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I Gattopardi d’Oro dopo 25 giornate di Serie A

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I Gattopardi d’Oro per la Serie A ritornano quando il massimo Campionato nostrano si avvicina al rettilineo finale, dopo la seconda curva che ha visto sbandare pericolosamente alcune compagini e tornare miracolosamente in gara molte altre, all’insegna di sorpassi e contro-sorpassi spettacolari ai quali il Campionato del Bel Paese ci abitua da sempre, nel corso della sua illustre storia.

Ricordiamo le cinque categorie premiate:

  1. Gattopardo d’Oro alla Miglior Squadra ;
  2. Gattopardo d’Oro alla Miglior Partita ;
  3. Gattopardo d’Oro al Miglior Allenatore ;
  4. Gattopardo d’Oro al Miglior Giocatore di Supporto ;
  5. Gattopardo d’Oro al Miglior Giocatore .

 

  • MIGLIOR SQUADRA: Juventus FC

12733367_1029783370401798_2506728670293202556_nLa vittoria di Sabato sera contro la SSC Napoli (unica altra compagine in corsa, a questo punto, per il titolo) suggella una grande rincorsa, durata quindici giornate. Quindici vittorie consecutive tramutate in quarantacinque punti da un collettivo che da l’impressione di essere in costante crescita, indipendentemente dallo stato di forma dei singoli. La filosofia dei piccoli passi da parte di un allenatore mai troppo apprezzato come Massimiliano Allegri paga i propri dividendi settimana dopo settimana, sulle ali di un Paul Pogba ritrovato e di un Paulo Dybala trascinatore anche nei momenti di massima difficoltà, trovando ogni settimana protagonisti diversi, con la certezza di una cosa: la serendipità. La Juventus 2015-16 è una squadra che sfrutta il concetto molto più cestistico che calcistico del lasciare che sia la partita a venire da te: non è una squadra che stritola gli avversari, spesso concede loro anche molto campo, com’è avvenuto sabato contro il Napoli capolista, ma lascia che siano gli episodi ad avvenire in maniera distaccata dal piano partita, affidandosi anche alle invenzioni estemporanee dei giocatori di maggior classe. Certo, i giocatori dal grande tasso tecnico vanno lasciati liberi di esprimersi con serenità. In questo aspetto, si materializza l’enorme merito di mister Allegri: ritrovare la serenità dalla cintola in giù (Andrea Barzagli, secondo La Gazzetta dello Sport, ha una mostruosa media di 6.8 senza aver realizzato goal), inserendo volta per volta interpreti e moduli diversi, senza mai compromettere un sistema in continua evoluzione. La Juventus, nuova capolista della Serie A è anche, in questo momento, la più seria candidata a questo Gattopardo d’Oro al termine della stagione.

 

  • MIGLIOR PARTITA: Stadio Marcantonio Bentegodi, 7/2/2016, Hellas Verona FC – FC Internazionale Milano, 3-3

Le due più grandi what if del Campionato danno decisamente spettacolo alla 24esima giornata. La considerazione per cui una grande partita può definirsi tale, anche se preparata egregiamente, in questo caso viene decisamente lasciata da parte. Non per demeriti dei due allenatori: Roberto Mancini e Luigi Delneri sono due degli allenatori più preparati che la Serie A abbia prodotto negli ultimi tre lustri, ma evidentemente le due compagini non sono state così ligie ai propri doveri. Ne nasce la partita più divertente della stagione: sei reti, quattro delle quali nate da calci piazzati, una rimonta da parte dei favoriti e una serie di occasioni che oltre a confermare Samir Handanovič in cima alla classifica di miglior portiere dell’anno, lancia Pierluigi Gollini nel novero dei futuri papabili per il ruolo di numero 1 della Nazionale maggiore. E poi l’incredibile fascino esotico dei marcatori: ad un improbabile Jeison Murillo in veste di gran cerimoniere di inizio marcature risponde un terzetto così insolito che entrerebbe di diritto nel novero dei marcatori improbabili redatto da Beppe Severgnini nei propri Interismi: Filip Helander, Eros Pisano ed Artur Ioniță ai quali, a loro volta, risponderà il subentrato Ivan Perišić con un goal e un assist per Mauro Icardi. E al termine di questa partita sorgono i numerosi what if: cosa sarebbe stato se l’Inter avesse conservato la propria solidità di inizio stagione? Cosa sarebbe stato per il Verona senza gli infortuni e le cessioni illustri? Che sarebbe stato se le due squadre avessero giocato continuativamente come nel momento in cui si son trovate in svantaggio e ferite in questa partita? Le risposte non ci sono. Ma ciò che resta è il più grande spettacolo dei primi due terzi di questa stagione italiana.

 

 

  • MIGLIOR ALLENATORE: Ex aequo tra Maurizio Sarri e Roberto Donadoni
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Da sinistra verso destra: Roberto Donadoni (1963) e Maurizio Sarri (1959), quando ricoprivano rispettivamente le panchine del Parma FC e dell’Empoli FC

Da noi rinominato Il nuovo Molosso, Maurizio  Sarri ha già meritato la statuetta di inizio stagione, confermandosi al top della Serie A, plasmando il suo Napoli sempre più a propria immagine e somiglianza e forgiandolo sempre più resistente alle battute d’arresto. Il più grande traguardo del toscano, a questo punto della stagione, può dirsi non tanto il secondo posto quanto l’aver reso un impianto di gioco di una “provinciale” come quello espresso ad Empoli, The Way: l’unico modo credibile di contrastare la Juventus a questo punto del Campionato. Risultava impossibile non citare Roberto Donadoni, che con il suo Bologna FC 1909 sta ridando vita a numerosi interpreti di talento di una compagine nettamente superiore allo standard della zona retrocessione, con un Mattia Destro in costante crescita e degli ottimi Emanuele Giaccherini ed Anthony Mounier, i rossoblu si sono issati fino a metà classifica, senza risparmiare uno tiro mancino casalingo tramutatosi in un 3-2 ad un Napoli (squadra in passato allenata dallo stesso Donadoni) fresco di primato dopo la vittoria 2-1 contro l’Inter di appena sei giorni prima. Non male uno che da giocatore fu definito da Michel Platini – uno che di calcio parrebbe masticarne – come <<il miglior giocatore italiano degli Anni ’90>>, oltre ad esser stato uno dei primi italiani ad aver esplorato mete esotiche come gli USA e l’Arabia Saudita. Ventisette punti in quindici giornate valgono per il tecnico bergamasco assieme a Sarri – e al sempre dimenticato ma efficientissimo Allegri – una credibilissima candidatura al Gattopardo d’Oro al Miglior Allenatore di fine stagione.

 

  • MIGLIOR GIOCATORE DI SUPPORTO: Antonio Candreva
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Antonio Candreva (1987), centrocampista della SS Lazio e della Nazionale Italiana

Il fenomenale esterno laziale vince un testa a testa con Giacomo Bonaventura. Essendo entrambi pilastri di due squadre in risalita, ha fatto la differenza il contributo realizzativo portato da Candreva all’interno della crescita biancoceleste. Se il centrocampista tuttofare dell’AC Milan ha realizzato ben cinque reti, ma quasi tutte prima che i rossoneri trovassero una quadratura del cerchio, il terrificante esterno laziale ha già realizzato sette goal, rinascendo insieme alla propria compagine nella notte della vittoria sull’Inter con una doppietta, non smettendo più di segnare. Candreva è, probabilmente, il giocatore italiano dal maggior valore di mercato ancora presente nel nostro Campionato: un caso atipico di conferma delle attese giunta leggermente in ritardo ma con una veemenza che rende inappellabile ogni giudizio giunto in gioventù sul ragazzo romano. Devi necessariamente avere del talento per debuttare in Serie B a diciassette anni con la Ternana Calcio, certo che devi averne, altrimenti l’Udinese Calcio – notoriamente una delle fucine di talenti più rifulgenti d’Europa – non ti affiderebbe la guida tecnica e carismatica della propria primavera. Sembrava sbocciare presto, all’AS Livorno Calcio, il talento di quel giocatore nato trequartista e divenuto una mezzala di possesso tanto talentuosa da sembrare la risposta giusta alla crisi di gioco qualitativo della disastrosa Juve 2010. Evidentemente aveva bisogno di altri due anni, altri due prestiti, prima che Vladimir Petković, allenatore dei laziali ai tempi del suo arrivo, intuisse che con quel fisico (180 cm), quella tecnica di base, quel tiro compatto e quella progressione dirompente, potesse diventare – spostandosi dal centro sulla fascia – uno degli esterni più incendiari, solidi e prolifici della storia del Campionato, senza dubbio il migliore degli ultimi anni. Le qualità tecniche si sposano, poi, con quella personalità forte di chi calcia un cucchiaio per trasformare i rigori più importanti e non tira mai indietro la gamba non lesinando mai un confronto con l’arbitro o con i tifosi. Candreva è il più protagonista tra le non stelle della Serie A: non ha la classe di Felipe Anderson o l’appeal internazionale di Miroslav Klose, ma quando si tratta di decidere le partite la sorte dei biancocelesti passa per questo centrocampista ricercatissimo dai fantallentatori. Il più prolifico tra goal ed assist delle ultime quattro stagioni.

 

  • MIGLIOR GIOCATORE: Gonzalo Higuaín

 

 

La conferma più squillante. Se ad inizio stagione diversi giocatori avevano provato ad insidiarne il dominio, a questo punto la concorrenza sembra evaporata, alzando una nebbia che diradandosi ci mostra un solitario Pipita dominatore del Campionato. Il figlio di JorgeNancy Zacarías è, con ogni probabilità, alla propria miglior stagione in carriera. Ventiquattro goal in venticinque match, con la media di un goal a partita, se non fosse per la piccola macchia della sfida contro la Juventus in cui non ha lasciato il segno. E’ probabilmente uno dei tre giocatori con il rendimento più alto in Europa, che si è trasformato definitivamente in quel Terminator del goal che cannibalizza letteralmente la Serie A. Incarna senza alcun dubbio il concetto americano di MVP (Most Valuable Player). Valuable è un aggettivo di non facile traduzione in senso sportivo: “prezioso”, inteso come “incisivo sul valore complessivo della squadra” è la traduzione più indicata, che racchiude anche il senso di leadership tecnica e l’incidenza sul match che il centravanti argentino esercita con la maglia azzurra. Le votazioni paiono già chiuse: Higuaín sarà il Miglior Giocatore del Campionato a fine stagione, si confermerà anche in Europa?

I verdetti del nostro Campionato si avvicinano a larghe falcate, ma la lotta per tutti gli obiettivi non è mai stata così affollata. Non neghiamo alcuna possibilità di rivoluzione in molte delle nostre categorie. I prossimi Gattopardi d’Oro avranno il sapore di giudizi definitivi: non resta che lasciare l’ultima parola alla Serie A.

 

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About Jacopo Gramegna

REDATTORE | Classe 1996, ex cestista ed ex Parlamentare Regionale dei Giovani in Puglia, diplomato al Liceo Classico. Attualmente è studente di Giurisprudenza d'Impresa presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". Divoratore instancabile di film e studioso di tattica sportiva, nutre una passione viscerale per i racconti che gravitano attorno ai campi da gioco. Si diletta in uno storytelling che possa far convergere le sue numerose anime. Primo Pianista per "NbaReligion.com".

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