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La Russia tra ripresa economica, soglia di povertà e salari minimi

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Vladimir Vladimirovič Putin (1952) è un politico, ex militare ed ex funzionario del KGB russo. Attualmente ricopre il ruolo di Presidente della Federazione Russa
Vladimir Putin (1952) è un politico, ex militare ed ex funzionario del KGB russo. Attualmente ricopre il ruolo di Presidente della Federazione Russa

In base ai dati presentati di recente dalla Banca centrale della Federazione Russa, il prodotto interno lordo (PIL) della Russia ha continuato a crescere anche nel terzo trimestre del 2017 e, secondo le previsioni, il suo incremento proseguirà anche nell’anno corrente attestandosi tra l’1,7% e il 2,2%. Secondo una statistica del Ministero dell’Economia, in nove mesi quest’ultimo è salito dell’1,8% aumentando a Settembre del 2,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il Presidente Vladimir Putin, intervenendo al forum La Russia Chiama organizzato dall’istituto finanziario VTB Capital a fine Ottobre, ha affermato che la Russia è uscita dal periodo di stagnazione economica e ha sottolineato come l’inflazione sia scesa al livello record del 2,7% su base annua. Si tratta di risultati incoraggianti e anche la Banca Mondiale si mostra fiduciosa sulla possibilità di una ripresa dell’economia russa. Ma tali dati quanto riflettono la percezione che la popolazione ha della propria condizione economica?

La Camera Pubblica della Federazione Russa ha lanciato recentemente un sondaggio per comprendere che cosa i cittadini intendano per povertà e come essa si traduca nella vita di ogni giorno. Il 20% degli intervistati ha affermato di avere difficoltà ad arrivare a fine mese e di disporre del denaro necessario solo per comprare prodotti alimentari. Emerge inoltre come, per la maggior parte della popolazione, la qualità di vita sia legata non solo alla possibilità di acquistare prodotti alimentari, ma anche di potersi permettere un’automobile o beni per la casa.

Un altro studio effettuato dalla holding Romir ha evidenziato invece come quattro russi su dieci siano costretti a risparmiare sul cibo, uno su tre su viaggi, tempo libero e abbigliamento e uno su cinque su ristoranti e alcolici. Nell’ultimo anno, inoltre, il numero di coloro che hanno dovuto tagliare su sport e spese mediche è cresciuto di due volte e mezzo. Stando invece a un sondaggio svolto dal Centro Studi sull’Opinione Pubblica (VCIOM) a Giugno di quest’anno, il 10% degli intervistati ha affermato di non avere abbastanza soldi per procurarsi prodotti alimentari, mentre il 29% di non potersi permettere vestiti.

immagineOKSecondo gli esperti, il livello di povertà soggettiva in Russia è notevolmente più alto di quanto emerge dai dati ufficiali. Negli Anni ’90, quando la percentuale di povertà assoluta era alta, la povertà soggettiva era del 60%. Anche il Presidente Putin durante Linea Diretta, la tradizionale conferenza annuale che lo vede confrontarsi con le domande dei cittadini, ha ricordato il difficile periodo degli Anni Novanta, quando al di sotto della soglia di povertà viveva ben il 40% della popolazione.

L’anno più positivo è stato il 2012, quando la percentuale di persone al di sotto della soglia di povertà era scesa al 10,7%. Negli anni successivi il numero di poveri nel Paese è cresciuto e attualmente circa 1/6 della popolazione (ventuno milioni) vive al di sotto della soglia di povertà. Per risparmiare sulla spesa sociale il minimo di sussistenza viene tenuto basso: così facendo sono meno le persone che vivono al di sotto della soglia di povertà e che, quindi, hanno diritto alle prestazioni sociali. Il Governo ha promesso un aumento del salario minimo, da Gennaio 2018, a 9.489 rubli (circa 138 euro).

Come sottolineato da Oleg Šein, membro della commissione politiche sociali della Duma di Stato, in Europa il salario minimo equivale a circa il 40% del salario medio. In Russia, in base ai dati forniti da Rosstat (il servizio statale di statistica della Federazione Russa) lo stipendio medio equivale a 40.000 rubli (589 euro) e quello minimo, di conseguenza, dovrebbe essere di 16.000 rubli (235 euro).

Una cifra ancora lontana dai 20.000 rubli che, secondo la popolazione russa, rappresentano il limite al di sotto del quale una persona non può arrivare dignitosamente a fine mese.

 

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About Irene Iacono

CORRISPONDENTE DALL'ESTERO | Classe 1986, originaria di Cavazzo Carnico (UD). È laureata ad Udine in Traduzione e Mediazione culturale. Vive a Mosca ma, appena può, si rifugia tra le montagne della Carnia. Le sue passioni sono la letteratura, i viaggi, le lunghe camminate, il cinema americano classico e la sua gatta Zuzula.

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