renzie

Grillo, Salvini e Renzi: i populismi 2.0

Pubblicato il Pubblicato in Politica ed Economia, Quorum, Recenti

La politica è un elemento intrinseco nell’uomo e, fin dalla sua comparsa, gli uomini si sono divisi in diverse categorie di pensiero: i conservatori, i progressisti ed i centristi. Tali categorie si sono ovviamente evolute e contestualizzate all’interno della storia e ciò in cui ci imbattiamo oggi è l’incredibile exploit di quello che viene comunemente chiamato populismo.

E’ facile fare politica in modo populista e demagogico perché non richiede grandi capacità oratorie né idee chiare sul proprio programma politico ed è altrettanto facile, come ci insegna la storia, che movimenti di questo tipo siano quelli che più attecchiscano in momenti di forti crisi economiche e sociali.

Matteo Renzi ricopre il ruolo di Presidente del Consiglio dei Ministri dal 22 febbraio 2014
Matteo Renzi ricopre il ruolo di Presidente del Consiglio dei Ministri dal 22 Febbraio 2014

Quello che però risulta interessante analizzare è la deriva populista incontrollata che rappresenta la Terza Repubblica nel nostro Paese. In Italia, la parola populismo è facilmente accostata al M5S di Beppe Grillo o alla Lega 2.0 di Matteo Salvini, due partiti che evidentemente ne presentano le caratteristiche. Un’attenta analisi sul problema, però, non può che partire dall’ascesa di un altro personaggio: Matteo Renzi. E’ lui lo spartiacque dei nuovi populismi italici. Da una parte, infatti, abbiamo Grillo, fondatore prima dei Vaffa Day e poi del M5S che oggi dichiara di “essere stanchino” e che ha nettamente modificato il proprio linguaggio politico rendendolo più soft e ponderato, facendosi addirittura da parte e affidando il Movimento ad alcuni parlamentari che sono cresciuti e che hanno dimostrato il loro valore come Di Maio e Di Battista.

Dall’altra parte c’è Matteo Salvini, il messia del Nord che, al contrario di Grillo, ha impostato un linguaggio politico sempre più aggressivo culminato con i Vaffa della manifestazione romana contro Renzi di qualche giorno fa.

Qual è il ruolo di Renzi in queste due grandi metamorfosi di due partiti così diversi esternamente ma così simili al loro interno? L’arrivo a Palazzo Chigi dell’ex sindaco di Firenze ha rivoluzionato l’essenza stessa della sinistra italiana e questo è innegabile. Per la prima volta, infatti, il più grande partito riformista d’europa si scopre d’accordo con la Merkel, con i burocrati europei ma soprattutto con Confindustria, demolendo anni di lotte ideologiche ed identitarie di una sinistra considerata vecchia e relegata a ruolo di inutile opposizione interna al partito. La svolta verso destra della politica renziana ha aperto, dal canto suo, una voragine nello scacchiere politico delle opposizioni. Da una parte, infatti, il segretario del Pd, attrae numerosi voti da quegli elettori che un tempo avrebbero votato Berlusconi e, complice un centrodestra in completa confusione, il nuovo PD si attesta a presentarsi come Partito della Nazione (che suona più o meno come Nuova DC).

Matteo Salvini ha assunto le redini della Lega Nord dal dicembre 2013
Matteo Salvini ha assunto le redini della Lega Nord dal Dicembre 2013

E chi non la pensa come Renzi?

Le opposizioni al renzismo hanno cercato dunque posto all’interno di questa situazione ingarbugliata ed i risultati sono davanti agli occhi di tutti: Salvini, da astuto uomo politico quale è, ha capito che il centrodestra è ormai demolito e si è buttato a capofitto verso l’estrema Destra; parte politica che, fino ad ora, aveva vissuto ghettizzata e relegata all’interno dei propri circoli. Il segretario del Carroccio l’ha portata in piazza favorendo <<la nuova marcia su Roma>> dei militanti di CasaPound, partito con un programma che non vede novità e che si presenta come totalmente fuori dalla storia.

Grillo, invece, ha pagato duramente gli errori del suo Movimento ma soprattutto ha pagato il suo fare autoritario nei confronti dei militanti (ad esempio il proibire la partecipazione dei grillini ai programmi in tv) culminato con la diaspora di molti di loro verso altri gruppi parlamentari. Nel 2013 il 25% degli aventi diritto aveva votato M5S; oggi i grillini si attestano intorno al 19-20%: questi dati richiedono una nuova strategia ed un nuovo assetto. Lo stemperamento dei toni del leader ha cambiato l’intera comunicazione politica dei Cinque Stelle e ciò è dimostrato dalle recenti aperture al dialogo con Renzi e dall’opposizione non così accanita nei confronti dell’elezione al Quirinale di Mattarella. E’ possibile che Grillo e Casaleggio abbiano capito che nella sinistra (quella vera) si sia creato un vero buco da riempire e che ci siano molti voti in bilico (come quelli dei simpatizzanti di Landini o di coloro che comunque sono vicini ai sindacati) che devono essere intercettati. Una dimostrazione di questo cambiamento è data dalla base dei militanti grillini, per la maggior parte di sinistra (e lo dimostra il voto sull’abrogazione del reato di clandestinità).

La matrice fortemente populista del Movimento resta ed è quindi difficile pensare al M5S come nuovo baluardo della sinistra o a Grillo come nuovo Berlinguer, ma il forte cambiamento interno al partito non può essere trascurato, così come le recenti affermazioni del comico genovese: <<Io e Casaleggio stiamo lavorando ad un cambiamento di strategia>>.

Ciò che è certo è che l’avvento di Renzi ha sconvolto tutti gli equilibri politici a cui eravamo abituati fino ad oggi e, cosa ancora più incredibile, ha spiazzato gli stessi attori politici, che sembrano non trovare più la propria collocazione. La Lega, tradizionalmente antifascista, che sfila con Casa Pound. Il M5S in cui Grillo si allea in Europa con un anti-immigrazionista come Farage, mentre i suoi cancellano il reato di clandestinità.

Ovviamente da tutto questa confusione chi ne esce rafforzato è certamente Renzi che ringrazia i gufi e, con le sue promesse non mantenute ed i suoi 80 euro elettorali si conferma il campione dei populisti.

 

 

Il comico Beppe Grillo ha fondato il Movimento 5 Stelle nell'ottobre 2009
Il comico Beppe Grillo ha fondato il MoVimento 5 Stelle nell’Ottobre 2009

 

——————–

Immagine in evidenza: clicca qui

Fonti Immagini:

n.1 -> clicca qui

n.2 -> clicca qui

n.3 -> clicca qui

About Fabiano Catania

COLLABORATORE | Classe 1990, siciliano di nascita ma pisano di adozione. Station Manager di RadioEco, radio dell'Ateneo di Pisa, da sempre ha una grande passione per la scrittura e l’informazione libera. Si interessa di musica indipendente ed è un appassionato del cinema d’autore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *