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I giovani e la Politica

Pubblicato il Pubblicato in Costume e Società, Recenti, Vietato ai Maggiorenni

<<Ehi, vieni a bere qualcosa in centro stasera?>>,

<<Magari un’altra volta. Lo sai che alle 8 abbiamo la riunione del circolo!>>

Risposta piuttosto insolita da parte di un giovane. Chi non preferirebbe infatti, durante le calde sere d’estate, sedersi al tavolo con gli amici davanti ad un bel drink dissetante, piuttosto che partecipare ad una noiosa attività di partito? Chi rinuncerebbe, il sabato pomeriggio, al tradizionale shopping tra i negozi della città o alla partita di calcio nel parco dietro casa per distribuire, porta per porta, insignificanti volantini in bianco e nero? E chi sacrificherebbe il sonno della domenica mattina per scendere in piazza, montare il gazebo e tenerlo aperto fino a orario inoltrato? Fare Politica, insomma, sembrerebbe solo un’inutile perdita di tempo, soprattutto quando ci si ritrova nel fiore dell’età. Eppure sono molti i giovani che decidono di dedicare i propri momenti liberi a questo ambito della società ed io, una ragazza di 17 anni, voglio provare a spiegarvi qual è il vero motivo di questa scelta, raccontando la mia esperienza personale di semplice militante all’interno di un partito giovanile.

Ho iniziato ad interessarmi di politica all’età di 14 anni quando, seguendo ogni sera il telegiornale attorno al tavolo con la mia famiglia, scaturivano dibattiti piuttosto accesi tra me e mio padre nel commentare le notizie inerenti le mosse del Governo, i diritti civili, la crisi economica e dei valori. La scuola, inoltre, mi ha offerto molti stimoli di ragionamento sull’attualità e su che cosa significhi essere cittadini attivi e vivaci di fronte alla bellezza della nostra costituzione. Esprimere i miei pensieri in questa palestra serale di dialogo con i miei genitori e discutere sui banchi di scuola mi ha offerto dunque la possibilità di comprendere che la mia vera passione non era il nuoto, né la danza, né la musica, ma un bene superiore a qualsiasi altro tesoro prezioso: il bene comune del mio Paese. Essere giovani, spesso, rispecchia un notevole vantaggio poiché consente facilmente di sognare ad occhi aperti, di guardare il mondo non come realmente è, ma come si vorrebbe che fosse. Essere giovani comporta il possesso di una grande forza di volontà e di un enorme desiderio di mettersi in gioco, che permette di oltrepassare tutte le barriere che si pongono dinanzi a noi, per salvaguardare un ideale che vale più della nostra stessa persona.

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Ho deciso quindi di iniziare a partecipare agli incontri proposti dal circolo della città in cui attualmente frequento il liceo, per poi passare a quelli della sezione del mio paese. In questi ultimi anni ho avuto l’opportunità di seguire diversi avvenimenti, dalle amministrative alle politiche, dalla raccolta firme per le svariate proposte di legge alle primarie interne del partito e ho sempre vissuto queste occasioni con grande intensità. Sembrerà strano forse, ma anche un semplice volantinaggio o un gazebo in piazza costituiscono alcuni dei momenti più belli e appassionanti della Politica, in quanto parlare con la gente e ascoltare le diverse opinioni permette un arricchimento per sé e per gli altri. E’ davvero istruttivo confrontarsi con ciò che alcuni anziani hanno da raccontare, mentre volano gli anni di fronte ai loro occhi e percependo i loro ideali di Stato, un tempo forti e vigorosi, venire meno come le loro forze che non riescono più a mantenerli in piedi: vi è in essi, tuttavia, la memoria della loro giovinezza e di come volessero cambiare in mondo (proprio come i ragazzi d’oggi) e sembra che il ricordo li rianimi completamente nello spirito. Questo dimostra quanto sia coinvolgente la forza della cosa pubblica, dalle generazioni più anziane alle più giovani.

Politica, però, è anche amicizia. In più di tre anni ho conosciuto infatti delle persone straordinarie, talvolta molto diverse tra loro, ma accomunate dallo stesso amore per il proprio Paese. Si cresce insieme nelle attività organizzate dal partito, giorno dopo giorno, mese dopo mese, ma al di fuori di esse possono instaurarsi anche rapporti molto più stretti. La Politica, inoltre, è emozione. Si può provare una gioia immensa nel vincere delle elezioni, una forte delusione nel caso contrario. Ci si commuove quando uomini e donne privi di un lavoro, di risorse o di assistenza per i loro cari o ancora esclusi dalla società per la loro “diversità” si avvicinano, con gli occhi lucidi e dolenti, per chiederti di combattere per i loro diritti, di cambiare un’Italia che, a volte, non si dimostra troppo generosa nei confronti dei suoi cittadini. Infine, per non mancare, la Politica è divertimento. Ogni anno, infatti, vengono organizzati dalle sezioni locali, regionali o dal partito nazionale dei campeggi, delle scuole di formazione o semplici serate in compagnia in cui, che il cibo sia pizza o barbecue non fa alcuna differenza, perché ciò che davvero importa è stare insieme e spassarsela in allegria.

Il mondo della Politica sa essere come una seconda famiglia, che nella vita di un giovane non deve assolutamente mancare per riuscire a diventare un adulto più responsabile e “umano”.

E voi, cosa aspettate a mettervi in gioco?

Giovani1

About Chiara Piutti

COLLABORATRICE | Nata nel 1996, è cresciuta tra le verdi colline chiampesi e gli storici palazzi e vie di Vicenza. Ha frequentato il Liceo Classico "A. Pigafetta" ed attualmente studia Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Padova. Nel tempo libero le piace impegnarsi attivamente nella comunità, attraverso la politica e l'organizzazione di attività culturali per la cittadinanza.

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