Italia: dal 1861 EXPOrtiamo corruzione

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Tutto è andato come doveva andare. Grande erano stati lo stupore e la gioia per la nostra magnificenza quando il 31 marzo 2008 il BIE (Ufficio internazionale delle esposizioni), durante la sua Assemblea Generale a Parigi, assegnava alla città di Milano lo status di sede dell’esposizione internazionale del 2015. Ma il nostro è il Paese delle polemiche: non si è mai d’accordo su niente, nemmeno in occasione di un evento storico di questa portata: gli “amanti del progresso”, gli stessi che continuano a sostenere la TAV e le grandi opere che in Italia costano sempre almeno il triplo che negli altri Paesi, non hanno certo perso tempo a sopprimere le proteste e le polemiche di chi invece non era convinto dei benefici che l’EXPO potenzialmente avrebbe portato all’Italia. “Il nostro è un grande Paese”, si diceva a denti stretti, “finalmente è arrivata l’occasione del riscatto per noi, un’occasione unica, da prendere al volo, di pubblicità e visibilità dimostrando finalmente la vera Italia: le eccellenze e il Made in Italy.”

E invece questi polemici, etichettati come conservatori e non amanti del progresso, non avevano poi tutti i torti. E’ vero l’EXPO ci darà l’occasione, una volta di più, di mostrare al mondo le nostre eccellenze, proprio tutte, compresa una di quelle per cui al mondo abbiamo pochi rivali: la corruzione.

E’ notizia di questi giorni infatti l’esplosione di una imponente bolla di corruzione che ha investito l’EXPO 2015 e che coinvolge esponenti politici e imprenditori di spicco e che ha rivelato anche la presenza della criminalità organizzata, come sempre accade in questi casi.

L’EXPO è un’occasione unica di guadagno; l’esposizione universale che si terrà a Milano l’anno prossimo, infatti, richiamerà nel Bel Paese 120 Paesi, durerà sei mesi e avrà un giro d’affari stimato di 5 miliardi di euro (di cui 500 milioni solo dalla vendita dei biglietti). Leggendo questi pochi numeri si capisce già come questo evento, per la sua imponenza, possa far gola a tanti, soprattutto alle aziende che, vincendo gli appalti per i lavori nel capoluogo lombardo, si assicurerebbero grandissimi profitti.

Subito dopo l’assegnazione all’Italia i progetti che vengono presentati sono stratosferici, ma come è facile immaginare, ad un anno dall’evento, niente di tutto ciò che è stato paventato è concreto e la parola “ritardo” diventa la parola chiave del circo dell’EXPO.

Una situazione che inizia a preoccupare fin dall’inizio l’allora sindaco di Milano Letizia Moratti e il presidente della Regione Roberto Formigoni, che su molti aspetti non si trovano d’accordo. Le prime difficoltà, insomma, non tardano a farsi notare, assieme a una raffica di dimissioni dalle cariche di punta: nel 2010 si dimette l’ad Lucio Stanca, nel 2011 si dimette Letizia Moratti dall’incarico di commissario straordinario, nel 2012 si dimette il commissario del Padiglione Italia Luigi Roth, e queste solo per restare alle cariche più importanti. Nel frattempo cambiano sindaco e governatore, Giuliano Pisapia e Roberto Maroni, e si prova a imprimere un’accelerata ai lavori. Accelerata che passa dai finanziamenti statali per sbloccare i cantieri a volte fermi, ma che passa soprattutto dall’istituzione del commissario straordinario Giuseppe Sala, a cui vengono affidati poteri eccezionali per riuscire a fare andare le opere più spedite: tempi più rapidi per le gare d’appalto, meno vincoli paesaggistici per le opere temporanee, nessuna possibilità di ricorsi al Tar dopo l’assegnazione dei bandi. Insomma, si va di corsa. Con il rischio che tutta questa velocità, indispensabile per arrivare alla fine dei lavori per tempo, possa portare a infiltrazioni criminali e a speculazioni economiche.

Lo scenario dei lavori per le infrastrutture è drammatico se non apocalittico e come se già tutto questo non bastasse ci si mettono anche gli arresti dei giorni scorsi: Angelo Paris, direttore Pianificazione e Acquisti di EXPO 2015 Spa, e general manager del grande progetto milanese, e Primo Greganti, ex funzionario del Pci già coinvolto nell’inchiesta Mani Pulite, sono stati arrestati assieme ad altre 5 persone nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Milano che vede al centro episodi di turbativa d’asta e corruzione legati all’EXPO. Con loro anche l’ex senatore di Forza Italia Luigi Grillo, accusato di essere l’intermediario di presunte irregolarità in appalti di Infrastrutture Lombarde. Ciliegina sulla torta la scoperta da parte della magistratura che alcuni tra gli appalti più importanti sono stati vinti da aziende collegate con Cosa Nostra e che queste hanno anche ricevuto un sensibile sconto di 106 milioni sulla base d’asta. Dalle prime indagini sembra ci siano dentro tutti: il Centrodestra, le cooperative rosse e persino CL (Comunione e Liberazione).

Non ci voleva. Una nuova Tangentopoli proprio mentre l’inaugurazione dell’Infopoint è imminente e proprio quando la vendita dei biglietti sta per cominciare. Festa rovinata.

E’ andata come doveva andare. Si diceva che l’EXPO era finalmente un’occasione unica per mostrate al mondo la vera anima dell’Italia.

Obiettivo raggiunto.

 

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About Fabiano Catania

COLLABORATORE | Classe 1990, siciliano di nascita ma pisano di adozione. Station Manager di RadioEco, radio dell'Ateneo di Pisa, da sempre ha una grande passione per la scrittura e l’informazione libera. Si interessa di musica indipendente ed è un appassionato del cinema d’autore.

3 pensieri su “Italia: dal 1861 EXPOrtiamo corruzione

  1. Beh,direi che non e’ una novità, e che non ci sia nulla di cui meravigliarsi; ormai il sistema socio-politico e’ arrivato ad un punto di non ritorno.Pare che lo Stato paradossalmente sia parte integrante di questa societa’ oramai marcia e corrosa, perdendo inequivocabilmente la lucentezza che fa di uno stato, uno Stato onesto e capace.Oggi piu’ che mai, abbiamo bisogno di limpidezza da parte degli organi Statali,dalle istituzioni,dal Governo, non possiamo permetterci l’ennesimo ”flop”, facendo cosi scaturire una inevitabile non fiducia a nostro discapito da parte di tutti gli altri paesi.Si pensi a questo.

    1. Concordo pienamente con te Paolo e mi scuso per il ritardo con cui ti sto rispondendo. IL problema è sempre lo stesso, dobbiamo interessarci nuovamente alla politica, informarci e tornare a farla per passione! Solo così elimineremo le “mele marce” e ridaremo dignità alla Politica con la P maiuscola!

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