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Il marcio dilaga: non si ferma il calcioscommesse

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calcioscommesse_2015-1030x615Ci risiamo. Uno scandalo tira l’altro, nel mondo sempre più marcio del pallone nostrano. Sembra quasi che tutto abbia una scadenza pluriennale. Passato un po’ di tempo nella tranquillità e senza novità di rilievo, inevitabilmente escono nuovi scandali che infangano ulteriormente uno sport già falcidiato da innumerevoli problemi, quali: ultras, strutture scadenti e dichiarazioni squallide di personaggi di rilievo che meriterebbero un corso di rieducazione sociale e civile. Gli scandali restano più o meno gli stessi: a cambiare sono i protagonisti. Ed a volte nemmeno quelli, ritrovandoci di fronte a personalità recidive che evidentemente, dallo sport, non hanno ricevuto nulla a livello etico e morale.

Nella storia del calcio italiano ne abbiamo viste di tutti i colori. Dal calcioscommesse degli anni ’80 fino alla combine <<inutile e gratuita>> di Genoa CFC – FBC Venezia del 2005. Dal caso scommesse del 2011 con Doni, Bettarini, Signori e l’autogol di Andrea Masiello, fino al più celebre e squallido di tutti: gli eventi relativi a Calciopoli che nel 2006 portarono alla luce il sistema che tutti conosciamo. Potrei elencarne molti di momenti infausti, ma starei qui per settimane. Adesso, nel 2015, si apre un nuovo filone che riguarda una serie di partite truccate tra Lega Pro e Serie D riguardanti prevalentemente la fascia centro-meridionale del campionato. Una bolla che è esplosa, portando al coinvolgimento di oltre trenta club ed a decine di arresti da parte della Polizia di Stato tra presidenti, calciatori e dirigenti con l’accusa di associazione a delinquere, finalizzata alla frode sportiva.

Tra questi arresti figurano Ercole Di Nicola (ds de L’Aquila Calcio) che, secondo le forze dell’ordine ed a seguito delle intercettazioni telefoniche, parrebbe essere uno degli uomini chiave del giro del malaffare nonché il personaggio che avrebbe trascinato la squadra abruzzese nel fango da cui, adesso, dovrà cercare di riemergere. Un giro di scommesse in cui, secondo gli inquirenti, ci sarebbero anche infiltrazioni della ‘ndrangheta calabrese, da sempre interessata ai giri di soldi sporchi che circolano nel calcio. L’altro arrestato di rilievo della retata è Vito Morisco, dirigente tecnico della SSD Brindisi Calcio ed il quale, dopo due giorni di carcere, ha confessato davanti al G.I.P. di Bari la presenza di combine in una partita tra il suo club e l’ASD Calcio Pomigliano: <<Lo 0-4 col Pomigliano è stato pagato 12mila euro>>. Ma oltre a questa, gli incontri sotto osservazione sarebbero almeno quindici nella Lega Pro e tredici nella Lega Dilettanti di Serie D.

lega-pro-risultatiTra le squadre coinvolte si annoverano l’Aurora Pro Patria, la SS Barletta Calcio, le già citate Brindisi e L’Aquila, il FC Neapolis (Mugnano), la SEF Torres, la Vigor Lamezia Calcio, il Sorrento Calcio, la SS Akragas, l’USD San Severo, la Reggina Calcio, l’Ascoli Picchio FC e persino l’US Salernitana di Claudio Lotito che soltanto venti giorni fa aveva festeggiato la promozione in Serie B. Sotto osservazione, per la squadra campana, le sfide contro il Messina Calcio e Barletta. Una struttura che cercava d’infiltrarsi sempre più in alto, per giungere alla Serie B e successivamente alla Serie A. Fortunatamente, il tutto è stato scoperto prima che ciò potesse accadere. Sperando di non avere altre sorprese nelle prossime settimane, questo dettaglio non deve essere di conforto, vista e considerata l’espansione che il caso sta prendendo di ora in ora.

<<Noi siamo parte lesa>>. Si è difeso con queste parole il Presidente della Federcalcio Carlo Tavecchio, escludendo qualsiasi forma di responsabilità da parte della FIGC. Un nuovo scandalo che, però, non rafforza sicuramente la posizione del numero uno del calcio italiano che dopo appena un anno dal suo insediamento vanta già polemiche importanti – anche personali – tra cui quelle per il famoso caso Opti Poba. Oltre a questo, resta da far luce sulla presenza o meno di un possibile uomo coinvolto nella truffa all’interno della commissione FIGC, della cui conoscenza si vanta il dirigente della Pro Patria (squadra indagata per le combine) Mauro Ulizio, durante un’intercettazione telefonica.

Penalità o retrocessioni? In questo caso, ad essere interessati sono ufficialmente i dirigenti dei club e non sono da escludere ripercussioni – anche pesanti – sulle classifiche dei campionati. Le Procure della Repubblica di Cremona, Roma e Catanzaro stanno lavorando incessantemente per la risoluzione del caso in tempi rapidi, ma è difficile che prima di Luglio si arrivi ad una decisione definitiva. Intanto verranno disputati i play-off ed i play-out con diverse tra le squadre coinvolte in questo nuovo paragrafo di squallore calcistico in salsa tricolore. Il Procuratore della FICG Stefano Palazzi è atteso da un lavoro immane nei prossimi mesi, per garantire il regolare svolgimento dei calendari, nei tempi stabiliti. Non è da escludere un slittamento.

Per il momento, quindi, non ci resta che osservare. Tappandoci il naso ancora una volta, di fronte al marcio degradante che viene scoperto all’interno di un mondo che altro non è che lo specchio della società istituzionale italiana.

 

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About Giacomo Corsetti

COLLABORATORE | Classe 1990, toscano e residente a Pietrasanta, in Provincia di Lucca. Studente di Lettere – Discipline della Comunicazione e dello Spettacolo presso l’Università di Pisa. Blogger di RadioEco, radio dell'Ateneo di Pisa. Nutre una grande passione per lo sport, il cinema, il teatro e l'informazione libera. E' amante di tutto ciò che concerne la cultura.

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