stampmoneyout_traditional3_1024x1024

Il Falso Problema

Pubblicato il Pubblicato in Politica ed Economia, Quorum, Recenti

rimborsi-elettorali-partiti1-433x352Sembra ormai una tradizione dell’opinione pubblica italiana focalizzarsi su un falso problema. Non proprio dei problemi inesistenti, sia chiaro: ma normalmente non dovrebbero diventare prioritari. Quando la vostra casa va a fuoco, la prima cosa che pensate non dovrebbe essere “salvare i gerani del balcone al terzo piano” ma “recuperare i figli dalla camera da letto”: invece in Italia si pensa ai gerani. Esempi ce ne sono a bizzeffe, ma oggi mi vorrei focalizzare su uno che per molto tempo è stato un leitmotiv: l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Cavallo di battaglia di compagini politiche come il MoVimento 5 Stelle, gode di un ampio consenso nell’opinione pubblica a causa dei vari scandali correlati: dai lingotti e diamanti di Belsito fino ai più originali dildo alla giunta regionale di Trento, possiamo dire che non ci siamo fatti mancare nulla. Ed anche chi scrive l’articolo, infatti, era talmente disgustato dal ripetersi di scandali simili che non vedeva l’ora che li abolissero. Desiderio che, salvo cambiamenti dell’ultimo minuto, dal 2016 diverrà reale poiché il 2015 dovrebbe essere l’ultimo anno che i partiti godranno del finanziamento pubblico.

Una buona notizia? Non proprio. Se davvero crediamo che con l’abolizione del finanziamento pubblico i partiti si comporteranno in modo più onesto e trasparente, allora siamo degli ingenui. Se infatti guardiamo la classifica dei Paesi che non hanno il finanziamento pubblico dei partiti, molti di loro non sono certo campioni in trasparenza e onestà. In questa lista troviamo poche Nazioni e tra queste possiamo annoverare il Venezuela, la Mauritania o la Bielorussia: non certo degli esempi di buon Governo. Ma se il finanziamento pubblico è un falso problema allora qual è il vero problema? La risposta è semplice: il finanziamento privato. Se è vero che il finanziamento pubblico in Italia dovrebbe essere maggiormente regolato onde evitare scandali di rimborsi gonfiati e spese pazze, il finanziamento privato in Italia praticamente non è regolato. Se vediamo la nuova legislazione che entrerà in vigore a partire dal 2016, l’unico limite presente nelle donazioni è l’importo che non può essere oltre i 300 mila euro. In pratica chiunque può fare una donazione. Se in Paesi come il Belgio si prevede addirittura la proibizione alle persone giuridiche di finanziare i partiti, in Italia siamo un Paese talmente aperto che anche gli anonimi possono fare donazioni.

In un Paese come l’Italia afflitto da problemi come l’infiltrazione mafiosa o il conflitto di interessi, dare la possibilità agli “anonimi” di finanziare i partiti è assolutamente ridicolo. Voi direte che il limite dei 300 mila euro è comunque una garanzia: falso!

Se un personaggio come Totò Riina volesse finanziare un partito non sarebbe così stupido da fare una sola grande donazione anonima, ma ne farebbe centinaia e centinaia di piccole, tanto c’è la garanzia di anonimato. Il sistema italiano è talmente “free” che perfino Paesi come la Moldavia prevedono meccanismi più severi di controllo sul finanziamento privato al sistema politico. Ma se pensate sia finita vi sbagliate, perché la legge italiana non regola assolutamente neanche il finanziamento proveniente dall’estero. Quindi non solo non siamo tutelati dalla corruzione nostrana, ma abbiamo anche il problema di quella proveniente dall’estero. Non solo ma il finanziamento privato con la nuova legislazione può rivelarsi un business incredibile. Infatti la legge prevede detrazioni dall’imposta lorda pari al 37% per importi compresi tra i 30 ed i 20 mila euro, del 26% per quelli tra 20 mila e 70 mila.

In sintesi, tutti noi ci siamo focalizzati per anni sul finanziamento pubblico e ci siamo completamente dimenticati della voragine che esiste su quello privato. Se la nostra opinione pubblica continuerà a focalizzarsi sui falsi problemi, non sorprendiamoci poi se il nostro Paese – già oggi – è classificato come un Paese “semi-democratico” e metà della corruzione europea in cifra totale è made in Italy.

 

Alcuni simboli elettorali presentati al Viminale, Roma, 13 gennaio 2013. ANSA/FRANCESCA BALDI

 

——————–

Immagine in evidenza: clicca qui

Fonti Immagini:

n.1 -> clicca qui

n.2 -> clicca qui

n.3 -> clicca qui

About Cristoforo Simonetta

COLLABORATORE | Nato a Bagno a Ripoli (FI), il 31 Dicembre del 1991. Frequenta gli Studi Europei-Relazioni Internazionali presso l'Università degli Studi di Firenze. Ha partecipato in diversi progetti e programmi di interscambio all'estero, per cercare di conoscere e comprendere un mondo sempre più globalizzato e più vicino di quanto si possa credere. E' attivista presso l’organizzazione ambientalista "Amici della Terra".

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *