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Giuseppe Garibaldi: l’Eroe dei due mondi

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Vita e lascito del condottiero della fratellanza universale, patriota italiano con il mare nel cuore.
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Place Garibaldi, Nizza: l’omonima statua è rivolta verso l’Italia

Eroe dei due mondi. Si fa riferimento a questo appellativo parlando di Giuseppe Garibaldi, una delle figure di più rilievo in epoca risorgimentale. Pioniere del concetto di Nazione unita e noto per le sue imprese militari mondiali, costui rappresenta l’incarnazione di valori come la libertà, la giustizia e l’amore per la patria.

Giuseppe Garibaldi nasce il 4 Luglio 1807 a Nizza, che in quel periodo storico era annessa all’impero francese di Napoleone Bonaparte. Cresce in una famiglia modesta e in giovanissima età decide di intraprendere una nuova vita, imbarcandosi come marinaio nel 1824. È nel 1832 che, a soli venticinque anni, non solo è capitano di un mercantile ma inizia ad avvicinarsi a diversi movimenti patriottici italiani, come quello della Giovine Italia. Dopo lunghi mesi di navigazione, passando dal Mar Mediterraneo e giungendo fino al Mar Nero, rientra a Nizza. Nel 1833, riparte per Costantinopoli dove accadrà un fatto che gli cambia la vita. Durante una sosta a Taganrog, porto sul Mar d’Azov, incontra in una locanda un uomo chiamato Il Credente, che gli espone le idee patriottiche del politico Giuseppe Mazzini. È proprio in questo momento che Garibaldi vede nelle idee della lotta per l’Italia Unita il momento iniziale di insorgenza dei popoli oppressi.

Successivamente, nel 1836, sbarca a Rio de Janeiro dove rimane fino al 1848 impegnandosi in varie imprese di guerra in tutto il Sud America. Questo momento è di particolare importanza per lui. Infatti, egli si forma come condottiero e accumula un’esperienza notevole concernente le tattiche di quella che è conosciuta come guerriglia di movimento. Non è certa la data in cui Garibaldi entra nella marina dell’Uruguay, ma quando ciò accade gli viene conferito il titolo di colonnello e gli vengono affidate svariate missioni. Durante una di queste ultime, incontra quella che sarà ricordata come la compagna della sua vita, Ana Maria de Jesus Ribeiro da Silva, conosciuta con il diminutivo di Anita. Giuseppe e Anita si conoscono per la prima volta a Laguna nel 1839 e si sposano il 26 Marzo 1842. Nel 1848, la moglie e i tre figli vengono allontanati dalla terra bellicosa e imbarcati per Nizza, dove furono affidati alle cure della famiglia di Garibaldi. In seguito durante quell’anno, Giuseppe ottiene l’autorizzazione per rientrare in Italia a causa dello scoppio dei moti italiani dell’indipendenza.

I moti del 1848, detti anche Primavera dei popoli, sconvolgono la situazione socio-politica nazionale ed europea. L’Italia è il primo caso di un vero e proprio scoppio della rivolta e dell’agitazione: nel Gennaio del ’48 scoppia la rivoluzione in Sicilia contro i Borbone e nel Regno Lombardo Veneto sono molteplici le rivolte, sfociate in seguito nelle Cinque giornate di Milano. Le celebri Cinque giornate determinano le sorti di quella che è la Prima Guerra d’Indipendenza. Garibaldi incontra Mazzini nel 1848 a Milano e partecipa alla guerra come volontario al servizio del Governo provvisorio milanese. Nell’anno successivo, egli si mobilita in difesa della Repubblica Romana, sorta in seguito alla fuga di Papa Pio IX a causa di una rivolta interna allo Stato Pontificio. Quella della Repubblica Romana è una tappa fondamentale nella storia dell’unificazione italiana, in quanto unisce e confronta fra loro figure di rilievo non solo come quella di Garibaldi ma anche quelle di Goffredo Mameli, Giuseppe Mazzini, Aurelio Saffi. La Repubblica Romana, in soli pochi anni, funge da motore alla macchina di idee democratiche, fondando la vita civile e politica sui principi democratici che si sarebbero realizzati in Europa solo nel secolo successivo. Purtroppo, i repubblicani devono cedere alle forze nemiche francesi e il 2 Luglio 1849 Garibaldi deve abbandonare Roma. Nel tentativo di raggiungere il territorio del Regno di Sardegna, perde diversi compagni a lui fedeli, tra cui la moglie Anita.

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Lo sbarco dei Mille a Marsala – 11 Maggio 1860

A seguito di quello che è un episodio devastante per lui, Garibaldi inizia a vagabondare per il mondo senza fissa dimora, per lo più viaggiando via mare. Dopo vari spostamenti tra Gibilterra e Marocco, nel 1850 si imbarca per New York a bordo della nave Waterloo, giungendovi dopo trentatré giorni di navigazione. Qui abita con Antonio Meucci, che lo fa lavorare nel suo laboratorio di candele. Dopo nove mesi lascia la città e continua a navigare, con tappe in Perù, Cina, Filippine, Australia, Boston, fino a giungere Caprera, nel 1857. Garibaldi, durante questo periodo all’estero, non ha accantonato gli ideali unitari e partecipa nel 1859 alla Seconda Guerra d’Indipendenza, traendone vari successi. Nel 1860 è a capo della spedizione dei Mille: salpa da Quarto e sbarca a Marsala. Da qui, ha inizio quella che possiamo definire la sua marcia trionfale. A seguito della sconfitta dei Borboni conquista Palermo, Siracusa e Messina liberando così la Sicilia. Dopo la conquista dell’isola, Garibaldi procede nella liberazione dei territori calabresi passando poi a Salerno e giungendo infine a Napoli; la sconfitta dell’Impero Borbonico è definitiva sul Volturno. Dopo aver deposto i territori liberati nelle mani di Vittorio Emanuele II, si ritira a Caprera, in attesa di ulteriori risvolti concernenti gli ideali nazionali.

Nel 1866 vediamo la figura di Garibaldi tornare protagonista, come comandante di Reparti Volontari nella Terza Guerra d’Indipendenza. Operante nel territorio del Trentino, coglie la vittoria di Bezzecca nel Luglio dello stesso anno, ma è costretto in seguito ad abbandonare il campo e ritirare le sue truppe. Nuovamente, nel 1867, è a capo di una spedizione predisposta alla liberazione di Roma, ma l’esercito franco-pontificio ha la meglio e le truppe garibaldine vengono sconfitte. L’ultima impresa bellica che gli attribuiamo è quella combattuta a fianco dei francesi, nella guerra franco-prussiana del 1870, che si conclude però con esito negativo nei confronti della Francia. Infine, torna a Caprera, dove si spegnerà all’età di settantacinque anni, il 2 Giugno del 1882.

Il richiamo a Garibaldi, quale figura simbolica di libertà, rinascita e riscossa, è fatto da svariate fazioni politiche durante tutto il ‘900. In particolare, si pone in netta contrapposizione la figura di un Garibaldi democratico e socialista alla parte moderata, conservatrice e monarchica che guida l’Italia nel periodo dello scoppio della Prima Guerra d’Indipendenza.

Nel decennale della Marcia su Roma sono numerose le celebrazioni organizzate che esaltano l’impresa dei Mille, ma l’evento più eclatante è la trasposizione delle spoglie di Garibaldi e Anita da Genova a Roma. Durante il 1944 viene esaltato sia dai sostenitori del Fascismo che dagli antifascisti. In particolare, la Repubblica Sociale Italiana elogiò la figura di Garibaldi quale suddito della Monarchia e fiero sostenitore della Repubblica. Questo momento è molto importante perché per la prima volta si esalta sia da parte della Repubblica Sociale Italiana sia da parte dei repubblicani comunisti e socialisti una figura comune di eroe italiano. In questo senso possiamo intendere Garibaldi come un’anima sociale, un diamante incastonato tra due schieramenti opposti, al contempo rappresentante e difensore degli umili.

Negli anni successivi, onore, memoria e riconoscenza vengono attribuiti a Garibaldi. Nella ricorrenza del centenario della sua morte nel 1982, lo stabilimento Stefano Johnson di Milano conia una medaglia con inserti in bronzo, argento e oro con il suo volto a un lato e dall’altro delle mani, protese verso destra. Una commemorazione da ricordare è quella che si svolge Mercoledì 4 Luglio 2007, anno in cui ricorre il bicentenario della sua nascita. La commemorazione, con la presenza dell’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha inizio con il saluto di Franco Marini e Fausto Bertinotti, in quegli anni rispettivi Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati. Le parole pronunciate dagli onorevoli, in da Napolitano, erano volte a sottolineare: «La magnificenza dell’Eroe dei due mondi, una straordinaria figura». L’attualità della figura garibaldina è racchiusa in un concetto: l’incarnazione dei valori dell’amor patrio, della giustizia e dell’uguaglianza che accomuna tutte le fazioni politiche nel nostro Paese.

Perché ancora oggi Giuseppe Garibaldi rappresenta la perfetta icona di umiltà, generosità e patriota in cui gli italiani si rispecchiano.

 

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Fonti:

https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Garibaldi

http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/1047347/unita-d-italia-napolitano-e-monti-inaugureranno-memoriale-garibaldi-a-caprera.html

http://www.treccani.it/scuola/tesine/garibaldi/tobia.html

 


 

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About Erica Ceola

REDATTRICE | Classe 1994, veneta. Laureata in Relazioni Internazionali, frequenta la magistrale in Storia dei conflitti contemporanei presso l'Università di Bologna. Topo di biblioteca, appassionata di vini e film Anni '50, ha deciso di dare forma al suo fanatismo per la storia scrivendo per "La Voce del Gattopardo".

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