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Il tour dell’alcol

Pubblicato il Pubblicato in Eureka, Recenti, Scienza e Salute

7Q4C1478L’Estate è ormai terminata e con essa alcune abitudini – non propriamente salutari – come l’aperitivo alcolico, magari consumato sulla spiaggia al tramonto.

Cosa succede nel nostro organismo, quando assumiamo dell’alcol? L’alcol contenuto nelle bevande è l’etanolo, derivato dalla fermentazione degli zuccheri ad opera di microrganismi, processo di cui ho fatto un cenno in un mio precedente articolo (Breve apologia dei microbi). Quando assumiamo una bevanda, l’alcol in essa contenuto viene assorbito principalmente a livello dell’intestino e la velocità di assorbimento è influenzata da diversi parametri: gradazione, anidride carbonica, assunzione di cibo.

La gradazione alcolica della bevanda fa aumentare la velocità di assorbimento, così come la  presenza di anidride carbonica (contenuta, ad esempio, nella birra) che ha l’effetto di accelerare lo svuotamento gastrico. Quindi a parità di gradazione, l’alcol contenuto in una bevanda “con le bollicine” sarà assorbito in un tempo minore. Un parametro che invece rallenta l’assorbimento di alcol è l’assunzione di cibo, che oltre a diminuire la superficie dell’intestino a disposizione per l’assorbimento dell’alcol, fa diminuire la velocità di svuotamento gastrico. Una volta assorbito, l’alcol passa nel circolo sanguigno e raggiunge vari distretti corporei, soprattutto quelli più irrorati, come reni, cervello e fegato. Quest’ultimo è l’organo che si occupa dello smaltimento dell’alcol: l’enzima alcol deidrogenasi, con l’ausilio del coenzima NAD+, ossida l’etanolo in acetaldeide. Quest’ultima è ulteriormente ossidata ad acetato, dall’aldeide deidrogenasi e dal coenzima NAD+.

Queste due reazioni causano un accumulo di protoni che acidificano l’interno degli epatociti (le cellule del fegato), quindi vengono alterate alcune vie metaboliche come quella che consente di usare gli acidi grassi come fonte di energia, quindi si ha una accumulo di grasso proprio a livello del fegato (steatosi epatica). Viene inoltre alterato il normale metabolismo dei glucidi, con conseguente ipoglicemia che può avere anche conseguenze fatali. Uno degli effetti immediati che si ha in seguito all’assunzione di alcol, è l’aumentato stimolo della minzione, dovuto all’inibizione del rilascio dell’ormone antidiuretico. A questo segue uno stato di disidratazione, che è la causa principale del mal di testa che affligge chi ha bevuto un bicchiere di troppo, in quanto si ha una perdita di liquidi soprattutto a livello delle meningi (le membrane che rivestono il cervello). Un abuso di alcol prolungato nel tempo causa gravi carenze di ferro, calcio, zinco, sodio e potassio e di  vitamine: B6 (funge da coenzima nel metabolismo lipidico e degli amminoacidi), B9 (necessaria per i processi di sintesi e riparazione del DNA), B12 (coinvolta nel metabolismo di carboidrati, proteine e lipidi), A (essenziale per lo sviluppo scheletrico e la produzione del retinale, molecola coinvolta nel processo visivo), D (regola il metabolismo del calcio), K (necessaria per la corretta coagulazione del sangue).

img_come_l_alcol_nuoce_al_cervello_12921_origGli effetti dell’alcol sul sistema nervoso variano a seconda della quantità assunta: un’alcolemia compresa tra 0,2-0,4 g di etanolo per litro di sangue (valore raggiungibile da una donna di 55 Kg di peso che abbia bevuto a stomaco vuoto una lattina di birra da 330 ml con un tasso alcolico del  4%) causa una lieve euforia ed un iniziale incooridinazione motoria che aumenta con un’alcolemia compresa tra 0,5 g/l e 0,8 g/l, che è il limite massimo consentito dalla legge italiana per mettersi alla guida, ed è un valore ampiamente raggiunto da un uomo di 75 Kg che abbia assunto a stomaco vuoto 660mL di birra con gradazione alcolica del 8%. Con valori compresi tra 2 g/l e 4 g/l si è in uno stato di ubriachezza profonda, caratterizzata da apatia, confusione, nausea, difficoltà a mantenere la stazione eretta. Con valori di alcolemia più elevati si rischia il coma etilico e perfino la morte.

Perchè l’alcol piace così tanto? Quali sono i suoi effetti sul nostro cervello? L’alcol stimola il sistema dopaminergico nel nostro cervello. La  dopamina è un neurotrasmettitore coinvolto nei processi di gratificazione e che viene rilasciato in presenza di stimoli (come alcol, sostanze stupefacenti, cibo e sesso) che producono uno stato di “ricompensa” e “motivazione”. Secondo una recente ricerca effettuata dall’Università canadese di McGill, l’eccessivo rilascio di dopamina, in seguito all’assunzione di alcol, renderebbe il soggetto più incline all’alcolismo.

L’alcol ha anche l’effetto di deprimere l’attività sinaptica tra i neuroni, agendo sui recettori di due neurotrasmettitori: il GABA e il glutammato.  Il primo è coinvolto nell’attività sinaptica inibitoria e l’alcol ne aumenta l’effetto, con conseguente depressione dell’attività cerebrale (attività sedativa dell’alcol). Il glutammato è coinvolto, invece, nell’attività sinaptica eccitatoria e l’alcol ne diminuisce l’effetto agendo su un particolare recettore che è coinvolto nel processo di formazione dei ricordi: così si spiega il deficit di memoria post-sbronza.

Concludo questo articolo con una citazione di Woody Allen, invitandovi a pensarci su prima di alzare il gomito:

<<Il mio fisico non lo tollera l’alcol. Veramente! Ho bevuto due Martini, la vigilia dell’ultimo dell’anno, e ho tentato di dirottare un ascensore su Cuba!>>.

 

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About Deborah Crifò

COLLABORATRICE | Nata nel Dicembre del 1991, da ragazzina sognava di diventare un'archeologa. Per questo, fu ben lieta di iscriversi al Liceo Classico "Gorgia" di Lentini (SR) per studiare latino e greco. Ma questa scelta, della quale non si è mai pentita, l'ha portata in realtà ad appassionarsi alle scienze, in particolar modo alla Fisica ed alla Biologia. Oggi è laureata in Scienze Biologiche e frequenta il corso di laurea specialistica in Biologia Cellulare e Molecolare presso l'Università degli Studi di Catania.

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