Giuseppe Garibaldi, un eroe italiano?

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di Marco Pucciarelli

Il primo personaggio di cui parleremo, in questo ciclo di trattazione storica nell’apposita e nuova Rubrica, sarà l’Eroe dei due mondi: Giuseppe Garibaldi.

Fino a qualche anno fa, esisteva una sola idea di Garibaldi, ossia quella di un grande eroe. Col tempo e col proliferare di vari movimenti storico/culturali, si sono aggiunte svariate idee intorno all’Eroe italico, spesso atte a demolire la sua figura. Se una persona oggi digitasse “Giuseppe Garibaldi” su internet, troverebbe una moltitudine di siti (spesso menzogneri) che danno un’immagine diversa del nostro Eroe: un bandito, un fuorilegge, un delinquente, e via dicendo. Spesso e volentieri queste nuove teorie attorno al Risorgimento italiano e ai suoi protagonisti, sono deviate da antichi rancori mai appianati.

La “Questione meridionale” (come già detto in altri articoli) non fu mai presa veramente in considerazione dai vari Governi (anche se fu presa molto seriamente da storici e persone di cultura). Con il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, riemersero questi rancori e ci fu una proliferazione di movimenti, come i Neoborbonici, atti a denunciare tutte le nefandezze di quel grandissimo evento. Ora, non sarà in questa sede che analizzeremo questi movimenti indipendentisti e revisionisti, e non discuteremo se abbiano ragione in toto o meno. Ci limiteremo ad arricchire o a sottolineare gli aspetti meno noti dei grandi protagonisti della storia.

L’idea del “grande eroe” deriva da una tradizione scolastica italiana, atta a costruire un’identità nazionale su figure chiave, destinate ad essere scolpite nella storia della neonata Nazione. Quattro uomini furono indicati più di altri: Giuseppe Garibaldi, Cavour, Vittorio Emanuele e Mazzini. Su questi uomini l’Italia era pronta a” farci le piazze e le vie”, e su di loro a costruirsi la propria storia. Proprio per questo, oggi è molto facile far vedere che del Risorgimento si son taciuti dei contrasti o contraddizioni. Riprendendo i sopracitati “uomini di marmo”, o miti del Risorgimento italiano, noi li abbiamo presi e li abbiamo messi tutti assieme in una virtuale vetrina, anzi, si fecero pure dei francobolli con tutti e quattro gli eroi assieme, dimenticandoci però che se Vittorio Emanuele avesse potuto mettere le mani su Mazzini, probabilmente lo avrebbe fatto uccidere.

Tra questi quattro uomini, il più colorito è senza dubbio Garibaldi, che è la figura ideale per entusiasmare. Prova ne è che per tutto il ‘900 egli fu scelto come simbolo politico. Prima dai fascisti, che, nella Repubblica di Salò, fecero manifesti raffiguranti il vecchio garibaldino in lacrime per il tradimento di Badoglio e ancora, subito dopo la guerra, comunisti e socialisti scelsero sempre lui come simbolo del Fronte Popolare. Dunque, se l’Eroe dei due mondi oggi è considerato come un “grande eroe” o il simbolo di un ideale, non dobbiamo scordarci che Garibaldi, quando era in vita, era ancora più famoso di oggi. Un piccolo aneddoto: nel 1864 Garibaldi fu invitato a Londra. Dopo aver attraversato la Manica su di un piroscafo, arrivò alla base navale di Southampton, dove gli fecero trovare la Squadra di guerra inglese intenta a salutare l’Eroe italico e un treno completamente rivestito da bandiere tricolore diretto a Londra. Quando arriva a Londra, ad attenderlo in piazza erano presenti circa 500.000 persone (dati offerti dalla questura del tempo, per cui più che attendibili)!

A Londra, Garibaldi andò a cena con tutti, sia con i lord che con i capi delle società operaie, congratulandosi con loro per i grandi successi della classe proletaria inglese. <<La classe>> dice <<a cui mi onoro di appartenere!>> Tutta Londra era impazzita per l’Eroe italiano, tanto che le donne andavo a comprare l’acqua con cui Giuseppe si lavava la faccia. L’unica persona che a Londra era inorridita da Garibaldi e dal comportamento dei suoi connazionali era la Regina. Le imprese militari furono gloriose, una su tutte, a mio avviso, quella del 1870 (Garibaldi ormai è in pensione) nella guerra Franco-Prussiana.

In quegli anni cadde l’Imperatore Napoleone III (arcinemico di Garibaldi, che lo sconfisse a Mentana impedendogli di prendere Roma), e in Francia si fa la Repubblica. Garibaldi, nonostante dovesse servire i Savoia, era un repubblichino e dunque l’esperimento francese lo esalta. La Francia chiede la pace alla Prussia, che però non sente ragioni. A Garibaldi “prudono le mani”, e a sessant’anni, ormai malandato, sente che vuole ancora fare la guerra. I francesi gli affidano un comando. L’unica vittoria che la Francia riuscirà ad ottenere contro la Prussia, in questa guerra, sarà proprio quella del contingente comandato da Giuseppe Garibaldi! Il Garibaldi politico è uno di sinistra. Rappresentò sempre una parte che “voleva di più ma che restò sempre in minoranza”. Paradossalmente l’Italia odierna (escludendo tutte le problematiche etiche e sociali) è il sogno di Garibaldi, che voleva una repubblica a suffragio universale, e antimilitarista (fa ridere pensare a Garibaldi come antimilitarista, ma lui in vecchiaia lo fu, e votò contro i crediti per allargare l’esercito italiano). Garibaldi è un socialista riformista.

Non vuol fare la Rivoluzione comunista, poiché per lui è un cataclisma, per questo motivo non piace a Marx. Garibaldi vuole, sì elevare le condizioni del proletariato, ma attraverso le lotte sociali, le lotte sindacali e le riforme.

Con questo non si vuole rivalutare l’immagine politica di Garibaldi, che su molti aspetti fu anche politicamente scorretto, ma spero di avervi offerto delle piccole chicche che arricchiranno la vostra immagine dell’Eroe italiano, affinché si possa gustare appieno la sua figura in toto, anche sotto gli aspetti meno noti al grande pubblico.

Giuseppe_Garibaldi_(1866)

Fonti:
Conferenza prof. A. Barbero

Lezione universitaria st. moderna

L. Ryall, Garibaldi: l’invenzione di un eroe

About Marco Pucciarelli

REDATTORE | Classe 1991, piemontese. Si è laureato in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro" di Vercelli. Ha la passione per la storia, specie per quella romana.

4 pensieri su “Giuseppe Garibaldi, un eroe italiano?

  1. Definire ancora eroe questo criminale è puro delirio…
    Spero abbia sofferto molto prima di rallegrare i più con la sua morte.

    1. La ringrazio! E’ sempre un piacere vedere apprezzato un articolo! Spero di poterne scrivere altri, altrettanto interessanti!

    2. La ringrazio! E’ sempre un piacere vedere apprezzati i propri articoli! Spero di riuscire a scriverne altri, altrettanto interessanti! Saluti!

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