pallacorda

La forza del voto: Italicum e sistemi elettorali alternativi

Pubblicato il Pubblicato in Politica ed Economia, Quorum, Recenti
elezioni_italia_1_500-jpg
«Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico», recita l’articolo 48 della Costituzione

Con il voto ciascun cittadino esercita la sovranità che la stessa Costituzione riconosce al popolo. Con il voto ciascuno di noi contribuisce a scegliere chi dirigerà le istituzioni e in base a quale orientamento politico si dovrà intervenire per cambiare le regole del vivere insieme. Se il voto rappresenta la volontà del cittadino, il sistema elettorale stabilisce come debba essere composto il Parlamento, tenendo conto della volontà popolare. La sua funzione è quella di convertire i voti in seggi, in modo da soddisfare una serie di esigenze che, spesso, entrano in contrasto tra loro: da un lato la necessità di rappresentare in modo fedele l’orientamento della comunità, dall’altro quella di garantire la stabilità di Governo, ossia la possibilità di formare un Governo stabile perchè sostenuto dalla maggioranza assoluta dei parlamentari.

 

  • IL CASO ITALIANO: L’ITALICUM
corte-costituzionale
La Corte Costituzionale, chiamata ad esprimersi sul punto, ha rinviato l’esame dell’Italicum in attesa del Referendum del 4 Dicembre

Di recente, l’Italicum ha ripreso a suscitare scontri nelle aule di Montecitorio, tanto che il Premier Matteo Renzi ha dovuto riaprire il dialogo con le minoranze. Dal 1948 il sistema elettorale italiano è stato prevalentemente proporzionale puro: i partiti ottengono una percentuale di seggi corrispondente a quella dei loro voti. Se un partito ha ricevuto il 30% dei voti validamente espressi dai cittadini, otterrà il 30% dei seggi che, tuttavia, sono insufficienti per la formazione di un Governo, per cui occorre la maggioranza assoluta. Parliamo del sistema che rappresenta più fedelmente la volontà popolare ma non permette a chi ha ottenuto più voti di formare un Governo autonomamente, creando terreno fertile per discutibili alleanze con partiti di orientamento differente, che spesso si sfaldano e fanno capitolare l’Esecutivo.

Diverso dal proporzionale puro è il proporzionale corretto, connotato dall’introduzione di una soglia di sbarramento e/o di un premio di maggioranza per chi ha ottenuto più voti. Se un partito non ottiene una percentuale di voti superiore alla soglia indicata, non otterrà alcun seggio e i suoi consensi verranno ripartiti tra gli altri partecipanti. Il premio di maggioranza ha, invece, la funzione di garantire al partito con più preferenze il 55% dei seggi, concedendogli un numero prestabilito di seggi bonus. Un compromesso tra l’esigenza di stabilità e quella di veritiera rappresentazione dell’orientamento popolare. Si è così passati al proporzionale corretto del Porcellum, dichiarato incostituzionale nel 2014 perché il premio veniva concesso a prescindere dal superamento di una soglia minima di voti. Chiunque avesse ottenuto il maggior numero di consensi avrebbe raggiunto il 55% dei seggi, pur rappresentando una bassa percentuale di italiani (es. il 15%). Incostituzionalità dovuta anche a liste bloccate che non consentivano al cittadino la scelta del candidato. Il Parlamento ha poi approvato l’Italicum, riforma strettamente connessa a quella costituzionale, oggetto del referendum del prossimo 4 Dicembre.

Il sistema previsto dall’Italicum si sostanzia anch’esso in un proporzionale corretto, con premio di maggioranza e soglia di sbarramento (al 3%). Il premio viene riconosciuto al partito con più preferenze, ma solo se ha ottenuto voti superiori al 40% del totale. Se la soglia non viene oltrepassata, per evitare l’incostituzionalità, si fa ricorso al ballottaggio tra i due che hanno ottenuto più voti: sarà il popolo, recandosi nuovamente alle urne, a indicare il contendente a cui concedere il premio. Le liste bloccate vengono sostituite da liste di candidati tra cui il cittadino potrà scegliere liberamente, eccezion fatta per il capolista che, in caso di vittoria, otterrà il seggio automaticamente. Il numero dei capilista può variare da un minimo di dieci ad un massimo di cento, ragion per cui non è corretto affermare che il Premier possa scegliere a proprio piacimento i membri della maggioranza, costituita da 340 seggi.

 

  • LE POSSIBILI ALTERNATIVE
australianflag
L’Australia è uno dei Paesi nei quali è in uso il voto alternativo

Il destino dell’Italicum è tutt’altro che chiaro e non sono poche le possibili alternative. Accanto al sistema proporzionale, si è a lungo usufruito del maggioritario, spesso confuso col proporzionale corretto anche dai giornalisti. Il sistema maggioritario è quello che – per primo – è stato utilizzato in Occidente: Francia, Regno Unito, Stati Uniti e Australia sono solo alcuni dei Paesi che ne fanno ancora uso. Se nel proporzionale si attribuiscono ai partiti percentuali di seggi corrispondenti a quelle dei voti, nel maggioritario si hanno maggiori distorsioni della volontà popolare. Chi ottiene più preferenze nel singolo collegio vince in automatico tutti i seggi disponibili nello stesso. Le altre forze politiche, pur avendo ottenuto voti validi, non ottengono alcun seggio.

È questo il maggioritario ribattezzato Plurality che si distingue, invece, da quello noto come Majority. Quest’ultimo prevede che, se nel singolo collegio nessun candidato o partito ottiene il 50%+1 dei voti, si farà luogo a ballottaggio tra i due con più consensi. Il vincitore otterrà tutti i seggi disponibili. Ad aver scelto il Plurality sono UK ed USA, mentre il Majority è attualmente in uso in Francia. In entrambi i casi ad essere premiati sono quei partiti che concentrano il consenso nei centri corrispondenti ai collegi con più seggi. È così che David Cameron, ex Premier anglosassone, conseguì la maggioranza assoluta dei seggi pur avendo ricevuto solo il 36,9% dei voti. Può persino accadere che a vincere sia chi non ha ottenuto la maggioranza delle preferenze. Un esempio lampante è quello offertoci dalle ultime elezioni presidenziali statunitensi. Un altro strumento utilizzato nel maggioritario per stabilire a chi spettino i seggi disponibili nei collegi, se nessun candidato ha ottenuto il 50%+1 dei voti, è il sistema delle preferenze in vigore in Australia. All’elettore è richiesto di elencare i candidati in ordine di preferenza, dal primo all’ultimo. Se nessun candidato ha ottenuto la maggioranza assoluta delle prime preferenze, quello che ne ha ottenute meno viene eliminato e le seconde preferenze degli elettori che avevano optato per esso come prima scelta vengono ripartite tra gli altri partecipanti. È l’elettore a stabilire a chi debba andare il suo voto se la sua prima scelta dovesse risultare sconfitta. Se a questo punto nessuno ha la maggioranza assoluta, si procederà con una nuova eliminazione e con il riparto delle terze preferenze, e cosi via. Lo scorso Settembre il MoVimento 5 Stelle ha rilanciato il Democratellum: un proporzionale corretto con soglia di sbarramento, privo di premio di maggioranza e con preferenze (anche negative). La proposta dei pentastellati lascia insoddisfatta l’esigenza di stabilità e manca di chiarezza circa il funzionamento delle preferenze da questi desiderate.

In un contesto drammatico come quello contemporaneo la scelta di un efficiente sistema elettorale può essere decisiva, ragion per cui esistono correnti politiche di idee molto differenti, in alcuni casi fondate su valori esasperati, in altri usate per mistificare i propri interessi egoistici.

Le sorti del nostro Paese si fanno via via più incerte e i cittadini sono sempre più divisi, in un momento in cui la coesione risulta invece essenziale.

 

Voting slip putting a cross in a box

 


 

Immagine in evidenza -> clicca qui

Fonti Immagini:

n.1 -> clicca qui

n.2 -> clicca qui

n.3 -> clicca qui

n.4 -> clicca qui

About Federico Sensi

REDATTORE | Classe 1996, pugliese. Studente di Giurisprudenza presso LUISS "Guido Carli" di Roma. È appassionato di politica, storia, Medio Oriente, Diritto Costituzionale e Commerciale. Nel tempo libero coltiva anche la passione per il motociclismo e la lettura.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *