembra di librarsi con il giovane volatile, di sentire il vento che ci accarezza. Jonathan Livingston sente di non appartenere al suo stormo, al suo stile di vita per cui l’unica cosa che conta è mangiare per sopravvivere. Jonathan comprende la bellezza della vita e dei suoi sogni, sogni per cui è disposto a lottare anche a costo di essere giudicato dagli altri, dalla sua famiglia. Jonathan Livingston diventa così la metafora di chi lotta per i propri ideali, quella lotta che ci porta ed essere individui liberi, capaci di sognare e, così, anche di volare.

 

  1. “STORIA DI UNA GABBIANELLA E DEL GATTO CHE LE INSEGNÒ A VOLARE” – LUIS SEPÚLVEDA

<<Banco di aringhe a sinistra!>> grida il gabbiano di vedetta e Kengah, sulla scia di quelle parole, si tuffa. Ma quando riemerge, il mare è una distesa di petrolio, le ali sembrano non funzionare più: sta morendo. Ma, nell’ultimo sforzo che la vita ancora le concede, Kengah riesce a planare sul balcone di una casa di Amburgo e ad affidare ad un gatto nero, Zorba, l’uovo che sta per deporre. Zorba giura solennemente di covare l’uovo, di non mangiarne il pulcino e, poi, di insegnargli a volare. Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare (1996) è una fiaba a tinte caldissime che commuove e fa sorridere al leggere di quei sentimenti sinceri di cui spesso ci dimentichiamo come l’amicizia, l’accoglienza, la solidarietà: ci insegna, il caro Zorba, che <<è molto facile, sai, accettare chi è uguale a noi, ma con chi è diverso è molto difficile>>, ma che con il coraggio si può superare qualsiasi ostacolo, qualsiasi diversità.

 

 


 

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About Martina Zerbinati

COLLABORATRICE | Classe 1991, piemontese di accento, di lingua e di fatto. Continua gli studi con un dottorato in epigrafia greca. Il greco antico è d'altra parte la sua vera passione, perché come disse Marguerite Yourcenar: "Quasi tutto quel che gli uomini hanno detto di meglio è stato detto in greco". Dirige il sito "Hellopapers".

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