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Intervista ad Enrico Rossi, Presidente della Regione Toscana

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Piazza dei Miracoli, Pisa

Il 2015, in Toscana, vorrà dire soprattutto elezioni regionali. Per un ragazzo che per motivi di studio si trova a vivere in questa terra da un po’ di anni e che è interessato alla politica, rappresenta quindi un’occasione per comprendere cosa accade in questa Regione. Un’analisi da osservatore esterno, dato che non sono residente in Toscana e quindi non posso votare.

Tuttavia, sono riuscito ad ottenere un’intervista al personaggio più importante della politica locale: il Presidente della Regione Enrico Rossi, intervistato durante il mio programma radiofonico “L’Indie-screto” che va in onda su RadioEco, la radio dell’Università di Pisa. Inutile dire che è venuta fuori davvero una bella chiacchierata, su alcuni temi di grande attualità. Riportiamola all’interno de “La Voce del Gattopardo”.

 

D: Cosa pensa del recente commissariamento del PD dopo il recente scandalo di “Mafia Capitale”?

R: Renzi ha sicuramente dato la risposta giusta: chi ruba deve essere colpito nel patrimonio senza indulgenza e senza possibilità di uscirne, senza pagare. Però poi bisogna fare un ragionamento più generale: anche la pubblica amministrazione risulta coinvolta in un ambiente di complicità e  favori. Sembra quello che noi chiamavano “Questione Morale”; è necessario che la politica, quando ha notizia di un reato, deve salire le scale della Procura Repubblica. E’ inaccettabile essere conniventi. Il tema riguarda tutti e la politica è maggiormente responsabile. L’Italia ha bisogno di una rigenerazione morale.

 

D: Lei ha postato una foto con i suoi vicini ROM che ha destato molte polemiche e ha scatenato anche tanti commenti di un razzismo becero. Vorrei sapere la sua opinione a riguardo. Si aspettava quelle polemiche?

R: Ho fatto quella foto dopo aver sentito di una manifestazione di CasaPound che ha impedito a 90 bambini ROM di andare a scuola. L’integrazione è possibile, è difficile ma si può fare e ho deciso di fare questa foto con i miei vicini che hanno anche dei bambini che spesso mia moglie aiuta. I commenti invece, evidentemente nazi-fascisti, non me li aspettavo e siamo disposti, come Regione Toscana, a pagare un viaggio ad Auschwitz a queste persone. L’integrazione non è facile ma non si può perdere un sentimento di umanità. La Toscana ha chiuso tanti campi e ha cercato modi alternativi per l’integrazione. In questa famiglia ROM ci sono ragazzi che vanno a scuola e la signora più anziana, che ha solo 30 anni, è molto impegnata nella battaglia per integrare i suoi figli. Bisogna continuare a perseguire una politica di integrazione invece di spendere soldi per i campi ROM. Stiamo attenti a dire che tutti i ROM sono ladri perché sarebbe come dire che tutti gli italiani sono mafiosi.

 

D: Ogni anno una parte della Toscana, la Maremma e la Provincia di Massa e Carrara soprattutto, sono investite da alluvioni e sono vittime di un dissesto idrogeologico che va avanti ormai da troppi anni. Cosa si sta cercando di fare per evitare questi eventi che puntualmente si presentano ogni anno? Tenendo anche conto del patto di stabilità?

R: Abbiamo ripreso finanziamenti non spesi e li abbiamo accelerati, abbiamo anche fatto commissariamenti. Dal 2009 in poi c’è stato un cambiamento repentino del clima che è difficile da gestire. Se riuscissimo a fare una vera spesa fatta bene, evitando gli sprechi, ce la potremmo fare a prevenire questi dissesti. C’è anche una cosa che fa inorridire: è andato giù un argine che era di recente costruzione e questo non è accettabile. La procura indaghi e l’amministrazione sorvegli di più. Riguardo il Pptto di stabilità, che da Renzi veniva chiamato “patto di stupidità” quando era sindaco, deve essere allentato e speriamo che il Premier rimanga appunto coerente in tal senso. Questo ci permetterebbe di fare una spesa giusta e fatta bene.

 

D: Poco tempo fa, Lei ha postato su Facebook una foto con il Premier Renzi durante la firma dell’accordo Lucchini-Cevital che ha salvato 1900 posti di lavoro a Piombino nel siderurgico. Questo non può che far contenti tutti. Cosa vuole dire in merito?

R: Quelli che Grillo definiva gli “appestati”, alla fine ce l’hanno fatta con un investimento pubblico che ha funzionato come attrattiva per investimenti privati. Un successo della politica ma anche dei lavoratori: se gli operai non avessero manifestato e la città non si fosse fatta sentire, oggi forse non avremmo raggiunto questo risultato.

 

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About Fabiano Catania

COLLABORATORE | Classe 1990, siciliano di nascita ma pisano di adozione. Station Manager di RadioEco, radio dell'Ateneo di Pisa, da sempre ha una grande passione per la scrittura e l’informazione libera. Si interessa di musica indipendente ed è un appassionato del cinema d’autore.

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