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La luce in fondo al tunnel

Pubblicato il Pubblicato in Agenda, Costume e Società, Eureka, Recenti

di Francesca Cimò

Finalmente, anche uno degli ultimi divieti stabiliti dalla legge 40 sulla procreazione assistita è caduto due giorni fa per mano della Corte Costituzionale: la fecondazione eterologa (ovvero il ricorso  ad un donatore esterno in caso di infertilità assoluta della coppia) non è più proibita. 

Si apre così una nuova stagione (positiva, si spera) per tutte le coppie (circa 2.700 secondo i dati raccolti dalla Società Europea di riproduzione assistita) che in questi anni, rifiutati dal proprio Stato, sono state costrette a spendere migliaia di soldi in viaggi all’estero e cure ormonali, con il grave rischio di incorrere in truffe o problemi di salute.

Tutto bene, dunque? Purtroppo, non direi.

I problemi ci sono, e sono tanti, sono profondi, di natura diversa, e come unico risultato hanno quello di rendere l’Italia un Paese arretrato, conservatore, ancora profondamente legato ad antichi vincoli clericali che nulla hanno a che vedere con la fede e la spiritualità.
La fecondazione assistita, l’eutanasia, l’aborto, la pillola del giorno dopo, il testamento biologico,  tutto ciò che compete alla Bioetica, non può essere inscritto in una dicotomia tra “buono o cattivo”, “giusto o sbagliato”, “peccato o beatitudine”, perché scelte di questo tipo sono innanzitutto e soprattutto personali, impossibili da giudicare.

Eppure, come volevasi dimostrare, “Famiglia Cristiana” scrive di “Fecondazione selvaggia per tutti“, e l’associazione dei Medici Cattolici minaccia il ricorso all’obiezione di coscienza. 

E’ curioso notare come i cattolici che si oppongono alla fecondazione assistita , adducendo argomenti circa la natura umana, sono gli stessi che si schierano contro l’eutanasia, che preferiscono tenere in vita un uomo grazie all’uso di macchinari scientifici  piuttosto che lasciarlo libero di scegliere il proprio destino.

Credo fortemente, con tutte le mie forze, che questa lotta contro i mulini a vento  faccia allontanare le persone da Dio, non avvicinarle.
Certo, le proteste della Chiesa Cattolica ci spingono a fare una riflessione generale la cui importanza è innegabile, sul significato di uomo, natura, vita. Tuttavia, non posso accettare che la Conferenza Episcopale Italiana affermi che “il desiderio di avere un bimbo non è un diritto”. 
Non posso – e non possiamo – accettare l’intromissione così prepotente di una Religione (quale essa sia) in un paese laico (o presunto tale) come l’Italia.
E non possiamo nemmeno stare ad aspettare che la Politica italiana finalmente si svegli dall’eterno sonno,  come La Bella Addormentata nel Bosco, e si accorga di rappresentare un Paese la cui società si è fortemente evoluta sul tema bioetico, civile e sociale.

Questo filo di Arianna che da tempi remoti lega alcune politiche del Governo al pensiero cattolico, va tagliato.

Siamo perfettamente in grado di uscire da soli dal labirinto.
Il Minotauro, a noi, non fa più paura.

E a voi?

 

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About Francesca Cimò

COLLABORATRICE | Classe 1991, toscana. Studentessa di Filosofia, le interessa tutto ciò che riguarda la cultura, la politica, la società. Ogni tanto si sente una 24enne spensierata ma poi le passa. Suoi sono diversi pezzi di attualità.

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