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Holodomor: la falsa carestia

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Commemorazione in ricordo dello sterminio del popolo ucraino
Commemorazione in ricordo dello sterminio del popolo ucraino

Tra il 1928 e il 1932 Iosif Stalin elaborò il primo piano quinquennale con l’obiettivo di sviluppare l’industria pesante. Il piano consisteva nel fissare vari obiettivi da raggiungere in diversi settori dell’economia entro cinque anni grazie naturalmente all’intervento statale (trattandosi del Regime Comunista e dunque di una economia pianificata e ad iniziativa pubblica). Nella pratica, tra gli interventi previsti vi erano la costruzione di nuove fabbriche e la nascita dei kolchoz, cioè delle fattorie collettive.

L’ideale di base era quello di mettere fine al concetto di proprietà privata, e per fare ciò le terre vennero appunto unificate nei kolchoz (le cooperative agricole) o nelle aziende di Stato (sovchoz), le quali avrebbero consegnato tutti i prodotti allo Stato ad un prezzo predeterminato. Non solo i prezzi, ma anche la produzione veniva decisa dall’alto, in modo tale che tutto fosse sottoposto al controllo statale. Questi interventi riguardarono ovviamente l’intera Unione Sovietica, ma la collettivizzazione delle terre colpì duramente in particolar modo l’Ucraina, caratterizzata da una lunga tradizione di fattorie di proprietà di singoli imprenditori agricoli: i Kulaki. Questi si opposero fortemente alle direttive del regime, rifiutandosi di riunirsi nei Kolchoz e di consegnare tutto il loro raccolto. Per piegarli scattò l’ordine di ridurli alla fame, venne cioè creata una carestia non naturale ma orchestrata da Stalin al fine di piegare i ribelli delle campagne che in Ucraina e in tutta l’URSS si opponevano alla collettivizzazione così come imposta.

Secondo le stime in quegli anni quasi sei milioni di contadini trovarono la morte indotta per fame, a causa di quello che fu un intenzionale castigo per la loro ribellione, vittime della dekulakizzazione, l’eliminazione fisica o la deportazione di contadini piccoli proprietari terrieri. Alcuni racconti dei sopravvissuti testimoniano come i bolscevichi si organizzassero per privare i contadini del loro raccolto. Vennero create delle brigate speciali, composte da sette persone per ciascuna brigata, con il compito di razziare i villaggi, confiscando dalle case dei contadini fagioli, grano e tutto il cibo che riuscivano a trovare.

Commemorazione delle vittime di Holodomor a Leopoli, Ucraina, in occasione dell'ottantesimo anniversario
Commemorazione delle vittime dell’Holodomor a Leopoli (Ucraina) in occasione dell’ottantesimo anniversario

Ci troviamo di fronte ad una vera e propria criminale pianificazione demografica per eliminare ogni elemento contrario alla società comunista. Per questo motivo questo tragico evento è ricordato con il termine ucraino Holodomor che significa proprio infliggere la morte attraverso la fame o olocausto ucraino. Spesso si usa anche il termine genocidio, ma in realtà questa definizione è forse usata impropriamente, perchè non si è trattato di un piano studiato a tappeto allo scopo precipuo di sterminare un’ intera popolazione (come nel caso dello sterminio del popolo ebraico con il quale spesso questa fase della storia cerca il confronto), ma dell’attuazione di una politica disumana che ha avuto come conseguenza la morte di milioni di persone, prezzo da pagare per portare al compimento uno dei punti cardini del piano quinquennale. Naturalmente per lungo tempo la Russia ha tentato di mantenere tutto all’oscuro, riuscendoci. Soltanto nel 1986 ne parlò apertamente per la prima volta al mondo occidentale uno storico, Robert Conquest, e fu con Michail Gorbaciov che si ruppe il silenzio.

L’avversione degli ucraini nei confronti dei russi è ancora forte. A stento si riconosce il compimento di una tale atrocità. L’uccisione di un intero popolo e l’eliminazione di villaggi interi non sono facili da dimenticare, e forse anche per questo il risentimento è ancora forte. Se si fosse ammesso poi che questa tragedia ha coinvolto anche altri popoli e che si è trattato né più né meno di una politica feroce – ennesimo scempio di un regime che si è dimostrato essere un clamoroso errore ed un fallimento da tutti i punti di vista – forse sarebbe stato più facile provare a superarla insieme, uniti. Il 23 Ottobre 2008 il Parlamento Europeo ha finalmente adottato una risoluzione con la quale ha riconosciuto l’Holodomor come un crimine contro l’umanità.

Esiste oggi, a Kiev, un monumento alle vittime. Ci volle moltissimo tempo perchè questa calamità venisse finalmente a galla e la comunità internazionale restituisse un briciolo di dignità alle ennesime vittime del Regime Comunista. Finalmente è anche previsto in Ucraina il crimine di negazione dell’Holodomor. A questo scopo è previsto un giorno della commemorazione, ogni quarto Sabato di Novembre.

Oggi possiamo ricordare anche loro; oggi è stata ridata memoria alla storia.

 

Kiev, monumento dedicato alle vittime del genocidio del popolo ucraino
Monumento dedicato alle vittime del genocidio del popolo ucraino – Kiev

 

 


 

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About Chiara Vilardo

COLLABORATRICE | Classe 1990, originaria di Sommatino (CL), studia Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Catania. Le piace leggere, soprattutto quando si tratta dei romanzi di Ken Follett. Adora la musica che appartiene al cantautorato italiano e negli ultimi tempi si sta avvicinando con interesse al mondo del cinema.

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