Henri_de_Toulouse-Lautrec_012

Henri de Toulouse-Lautrec: l’anima di Montmartre

Pubblicato il Pubblicato in Letteratura e Cultura, Pathos, Recenti

salon-thumb-350x513-10277Il 9 Settembre 1901 un conte muore, delirante, in una tenuta di famiglia della Gironde, nel Sud-Ovest francese. Ha soli trentasei anni. Ed oltre a una rara malattia genetica alle ossa, che lo ha reso storpio dall’età di quattordici anni, è affetto da sifilide e alcolismo. Il suo nome è Henri de Toulouse-Lautrec, primogenito di una benestante famiglia nobiliare del Sud del Paese.

Eppure, a differenza di quanto le sue nobili origini potrebbero far credere, non passò la vita tra gli agi ed il benessere. Evitò, per quanto possibile, salotti borghesi e feste aristocratiche. Preferì, piuttosto, i luoghi del divertimento libertino ed i quartieri popolari, i vizi parigini della Belle EpoqueNon soltanto postriboli – a cui l’esistenza di Toulouse-Lautrec è ormai indissolubilmente associata – ma anche cabaret, caffè-concerto, bar e teatri. Ambientazioni in cui, insomma, le convenzioni sociali cessavano, i rapporti umani mutavano, le emozioni venivano valorizzate ed inseguite. Per queste ragioni, Toulouse-Lautrec fece del quartiere popolare di Montmartre la propria base; della vita notturna a buon mercato di Parigi il proprio habitat.

Nella Capitale francese, dalla sua città natale Albi, si era trasferito all’età di otto anni, con la madre, e poté godere di un’ottima istruzione. Ciononostante, nel 1878 due fratture consecutive agli arti inferiori mostrarono la rara malattia genetica di cui soffriva. Le sue gambe smisero di crescere e la sua altezza, in modo disarmonico, non superò più il metro e cinquantadue. Tale menomazione fisica pesò nell’adolescenza dell’artista che, tuttavia, presto scoprì e coltivò la sua passione per il disegnoFinito il liceo, manifestò la volontà di continuare la preparazione in questo campo. Ed ebbe modo di frequentare gli studi di due maestri come René Princeteau, un pittore sordomuto, e Fernard Cormon, un pittore non indifferente al movimento impressionista.

Gli Anni ’80 del XIX secolo divennero, così, una fase di studio e formazione. In questi anni Toulouse-Lautrec si trasferì a Montmartre e trovò, nel disegno e nella caricatura, le forme d’espressione a lui più congeniali. Ebbe modo, inoltre, di presentare delle opere in alcune esposizioni raccogliendo, peraltro, un discreto successo. Ma è nel decennio successivo, negli Anni ’90, che la piena maturità umana ed artistica sarà raggiunta. Nel 1887 si era congedato dal laboratorio artistico di Fernard Cormon, e aveva anche venduto il suo primo quadro. Nel 1891, anno spartiacque, ricevette la commissione di una locandina per il cabaret del Moulin Rouge: un grande successo. Da allora le commissioni non mancarono per l’artista. Teatri, giornali, saggisti, canzonieri, cabaret, caffè-concerti: tutti lì a contendersi <<quel tappetto talentuoso>>. E se durante gli Anni ’80, nei lavori ufficiali, Toulouse-Lautrec aveva sempre firmato le sue opere con degli pseudonimi, quasi come per nascondersi, negli Anni ’90 si calerà perfettamente nel suo ruolo di disegnatore e artista.

Photolautrec
Il conte Henri-Marie-Raymond de Toulouse-Lautrec-Montfa (1864-1901) è stato un pittore francese, tra le figure più significative dell’arte del tardo Ottocento

La figura umana e, soprattutto, le sue mille sfaccettature saranno dominanti in tutte le sue opere. E sono proprio i personaggi femminili ad attirare l’attenzione. Se gli uomini sono delle macchiette, ingenui borghesi che si fanno abbindolare dalle carezze ad arte di una prostituta, tristi personaggi insoddisfatti, mesti e raramente felici, le figure femminili sono l’opposto. Rappresentate in tutta la loro complessità, sono un caleidoscopio di aspetti umani. Sicure di sé, fiduciose o appagate, vanitose, stanche, maliziose, principesche e nobili, cupe. Tra i modelli preferiti di Toulouse-Lautrec, le prostitute. Il fare disinibito di queste donne, ritratte in apposite maisons fermées, case chiuse, colpiva molto il suo immaginario. Per alcuni anni arrivò persino a stabilirsi in dei bordelli.

Ma l’interesse dell’artista per il pathos e la vita disinibita non potevano non portarlo anche a teatro. Di spettacoli teatrali Toulouse-Lautrec era affamato. Ritraeva spettatori e spettatrici, attori ed attrici. Sempre con grande attenzione per le emozioni messe in scena, sia sul palco che in platea. Molte star dell’epoca, da Yvette Guilbert a Jane Avril, da Aristide Bruant a Louise Weber, devono la loro eterna fama al fatto che Toulouse-Lautrec le seguisse ovunque, per ritrarle, e avesse instaurato spesso  con loro dei rapporti di amicizia. Non bisogna quindi pensare a Toulouse-Lautrec come a uno squattrinato che, nemico della società e dell’ordine costituito, lasciò tutto per andare a vivere tra gli ultimi, in un quartiere popolare di Parigi. Anzi.

Toulouse-Lautrec non rinnegava affatto le sue origini, né tantomeno era un misantropo. Amava organizzare banchetti a casa sua. Aveva molti amici anche nella buona borghesia. Poté vivere più che dignitosamente del suo lavoro. Non era un pittore, piuttosto un disegnatore e caricaturista, specializzatosi in litografie. Fu maestro della creazione di manifesti e stampe. La sua esperienza  procedette, pur con originalità, nell’epocale solco che gli impressionisti avevano  tracciato nell’arte moderna

Ma l’artista, come spesso accade, non può essere scisso dall’uomo. Toulouse-Lautrec inseguiva e amava a tal punto la Parigi oscura e libertina, decadente e viziosa del suo tempo, da rimanerne succube. Se, a suo dire, fu a diciassette anni che abusò di alcol per la prima volta, fu nel 1897, a 33 anni, che cominciò a presentare i primi sintomi fisici e psichici del suo alcolismo. Oltre a questo, inoltre, la sifilide, che nei postriboli di fine Ottocento era una piaga ineluttabile.

Nel 1899, dopo una crisi di delirium tremens (DTS), viene ricoverato per alcuni mesi in una clinica psichiatrica. Nel 1900, dopo il grande successo delle sue opere all’Esposizione Universale (EXPO) di Parigi, una breve rinascita a Bordeaux. Ma è solo il preludio della fine che, nel giro di un anno, inesorabilmente lo coglierà.

A Verdelais, nella Gironde, il 9 Settembre del 1901 muore uno degli artisti più discussi e controversi della Parigi della Belle Epoque. Henri de Toulouse-Lautrec: l’anima di Montmartre.

toulouse

——————–

Immagine in evidenza: clicca qui

Fonti Immagini:

n.1 -> clicca qui

n.2 -> clicca qui

n.3 -> clicca qui

About Fabrizio Giovanni Vaccaro

COLLABORATORE | Classe 1991, è nato e cresciuto ad Augusta (SR). Diplomatosi al Liceo Classico "Megara" della sua città nel 2010, ha scelto poi di emigrare a Roma, dove studia Medicina e Chirurgia presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore. Nutre essenzialmente tre passioni: l'attualità, la politica, l'Islam ed il Medio Oriente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *