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Il Mondiale negli occhi di una donna

Pubblicato il Pubblicato in Agenda, Costume e Società, Recenti

Cosa hanno in comune un bambino costretto a sorbirsi una conferenza sui broccoli stufati ed una donna nel periodo dei Mondiali?
La noia.

Dai ragazze, diciamoci fino in fondo la verità: per noi i mondiali di calcio (traduzione: partite sempre, ovunque, in ogni momento) sono una sfaticata. Bellissimi giorni di sole buttati al vento perché, mettiamocelo in testa, c’è sempre una partita da vedere, un rigore da commentare, un fuorigioco (questo sconosciuto) da criticare. Cascasse il mondo, il maschio italico deve vedersi tutte le partite, tutti i riscaldamenti, tutte le discussioni post partita, tutte le avvincenti teorie sull’alluce valgo del giocatore della Tanzania che potrebbe non giocare il match (e tutti sappiamo quanto sarebbe tremendo). Eh sì, poco importa che il vostro uomo abbia un carattere mite, tranquillo, calmo e rilassato: nei Mondiali, tutto può cambiare.

Vediamo come.

Allora, tanto per iniziare  è bene prepararsi psicologicamente: i Mondiali finiranno il 13 di Luglio e, sia che l’Italia arrivi prima, sia che arrivi ultima, il vostro uomo pretenderà categoricamente di vedere la partita. Ca-te-go-ri-ca-men-te. So che è un concetto un po’ difficile da capire, ma dobbiamo impegnarci a fondo: ne va della nostra vita da fidanzate.

Seconda cosa molto, molto importante: capire che tipo di uomo avete accanto. Io mai riuscirò a comprendere fino in fondo il rapporto viscerale, quasi animale, che lega il maschio ad un pallone che rotola in un campo d’erba, ma tutto sommato posso considerarmi fortunata: il mio ragazzo è il classico maschio italico che sì, deve vedersi la partita, sì, deve vedersi anche le altre partite (ieri sera mi ha detto che si chiama “Mondiale” per un motivo) e sì, nelle due ore di partita diventa il miglior mister del mondo (la fascia non va bene, il terzino destro è spostato a sinistra, il portiere ha le braccia troppo corte, lo schema di gioco è sbagliato, l’allenatore non capisce niente), ma ancora, per ora, non considera il calcio come una confessione religiosa o come un culto pagano da venerare e, soprattutto, non ritiene essenziale la mia presenza durante le partite (evvai!).

Terzo elemento fondamentale per sopravvivere durante questo mese: la pazienza. Siate tanto, tanto, tanto, tanto, tanto pazienti. Fare training autogeno, consultate il Dalai Lama, bevete due litri di camomilla ma per carità, state calme. Frasi come <<non mi porti mai a cena>>, <<per te sono scontata>>, <<non andiamo mai a fare shopping>>, <<non ti sei accorto del mio nuovo taglio di capelli>> devono essere cancellate, perché tanto il vostro uomo non vi ascolterebbe. Per lui, in questo periodo, siete una non meglio definita donna a cui il calcio piace, ma non in maniera esagerata. Insomma, siete inutili.

Care donzelle, aprite gli occhi e sventolate le orecchie: se non volete rischiare la separazione o peggio, la morte, non chiedete mai al vostro uomo di “cambiare canale alla tv”.
La televisione non è vostra. Il telecomando non è vostro. Il maschio italico deve avere pieno possesso dell’ambiente in cui si trova per vedere le partite, perché, diciamolo, in questo periodo noi siamo utili quanto un soprammobile. Arrediamo la casa e diamo un po’ di gusto all’ambiente.
E che dire di quelle meravigliose serate in cui il vostro lui invita a casa vostra tutti i suoi amici?
No, infatti, meglio non dire niente e lasciarci andare all’immaginazione.

Insomma, ragazze, tanto alla fine sapete qual è la verità? Che a noi non solo piace vedere le partite (dell’Italia), ma ci piacciono anche i nostri uomini che in questo mese ci vedono come dei semplici passatempo tra una partita e l’altra.
So che è un’affermazione che lascia il segno, ma provate a pensarci un attimo. Sono sicura che, pur con tutti i difetti, a noi il nostro uomo piaccia così com’è. Con la bottiglia di birra e la libera circolazione dei gas corporei e l’urlo bestiale quando i nostri fanno gol.

Perché in fondo, ciò che conta, è avere delle passioni.
E quindi, Forza Azzurri!

About Francesca Cimò

COLLABORATRICE | Classe 1991, toscana. Studentessa di Filosofia, le interessa tutto ciò che riguarda la cultura, la politica, la società. Ogni tanto si sente una 24enne spensierata ma poi le passa. Suoi sono diversi pezzi di attualità.

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