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Il mio piccolo contributo a Giorgio Faletti: “Io uccido”

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Giorgio Faletti (1950-2014) è stato uno scrittore, attore, compositore, cantante e comico italiano

L’anno scorso, il 4 Luglio fu per me una data importante. Ricordo perfettamente cosa successe. Era l’ora di pranzo e accesi la televisione sul telegiornale. Ad un tratto, la giornalista in tv diede un annuncio che mi lasciò letteralmente senza parole. Giorgio Faletti era morto. Rimasi a fissare lo schermo per qualche minuto, senza dire nulla. Avevo abbandonato Faletti da quando aveva scritto Io sono Dio. Mi ero rifiutata di leggere altri suoi libri, perché quei primi quattro erano per me il massimo che avesse potuto scrivere. Oggi, a distanza di un anno, mi rammarico di non aver continuato a conoscere quest’uomo e la sua penna.

Abbiamo conosciuto Giorgio Faletti sono vari punti di vista. Uomo di spettacolo, comico, cantante, attore e poi scrittore. Jeffery Deaver lo apostrofò come uno larger than life: uno da leggenda. E Faletti è diventato davvero un uomo da leggenda. I suoi primi quattro libri, Io uccido, Niente di vero tranne gli occhi, Fuori da un evidente destino e Io sono Dio, hanno venduto milioni di copie. Ed hanno accompagnato la mia attività di lettrice, in quel momento della mia vita in cui cominciavano a consolidarsi i miei gusti letterari, fino a quel momento nutriti dai classici, dai fantasy e dai polizieschi che mio padre collezionava, comprandoli spesso nei mercatini dell’usato.

Oggi, a distanza di un anno dalla sua improvvisa morte, voglio parlarvi del libro che maggiormente mi ha segnato e che, forse, ha fatto crescere ancora di più in me la voglia di diventare scrittrice. È stato il libro che ci ha fatto conoscere il talento letterario di quest’uomo dalle mille risorse. Io uccido uscì nel lontano 2002. Io lo lessi qualche anno dopo.

Subito, aperta la prima pagina, ci troviamo di fronte l’assassino in quello che viene definito il suo “primo Carnevale”. Tutte le sezioni in cui facciamo la sua conoscenza, sono dei Carnevali. Come se quest’uomo normale, in certi momenti della sua vita, fingesse di essere un’altra persona. Porta una maschera, una maschera di terrore:

<<L’uomo è uno e nessuno. Porta da anni la sua faccia appiccicata alla testa e la sua ombra cucita ai piedi e ancora non è riuscito a capire quale delle due pesa di più. Qualche volta prova l’impulso irrefrenabile di staccarle e appenderle a un chiodo e restare lì, seduto a terra, come un burattino al quale una mano pietosa ha tagliato i fili. A volte la fatica cancella tutto e non concede la possibilità di capire che l’unico modo valido di seguire la ragione è abbandonarsi a una corsa sfrenata sul cammino della follia. Tutto intorno è un continuo inseguirsi di facce e ombre e voci, persone che non si pongono nemmeno la domanda e accettano passivamente una vita senza risposte per la noia o il dolore del viaggio, accontentandosi di spedire qualche stupida cartolina ogni tanto>>.

Quest’uomo, che seguiremo man mano nella sua opera di terrore, ucciderà nel corso della storia più di dieci persone, riservando a tutte lo stesso folle trattamento: tutte le vittime, infatti, saranno ritrovate morte e con il volto scarnificato, lasciando sul luogo del delitto delle maschere di terrore.

L’azione è ambientata nel Principato di Monaco, luogo tranquillo, come ci viene presentato, dove il massimo crimine può essere uno scippo. Ad indagare sui delitti ci sono un commissario della Sûreté Publique, Nicholas Hulot ed un ex agente dell’FBI, Frank Ottobre, che si trova per caso lì a Monaco, dopo un incidente che l’ha segnato per tutta la vita. I due, amici da una vita, si ritroveranno a dare la caccia alle ombre, visto che l’assassino sembra essere assolutamente capace di non lasciare traccia.

Altra protagonista importante nella vicenda è Radio Monte Carlo. Nel momento della vicenda, questa emittente radiofonica è al centro dell’attenzione, grazie a un programma in onda la sera in cui viene dato ascolto ai problemi delle persone: il programma si chiama appunto Voices, e lo speaker, Jean-Loup Verdier, è un ragazzo capace di ammaliare con la sua voce e capace anche di dare supporto alle persone. È proprio durante una delle puntate che l’assassino farà la sua prima apparizione, facendo salire ancora di più i dati di ascolto, mettendo in allarme le forze dell’ordine e lasciando una scia di dolore:

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Copertina del libro “Io uccido” di Giorgio Faletti, pubblicato nel 2002 dalla casa editrice “Baldini Castoldi Dalai”

<<“In cosa siamo uguali?”

“Per il mondo siamo tutti e due una voce senza volto, da ascoltare con gli occhi chiusi, immaginando. Là fuori è pieno di gente occupata a procurarsi una faccia da mostrare con orgoglio, a costruirsene una che sia diversa da tutte le altre, senza nessuna preoccupazione all’infuori di quella” […]

“Mi spiace per te. Credo di intuire che non ami la gente”.

“Tu la ami?”

“Non sempre. A volte cerco di capirla e quando non ci riesco cerco almeno di non giudicarla”

“Almeno in questo siamo uguali. L’unica cosa che ci fa differenti è che tu, quando hai finito di parlare con loro, hai la possibilità di sentirti stanco. […] Io no. Io di notte non posso dormire, perché il mio male non riposa mai”.

“E allora tu che cosa fai, di notte, per curare il tuo male?”

“Io uccido…”>>.

Da questa prima volta, le telefonate dell’assassino si susseguiranno regolarmente, annunciando ogni volta un nuovo omicidio. E attraverso la musica, l’uomo darà anche un aiuto alle forze di polizia, degli indizi musicali riconducibili di volta in volta alle vittime, che però saranno ogni volta decifrati fuori tempo. Hulot ed Ottobre si troveranno sempre di fronte a indizi che li porteranno a scoprire le vittime nel momento in cui l’assassino ha già compiuto il suo lavoro. Fin quando, un piccolo passo falso commesso da Nessuno (è il nome che daranno all’omicida) non li illuminerà sull’intera vicenda. I due poliziotti infatti riusciranno a scavare nella vita di Nessuno, fino a scoprire una verità che lascia l’amaro in bocca. E non solo, i due si ritroveranno davanti un uomo che li ha presi in giro fin dall’inizio.

Io uccido è un thriller mozzafiato. Quando si pensa di essere arrivati al massimo dell’orrore, ecco che tutto viene ribaltato, e si capisce che non c’è mai fine al peggio. Faletti ha costruito la storia magistralmente. Ci sono stati momenti in cui ho realmente pensato che solo un genio poteva inventare una storia così. I personaggi sono tutti ben delineati, fin nelle pieghe delle loro esistenze. Capiamo perché sono così, perché si comportano in determinati modi, tutti riconducibili alle esperienze che hanno vissuto. Persino la figura dell’assassino, quest’uomo che probabilmente soffre di bipolarismo, è ben costruita. Lo seguiamo in questa sua opera folle, vediamo l’uso che fa delle sue maschere della morte e quando veniamo a conoscenza della sua storia, arriviamo a provare pietà per lui. Ci sentiamo leggermente vicini alla sua sofferenza. In un certo senso, come per il protagonista di Delitto e castigo, stiamo dalla sua parte.

Ho riletto Io uccido in questi giorni, dopo averlo riletto in questi anni altre volte. Ogni volta, sebbene conosca la vicenda, mi immergo nelle pagine del libro con un nuovo occhio. Rileggere i libri che ci hanno segnato penso sia una cosa importante. Ogni volta lo facciamo con una nuova consapevolezza. Nei momenti in cui nessun libro riesce a catturarmi, lo rifaccio e ne esco ripagata.

Da quando lavoro nella libreria della mia città, mi è capitato spesso di incontrare persone che non hanno letto le opere di Giorgio Faletti. Le ho consigliate loro, sperando di creare un legame tra di noi o tra di loro. Ogni volta, quando un cliente che lo ha letto mi dice <<davvero bellissimo>>, provo una sensazione di pace. Mi sento gratificata e penso all’autore, che rivive in quelle letture e in quelle parole.

Questa recensione è stata il mio piccolo contributo a Giorgio Faletti, sperando che altri dopo di lui riescano a scrivere capolavori come il suo. Fino ad ora, non ne ho incontrati tanti.

 

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About Rosangela Farina

COLLABORATRICE | Nata ad Augusta (SR) il 28 Gennaio del 1991, si è laureata in Lingue e Culture Europee presso l'Università degli Studi di Catania e ora lavora come libraia alla libreria Mondadori della sua città. Ha un amore incondizionato per i libri. Il suo genere preferito sono i thriller e i fantasy, con qualche eccezione per i romanzi.

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