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Halloween: cinque libri horror

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L'evento "Magic Halloween" organizzato a Gardaland
L’evento “Magic Halloween” organizzato a Gardaland – Veneto

Halloween è ormai alle porte e, che piaccia o no, tutti ci devono fare i conti: supermercati che iniziano a vendere festoni a forma di fantasmi che sconfinano nel trash, figli che vogliono intagliare le zucche con la conseguenza di portarsi via un dito, ragazze che, la notte del 31 Ottobre, si strizzano in cortissimi abitini neri che all’inizio ti fanno domandare «ma che personaggio horror mi rappresenta?» e poi, a fine serata, con tutto quel freddo, capisci che un filo di spavento lo provocano perché le loro indossatrici iniziano a diventare cianotiche. Chi è nato poco dopo la guerra guarda a questa festa con sospetto, della serie «Mamma mia che americanata», oppure «non c’è più rispetto nemmeno per i morti», e non serve assolutamente a nulla spiegare loro che, in fondo, Halloween di americano non ha niente, perché a ben vedere Halloween l’abbiamo un po’ inventato noi, si rifà a una festa celtica, alla notte di Samhain; niente da fare, la risposta sarà «di sicuro i Celti festeggiavano meglio degli americani».

Nonostante tutto, però, tra bambini che chiedono le caramelle e streghe e fantasmi che girano per strada con bevande alcoliche, Halloween qualcosa di poetico ce l’ha: è, infatti, molto affascinante dedicare una festa a chi non c’è più. Così, tra l’immenso e labirintico marketing, si trova ancora chi continua le vecchie tradizioni e, la notte del 31 Ottobre o, secondo altri, del 1° Novembre, lascia sul tavolo di casa il vino rosso e un cesto di castagne per far sì che i defunti tornati sulla terra possano festeggiare con i prodotti di stagione che, evidentemente, lassù Dio non coltiva.

La letteratura su Halloween è sterminata, e i romanzi gotici che si ristampano o si pubblicizzano in questo periodo sono sempre gli stessi. Personalmente, trovo che i romanzi horror moderni lascino un po’ a desiderare, sia in quanto trama che a traduzione: pace al caro vecchio Stephen King, ormai gli horror si basano su modelli da cui è difficile allontanarsi e la conseguenza è che il lettore prova più angoscia al pensiero di iniziare la lettura che non per la lettura in sé. Per questo spero che, in questa lista, possiate trovare qualcosa da leggere che stuzzichi la vostra curiosità e che non siano sempre i soliti romanzi che tutti gli anni vengono propagandati dai soliti siti internet.

 

  • “IL TRISTO MIETITORE” – TERRY PRATCHETT
La copertina italiana de Il tristo mietitore di Terry Pratchett
“Il tristo mietitore” (1991), dello scrittore britannico Terry Pratchett (1948-2015)

Halloween è, ovviamente, la festa dei defunti e, al solo pensiero, è difficile non figurarsi la tipica immagine della Morte, quella umanizzata, un grande scheletro con le orbite vuote vestito con un mantello nero che cavalca un possente destriero brandendo una falce. Se la sola immagine vi affascina, allora non c’è nulla di meglio che leggere Il tristo Mietitore di Terry Pratchett. Il romanzo, che appartiene al genere del fantasy umoristico, di cui Terry Pratchett è, in assoluto, un dio, è il secondo della saga che lo scrittore ha dedicato al suo riuscitissimo personaggio di Morte e, come promette la quarta di copertina, vi farà letteralmente morire dalle risate. Non preoccupatevi del fatto che Il tristo mietitore sia, di fatto, un secondo volume: i romanzi della saga sono slegati l’uno dall’altro, raccontando storie in cui, se anche i rimandi ci sono, si possono facilmente comprendere o escludere senza danneggiarne la lettura. Il romanzo racconta le peripezie di Morte, creatura non del tutto trascendente del Mondo Disco, che viene licenziato in tronco, con la conseguenza di creare un eccesso di forza vitale sul pianeta piatto, per cui le persone non muoiono: tra gli zombie, anche il vecchio mago Windle Poons che, dopo aver esalato il suo ultimo respiro, si ritrova “morto e vegeto” tra altri maghi che non vogliono fare altro che liberarsi di lui.

 

  • “LA PSICHIATRA” – WULF DORN
La copertina italiana de La psichiatra di Wulf Dorn
“La psichiatra” (2009), dello scrittore tedesco Wulf Dorn (1969)

Se, invece, di ridere ad Halloween proprio non se ne parla, potete sempre prendere tra le mani La psichiatra di Wulf Dorn. Il romanzo, un thriller psicologico, racconta della psichiatra Ellen Roth, incaricata di seguire la paziente della stanza numero 7, una donna inquietante e macilenta che non proferisce parola, se non una filastrocca ossessiva sull’Uomo Nero. L’incubo, per Ellen, inizia il giorno successivo, quando, di ritorno alla clinica, scopre che non solo la paziente della 7 è scomparsa, ma nessuna sembra averla mai vista: la sparizione della donna fa riaffiorare nella psichiatra incubi e demoni del passato, costringendola in una lotta contro se stessa per far uscire il suo vero Io. Il romanzo non è certamente un capolavoro: la scrittura è scorrevole e lineare, ma non eccezionale, e il finale scade a dir poco nell’ovvio. Rimane in ogni caso un libro godibile, perfetto da sfogliare in un’atmosfera suggestiva come quella che offre Halloween.

 

  • “CARMILLA” – JOSEPH SHERIDAN LE FANU

Siete appassionati di vampiri? Se sì, allora avrete il voltastomaco nel leggere solo romanzi che vedono queste fantastiche creature protagonisti di drammi adolescenziali. Un racconto assolutamente precursore del genere è Carmilla, di Joseph Sheridan Le Fanu. Premessa: di questo racconto ci sono varie edizioni ma, la migliore, rimane quella della Sellerio. Ora, pace che la Sellerio pubblica libri esteticamente terrificanti, di dimensioni tutte loro che non si incastrano bene in nessuna libreria e con quella costa blu che si rovina se apri impercettibilmente troppo i volumi; ma di Carmilla consiglio assolutamente questa edizione perché è una delle poche a contenere solo questo racconto che, detto tra noi, è l’unico che vale davvero la pena di leggere di tutta l’opera di Le Fanu.

La copertina italiana, edizione della Sellerio, de Carmilla Joseph Sheridan le Fanu
“Carmilla” (1872, edizione della Sellerio in foto), dello scrittore irlandese Joseph Sheridan Le Fanu (1814-1873)

Protagonista della narrazione è Laura, una giovanissima nobildonna che si ritrova, in seguito ad oscuri avvenimenti, ad ospitare, nel castello del padre, una ragazza bellissima e languida con la quale sviluppa un rapporto di amicizia che, in breve tempo, sfocia in una manifesta storia d’amore. Le atmosfere si fanno sempre più cupe quando le ragazze del vicinato inizieranno, a poco a poco, ad ammalarsi fino a morire. E, stessa sorte, sembra toccare a Laura, che inizia appunto ad ammalarsi, sognando di creature misteriose che le mordono il seno. Inutile rivelare che la causa di tutto è proprio Carmilla, la bellissima ospite che nasconde la sua natura di vampiro. Il racconto di Le Fanu si rivela un capolavoro per le diverse stratificazioni interpretative della trama: le atmosfere gotiche lo rendono un esempio perfetto di questa narrativa di genere e, aldilà del tema del vampirismo, Carmilla vuole essere un romanzo di formazione per le donne dell’epoca vittoriana, un manuale per insegnare loro a tenere a bada le loro pulsioni, oltre che uno dei primi romanzi a sfatare il tabù dell’omosessualità femminile.

 

  • “LA DONNA IN NERO” – SUSAN HILL
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“La donna in nero” (1983), della scrittrice britannica Susan Hill (1942)

E quale evento atmosferico rende tutto più sfumato, più ignoto, della nebbia? Con buona pace di chi vive al Nord e la foschia gli fa compagnia nei serali ritorni a casa facendogli continuamente sbagliare strada, bisogna in qualche modo ammettere che niente come i banchi di nebbia rendono i contorni delle cose più lugubri. Se siete d’accordo, nulla è più indicato del romanzo La donna in nero, di Susan Hill, pubblicato nel 1983 ma recentemente tornato di successo grazie al film con Daniel Radcliffe. Il romanzo è estremamente breve, nemmeno duecento pagine e questo, già lo anticipo, è il suo enorme difetto: troppo breve per poter sviluppare per bene la trama, così che le idee di fondo, pure buone, non trovano sufficiente spazio per emergere in modo sorprendente. Nulla di eccezionale, quindi, ma questo piccolo romanzo ha il merito di sviluppare piuttosto efficacemente le atmosfere del brivido. Gli ingredienti, infatti, ci sono tutti. Protagonista della storia è il giovane avvocato Arthur Kipps che viene mandato dal suo capo in uno sperduto villaggio del Galles ad occuparsi di questioni di eredità della defunta signora Drablow, un vecchina riguardo alla quale tutti mostrano una certa reticenza nel parlarne. Al funerale dell’anziana signora, Kipps nota la figura di una donna vestita di nero, con il volto devastato da quella che sembra una terribile malattia. E, da quell’incontro, per l’avvocato iniziano una serie di fatti inquietanti, il segno della maledizione della donna in nero, pronta a portare a termine la sua terribile vendetta. Le atmosfere descritte rendono questa storia di fantasmi davvero ben fatta: tra paludi, ombre, scricchiolii e sedie a dondolo che si muovono da sole, la nebbia diventerà una sorta di ponte tra il mondo dei vivi e quello dei morti.

 

  • “END. ELISABETH” – BARBARA CANEPA E ANNA MERLI

Per gli amanti dei fumetti, le atmosfere gotiche rivivono in End. Elisabeth, primo volume con i disegni di Barbara Canepa e Anna Merli, uscito dapprima in Francia e poi tradotto in Italia dalla Bao Publishing. Tra atmosfere fantasy, che sfociano nell’horror e nel thriller, si sviluppa la storia di due sorelle, Elisabeth, presumibilmente morta, e Dorotea, che ne piange la scomparsa. Elisabeth si trova in una dimensione paranormale, abitata da strane creature, mentre Dorotea si ritrova confinata in un collegio gestito da monache dall’atmosfera molto alla Dario Argento, dove, con altre compagne, decide di iniziare a investigare sulla morte della sorella che, secondo lei, potrebbe non essere mai avvenuta. La grafica del fumetto è a dir poco fantastica: i disegni sono davvero ben fatti, molto dettagliati e precisi, i chiaroscuri molto suggestivi e le due autrici sono riuscite perfettamente a ricreare le tipiche atmosfere dark, nonostante i testi siano un po’ troppo costruiti.

Per cui, non rimane altro che recuperare uno di questi libri (ma anche tutti, perché no?), leggerlo nelle ombre scricchiolanti di casa e… guardarsi bene alle spalle.

 

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About Martina Zerbinati

COLLABORATRICE | Classe 1991, piemontese di accento, di lingua e di fatto. Continua gli studi con un dottorato in epigrafia greca. Il greco antico è d'altra parte la sua vera passione, perché come disse Marguerite Yourcenar: "Quasi tutto quel che gli uomini hanno detto di meglio è stato detto in greco". Dirige il sito "Hellopapers".

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